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Politica

Cdm, Di Maio: autonomia del Veneto in discussione a dicembre

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L’autonomia del Veneto si deve dare il prima possibile, perché i veneti hanno votato un referendum che non deve essere disatteso“.

Così il vicepremier Luigi Di Maio, a margine di una visita a Spresiano.

Non ci sono dubbi da nessuna delle due forze politiche che sostengono questo governo, stiamo lavorando con i ministri competenti per dare l’autonomia sulle materie richieste prima possibile“.

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Nei vari consigli dei ministri di dicembre occorre affrontare questo tema”, continua Di Maio e aggiunge: “Non perderemo o prenderemo tempo: i veneti avranno l’autonomia in tempi certi“.

A rafforzare le dichiarazione del vice premier pentastellato è intervenuto anche Salvini.

“A differenza di altri che non hanno combinato niente, noi oggi passiamo dalle parole ai fatti. Nelle prossime settimane il provvedimento inizierà il percorso, in accordo per ora con i governatori di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, ma presto con tante altre Regioni che vorranno gestire meglio soldi e competenze“, ha spiegato Salvini.

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Politica

Giunta provinciale: fine dei lavori il 15. Il 20 si vota il programma. Pochi dettagli sulla trattativa

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I gruppi di lavoro Lega-Svp per la formazione della nuova giunta provinciale si stanno riunendo in questi giorni a Bolzano.

E’ prevista per il 15 dicembre la conclusione dei lavori delle due commissioni su Sanità e sociale e su economia e mobilità: i lavori saranno ripresi dal gruppo dei 12 per la stesura del programma finale, che si occuperà anche di concordare in maniera definitiva le linee su Europa, rapporti con Roma e con l’Euregio.

Il 20 dicembre la votazione finale da parte dei rispettivi vertici della Stella alpina e della Lega.

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Nessun dettaglio sulla trattativa in corso.

Sono proseguiti intanto i lavori per agricoltura ambiente e urbanistica presieduti dal commissario della Lega Massimo Bessone e da Siegfried Rinner per la Svp.

Ieri (10 dicembre) era invece alla prima seduta il quarto gruppo, che si occupa di formazione e famiglia, cultura e integrazione: i lavori hanno aperto al modello della scuola professionale di lingua tedesca, con l’obiettivo di un miglioramento anche della scuola professionale di lingua italiana, “per anni sottovalutata nel suo potenziale ma colonna portante dell’economia”, ha detto Vettori.

Il gruppo di lavoro è composto da Magdalena Amhof, Stefan Premstaller, Maria Hochgruber Kuenzer, Carlo Vettori, Luigi Nevola e Francesco Avanzini.

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Politica

In 100 da Bolzano con i 100mila di Roma: in piazza del Popolo tutti per la Lega

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La gente è arrivata da tutt’Italia con oltre 300 pullman e prenotando interi treni speciali.

L’organizzazione parla di una presenza di almeno 100 mila persone a cui vanno aggiunte le molte persone che sulla pagina facebook del vice premier hanno seguito l’evento in diretta quantificate in circa 25 mila. 

In piazza del Popolo a Roma, sotto il palco, bandiere della Lega e striscioni col sole delle Alpi, ma anche tanti tricolori, un segnale dell’orgoglio che Matteo Salvini ha saputo risvegliare in molti cittadini italiani.

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Nella capitale non poteva mancare anche la delegazione altoatesina capitanata dal commissario Massimo Bessone e i neo consiglieri provinciali Rita Mattei, Carlo Vettori e Giuliano Vettorato.

La trasferta della Lega Alto Adige Südtirol è partita nella notte con due autobus ed alcune autovetture private per colmare, con un fiume di gente Piazza del Popolo, gremita in ogni suo spazio.

Interventi sul palco di tutti i ministri leghisti, con i sindaci della Lega, a fare da cornice. Il momento clou però è stato l’intervento del ministro Matteo Salvini.

“Molto entusiasmo da parte di chi, nella Lega, ha partecipato per la prima volta ad un evento di questa portata” ha riferito Bessone.

Una trasferta davvero impegnativa che ha visto i militanti leghisti, in tutto all’incirca un centinaio, partire da Bolzano e i comuni limitrofi alle una di sabato mattina.

Gli slogan sono sempre gli stessi, quelli cari al ministro dell’Interno: «Italia rialzati»,«Sei mesi di buonsenso al governo», «Prima gli italiani» e l’hashtag «Dalle parole ai fatti».

Sotto il palco un grande tricolore con scritto «Matteo Salvini Lega Grazie».

