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Politica

Il console generale austriaco Spadinger in visita di commiato da Kompatscher

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Il console generale austriaco a Milano Wolfgang Spadinger ha preso ieri (23 agosto) commiato dal presidente della Provincia Arno Kompatscher nel corso di una visita a Palazzo Widmann a Bolzano. Nato in Tirolo, Spadinger assumerà ora un incarico presso la sede del Ministero degli Esteri austriaco.

“Con Spadinger la Giunta provinciale dell’Alto Adige ha sempre avuto una persona di contatto disponibile e affidabile per quanto riguarda i collegamenti e il flusso di informazioni da e per Vienna. Spadinger ha anche visitato spesso la nostra provincia, conosceva bene i nostri interessi ed è stato in grado di sviluppare efficacemente e con competenza i contatti tra Bolzano, Vienna e Innsbruck” ha affermato Kompatscher.

Il presidente altoatesino ha anche sottolineato l’attenzione particolare di Spadinger per l’Euregio Tirolo-Trentino-Alto Adige, che ha sostenuto anche personalmente. Il presidente ha ringraziato Spadinger per il lavoro esemplare degli ultimi anni e per i suoi sforzi per l’Alto Adige.

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“Spadinger ha contribuito positivamente al buon rapporto tra Vienna, Bolzano e Roma”, ha affermato Kompatscher. Secondo Kompatscher, il Consolato Generale di Milano era ed è uno dei collegamenti più importanti per gli scambi dell’Alto Adige con l’Austria.

Anche se si rammarica del cambio d’incarico di Spadinger, Kompatscher si è detto felice per lui per la sua nuova opportunità di lavoro e gli ha augurato il meglio per il suo futuro. Le funzioni di nuovo console generale a Milano come successore di Spadinger saranno assunte da Clemens Mantel.

Wolfgang Spadinger ha iniziato la sua carriera diplomatica nel 1992 all’ambasciata austriaca di Bucarest. Dal 207 al 2011 è stato ambasciatore a Madrid. Prima di assumere l’incarico di console generale a Milano, Spadinger ha lavorato al Ministero degli affari esteri austriaco, dove dal 2011 ha diretto il settore Relazioni nel dipartimento Protocollo.

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Kompatscher incontra Conte, tavolo tecnico sull’autonomia

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Il ripristino di una serie di competenze che hanno subito delle limitazioni in seguito alla riforma costituzionale del 2001, l’attribuzione della competenza primaria in un tema centrale per il futuro come quello dell’ambiente, la soluzione delle controversie legate al requisito della conoscenza linguistica per l’iscrizione agli ordini professionali e alla proroga biennale dei contratti a termine per i medici che devono ottenere l’attestato di bilinguismo.

Questi i temi affrontati il 22 gennaio a Palazzo Chigi dal presidente della Provincia, Arno Kompatscher, con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Abbiamo ribadito le nostre richieste al premier Conte in tema di tutela e sviluppo dell’autonomia in un’ottica di condivisione degli obiettivi di fondo e di rispetto degli accordi internazionali che rendono la nostra “specialità” un unicum a livello nazionale”, ha detto Kompatscher al termine dell’incontro, al quale hanno partecipato anche il ministro agli affari regionali Francesco Boccia, l’assessore alla sanità Thomas Widmann e la senatrice Julia Unterberger.

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Il presidente altoatesino ha spiegato di aver trovato in Conte un “interlocutore attento e preparato sulle tematiche legate all’autonomia”, e si è detto convinto che questo colloquio potrà “accelerare una serie di passaggi normativi su argomenti di grande importanza per la nostra amministrazione. Abbiamo concordato l’avvio di un tavolo tecnico Stato-Provincia per lavorare al ripristino delle competenze e allo sviluppo dell’autonomia”.

Conoscenza della lingua per l’iscrizione agli ordini professionali

Primo punto affrontato (“sul quale non vi sono resistenze da parte del governo”, ha precisato Kompatscher) quello che dovrebbe portare a risolvere il contenzioso in atto sul requisito della conoscenza linguistica per l’iscrizione agli ordini professionali.

La direttiva europea del 2015 prevede che i professionisti debbano possedere la conoscenza di una lingua ufficiale dello Stato membro o di una lingua amministrativa dello stesso.

