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Gazebo FI a Bolzano contro manovra 5Stelle-Lega. Biancofiore: il Carroccio torni nel centrodestra

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Nel fine settimana Forza Italia organizza dei gazebo in tutta la regione per dire no alla manovra economica del governo 5Stelle-Lega.

L’iniziativa precede l’evento #contromanovra del 7 dicembre a Roma presso l’Ergife Palace che si concluderà con l’intervento di Silvio Berlusconi.

Una manifestazione che nel capoluogo ha anche l’obiettivo di chiedere il rilancio dell’aeroporto, infrastruttura fondamentale per il turismo in Alto Adige.

Non protestiamo solo contro la manovra nazionale del governo con proposte alternative da parte del nostro partito ma anche in favore di un’infrastruttura fondamentale per una terra a vocazione turistica come la nostra che è l’aeroporto di Bolzano – ha detto Michaela Biancofiore – . Una realtà che crea sviluppo, lavoro e nuovi incentivi anche per i cittadini di Laives, i quali purtroppo sono stati disinformati sul tema“.

La coordinatrice regionale parla anche della politica locale dicendosi favorevole all’alleanza Svp-Lega, che però deve prevedere un accordo che comprenda anche una partecipazione globale del centrodestra a livello territoriale “per guardare al futuro“.

Penso al Comune di Bolzano – dice – penso alla Regione e agli assessorati regionali e alle elezioni politiche che di questo passo saranno molto presto“.

Contraria invece, come da sempre, alla fiducia che Salvini ripone nei pentastellati e nella longevità nel governo gialloverde.

Biancofiore ritiene che a Roma la Lega debba liberarsi della morsa del MoVimento 5 Stelle “per non fare tornare il Paese in recessione”.

Il messaggio per il Carroccio è in particolare quello indirizzato più volte nel corso delle ultime settimane a Salvini: il vice premier deve fare rientro nell’alveo del centrodestra nazionale.

Oggi (1 dicembre) e domani il gazebo di Forza Italia è in corso Libertà dalle 15 alle 17.

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Politica

Ammette le frasi sessiste e si dimette. Masocco confessa: “Mi vergogno di quello che ho detto”

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Stretto dalla morsa delle polemiche e dopo la minaccia di querela anche da parte dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini, Kevin Masocco confessa e si dimette.

Un’ammissione amara in cui l’ormai ex consigliere comunale della Lega a Bolzano si assume le sue responsabilità sulla paternità delle frasi sessiste pronunciate in un vocale e con un comunicato annuncia la retrocessione dall’incarico.

Quella che è stata una bravata, per quanto inopportuna e condannabile, si è trasformata in un accanimento mediatico contro la mia persona. Ho quindi deciso, dopo quasi una settimana di silenzio, di prendere pubblicamente posizione riguardo quanto successo“, afferma Masocco in una nota.

Nella vicenda il giovane leghista sottolinea di aver sbagliato due volte: la prima volta ad esternare frasi inopportune delle quali dice di vergognarsi e la seconda di aver negato di essere lui l’autore delle frasi incriminate.

Complici la giovane età e l’inesperienza, Kevin dice di avere commesso diversi errori e di non desiderare che quanto è accaduto diventi un attacco anche alla Lega o alla sua famiglia.

Ho deciso di assumermi le mie responsabilità e rassegnare, con grande dolore, le mie dimissioni da Consigliere Comunale“, sottolinea nella nota.

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Politica

Casapound: “Anche il Comune di Bolzano intervenga per annullare le onorificenze a Tito”

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Nonostante i molti passi avanti che l’Italia è riuscita a fare nel lungo percorso per il riconoscimento di un pezzo drammatico della propria storia, c’è una tappa che riteniamo obbligata da parte dello Stato Italiano.

Chiediamo l’annullamento delle onorificenze conferite al maresciallo Tito nel 1969 dall’allora presidente Giuseppe Saragat come Cavaliere di Gran Croce decorato di gran cordone dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il più alto titolo onorifico d’Italia“.

Questa la mozione del gruppo consiliare di CasaPound Bolzano presentata in municipio dal consigliere Maurizio Puglisi Ghizzi.

Considerato che il conferimento di tale onorificenza è da valutarsi nel contesto dell’epoca in cui l’indagine storica non aveva ancora portato alla luce, in tutta la loro indiscutibile atrocità i crimini commessi, tale deve essere valutato come un errore, figlio del silenzio culturale e storico del tempo sulle tragedie che hanno coinvolto il confine orientale.

Pertanto chiederemo ai sindaci di tutti i consigli comunali dove siamo rappresentati di presentare richiesta al Presidente della Repubblica e ad ogni organo competente di mettere in atto le modifiche di legge necessarie per porre rimedio a quello che ad oggi è da considerarsi uno schiaffo morale a chi ha dovuto subire tali violenze.

Tito è stato, infatti, responsabile di oltre 10.000 infoibamenti, dell’esodo di 350.000 persone e della morte di migliaia di italiani nei campi di concentramento come quelli di Borovnica, Isola Calva e San Gregorio“.

Speriamo che questa iniziativa, che ci sembra doverosa almeno per rispetto verso le vittime decedute e per le migliaia di esuli istriani e dalmati derubati delle proprie radici, che si sono visti riconoscere la loro tragedia solamente dopo 50 anni, sia seguita anche dagli altri movimenti politici come Lega e Fratelli d’Italia a cui mettiamo a disposizione la mozione affinché la presentino anche loro nei consigli comunali di tutta Italia.

Alla Presidenza del Consiglio e alla Presidenza della Repubblica deve arrivare un messaggio forte e chiaro da tutte le città d’Italia: il 10 febbraio 2019 deve essere ricordato come l’ultimo che veda un criminale come Tito insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce decorato di gran cordone dell'”Ordine al Merito della Repubblica Italiana“.

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Politica

In radio una canzone italiana su tre: c’è la proposta di legge targata Lega

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Più musica italiana nelle radio nazionali.

Fa già discutere la proposta di legge firmata e depositata dal presidente della Commissione Trasporti della Camera Alessandro Morelli (Lega) a Montecitorio.

Il provvedimento fisserebbe una “quota minima di italianità” del 33 per cento per tutte le emittenti radiofoniche, che tradotto significherebbe una canzone italiana ogni tre trasmesse.

La vittoria di Mahmood a Sanremo dimostra che grandi lobby e interessi politici hanno la meglio rispetto alla musica – ha detto Morelli all’AdnKronos – . Io preferisco aiutare gli artisti e i produttori del nostro Paese attraverso gli strumenti che ho come parlamentare“.

Il testo riporta le firme anche dei deputati Maccanti, Capitanio, Cecchetti, Donina, Fogliani, Giacometti, Tombolato e Zordan.

Nel documento dal titolo ‘Disposizioni in materia di programmazione radiofonica della produzione musicale italiana’, si chiede all’articolo 2 che le emittenti radiofoniche, nazionali e private riservino almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione.

Mi auguro che questa proposta – ha detto Morelli parlando del suo progetto di legge – dia inizio a un confronto ampio sulla creatività italiana e soprattutto sui nostri giovani. Il 10% dovrà essere dedicato ai giovani autori e alle piccole case discografiche“.

Il testo non è ancora stato assegnato anche perché, come spiega Morelli, “si spera di raccogliere il maggior numero di firme tra i gruppi“.

Il sostegno alla musica italiana – afferma – deve essere il più trasversale possibile“.

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