Quello di oggi, se ce n’era ancora bisogno, è il vero ed ultimo suggello fra il grande popolo della Lega e il suo leader. In una giornata festosa molti sono stati gli occhi lucidi, i groppi alla gola e le persone commosse. Una giornata che segna l’inarrestabile marcia di un movimento che sta conquistando tutti i cuori dell’Italia e che oggi è il primo partito in assoluto con margini di crescita ancora importanti specie al sud.

Durante il suo discorso Matteo Salvini è stato interrotto molte volte dai cori  e dagli applausi dei simpatizzanti.  In alcuni momenti è apparso visibilmente commosso per l’affetto delle «sua» gente.

Al centro del suo discorso l‘Europa, «Non è quella che vogliamo, deve ritrovare le sue radici» ha dichiarato leggendo i principi della sua fondazione e ricordando la protesta dei gillet gialli in Francia, «chi semina povertà raccoglie protesta»

«L’Italia non ha nulla da invidiare al resto del mondo. Eppure, – ha aggiunto – soprattutto negli ultimi anni, aveva smesso di sognare e volare. Depressa da governi inadeguati, aggredita da un’immigrazione incontrollata e senza regole, minacciata dall’Unione europea. Un’Italia che permetteva alla Francia di scaricare immigrati nei boschi del Piemonte, come è successo a Claviere. Un’Italia che non osava ribellarsi alle prepotenze di Malta, della Merkel o di qualche lussemburghese».

«Non approveremo nessuna tassa, anzi, ne toglieremo molte, questo è uno dei nostri compiti» – ha spiegato il vice premier sottolineando una serie di fitti incontri organizzati con il tessuto imprenditoriale nazionale.

Sulla famiglia: «nelle prossime 5 manovre metteremo sempre al centro la famiglia per sostenere la natalità» e sul grave problema della violenza sulle donne arriva la prima stoccata alla sinistra: «Le donne vanno difese con le leggi, non indossando le magliette rosse e facendo i girotondi nelle piazze»

Il ministro dell’Interno ha ricordato che grazie al lavoro del governo nello stesso periodo rispetto all’anno scorso sono sbarcati 100 mila migranti in meno, «Non possiamo accogliere tutta l’Africa», «Chi dice di scappare dalla guerra – commenta citando l’omicidio di Desirée Mariottini – viene qui spaccia,  ruba  e porta la guerra in Italia deve tornare a casa» 

«Ce la metteremo tutta per far tornare l’Italia grande. Fare nuove leggi vuol dire far rispettare quelle già esistenti», ha detto il ministro, che ha poi citato Martin Luther King, che diceva che per farsi nemici basta dire quello che si pensa. “I veri razzisti erano, sono e saranno quelli che pensano di svuotare il continente africano e di poterlo depredare”.

Ha inoltre puntualizzato che il governo durerà 5 anni, ringraziando Luigi Di Maioper il lavoro che sta facendo.

E Ancora: «Avete eletto uomini normali che stanno preparando le prima manovra che mette al centro uomini, donne e i piccoli. Abbassiamo le tasse perché siamo partiti da chi era stato dimenticato dai precedenti governi». «La casa è sacra, il lavoro è sacro. A inizio anno ci sarà legge sulla legittima difesa».

Ha concluso dicendo che governerà con il buon senso: «Ascolteremo tutti, ma poi il nostro dovere sarà di dare a tutti gli italiani dignità, orgoglio, sicurezza, pensioni e lavoro, e noi non ci tireremo indietro, perchè indietro non si torna più»

Sulla manifestazione è pesata la tragedia di Corinaldo dove hanno perso la vita sei persone. E’ lo stesso Matteo Salvini che prima dell’inizio ha invitato ad osservare un minuto di silenzio.

 

 

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Politica

Ordine di Malta per il Global Compact: i “cavalieri” spingono sul patto Onu per i migranti

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Nella generale bagarre sul Global compact, che divide in questi giorni anche governo e forze politiche italiane, l’Ordine di Malta prende posizione difendendo i principi contenuti nel patto Onu sulle migrazioni ed esprimendo il suo rammarico per una Europa che si presenta divisa all’appuntamento del 10 e 11 dicembre a Marrakech per la firma definitiva del Patto.

Nessun Paese può gestire da solo il fenomeno delle migrazioni, inarrestabile ma non necessariamente negativo“, ha detto in una intervista il Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta, Albrecht Freiherr von Boeselager, confidando che “il Global compact sarà comunque sottoscritto dalla maggioranza degli Stati membri dell’Onu e finirà per avere effetti positivi, anche se forse a lungo termine, sulla gestione globale del fenomeno“, anche per chi si asterrà dal firmarlo.

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