In virtù dell’articolo 99 dello Statuto di autonomia – ha commentato il presidente altoatesino – la lingua tedesca viene parificata a quella italiana, ed è dunque da considerarsi a tutti gli effetti lingua amministrativa dello Stato. Il nostro obiettivo è quello di elaborare una norma di attuazione che ci consenta di disciplinare in autonomia la materia sul nostro territorio”.

Proroga dei contratti a termine in sanità

Altro tema al centro dell’agenda politica altoatesina, quello dei contratti a tempo determinato in sanità. “Su poco meno di 1.300 posti di medici specialisti – sottolinea Thomas Widmann – circa 220 sono ancora vacanti, e nei prossimi 5 anni andranno in pensione altri 180 specialisti. Vogliamo garantire ai nostri cittadini un’assistenza di qualità perché la salute è un diritto universale, e al tempo stesso la possibilità di rivolgersi al personale medico nella propria lingua madre”.

La proposta della Provincia è quella di consentire la proroga da 3 a 5 della durata dei contratti in essere a tempo determinato dei medici.

In questo modo – aggiunge Kompatscher – vi sarebbe la possibilità di avere un margine di tempo maggiore per ottenere l’attestato di bilinguismo C1 (ex patentino A) richiesto per il personale medico, e non si rischierebbe di aggravare ulteriormente il problema della carenza di personale. Anche su questo tema il premier Conte ha assicurato che vi è, da parte del governo, la disponibilità a trovare una soluzione condivisa”.

Rapporti finanziari, autonomia “blindata”

Per quanto riguarda, infine, i rapporti finanziari tra Roma e Bolzano, Kompatscher e il Presidente del Consiglio hanno ridimensionato le discussioni emerse nei giorni scorsi “Il patto di garanzia siglato nel 2014 – ha concluso il Landeshauptmann – è stato “blindato” anche da una sentenza della Corte Costituzionale che esclude la possibilità di modifiche peggiorative oltre la deadline del 2022. L’attuale contributo della Provincia di Bolzano al risanamento del debito pubblico, che è di 476 milioni di euro l’anno, verrà ricalcolata nel 2023 sulla base del costo “aggiornato” del debito stesso, ma sono escluse delle rivoluzioni”.

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Non solo carenza di medici, anche per gli infermieri in Alto Adige è emergenza

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Il personale infermieristico è molto ricercato non solo dall’Azienda sanitaria locale, ma anche da case di riposo e di cura. Una carenza che andrà peggiorando nei prossimi anni.

Per questo motivo il Team Koellensperger comunica di aver proposto come contromisura l’apertura di sedi distaccate della Claudiana.

La mancanza di personale si avverte già da tempo anche nel settore infermieristico. “Vengono tolti posti letto nei reparti e il personale infermieristico deve svolgere molte ore di straordinario. Soprattutto nei periodi di vacanza o durante le ondate di malattie, il personale è molto sotto pressione”, spiega Maria Elisabeth Rieder.

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Il personale infermieristico lavora negli ospedali, nelle case di riposo e di cura. Nei prossimi anni, circa 450 infermieri andranno in pensione, ma dalla Scuola provinciale superiore di sanità Claudiana sono usciti solo 85 laureati nel dicembre 2019.

“Purtroppo molti giovani altoatesini che vogliono studiare infermieristica hanno difficoltà a seguire i corsi che si tengono per lo più in italiano”, sostiene Rieder riguardo le problematiche cui vanno incontro gli aspiranti studenti della Claudiana. Soprattutto nelle zone periferiche della provincia, questo stato di cose scoraggia molti giovani, che infatti spesso decidono di seguire una formazione professionale diversa o di andare in Austria e poi raramente ritornano.

Alla Claudiana ci sono sempre meno studenti provenienti dalla periferia della nostra provincia, un dato che ci deve far riflettere: una formazione decentralizzata, con sedi distaccate a Bressanone o Brunico potrebbe essere una soluzione. Il Team K ha presentato una mozione in tal senso nell’ottobre 2019.

“Una formazione fornita a livello locale in sedi distaccate rafforzerebbe anche gli ospedali periferici e le strutture di assistenza”, dice Rieder.

Il numero di posti per la formazione presso la scuola provinciale superiore di Sanità Claudiana per le professioni sanitarie è stabilito annualmente dalla Giunta con apposita delibera. Questa si basa su un calcolo del fabbisogno, secondo il quale però sarebbero necessari 400 posti.

A maggio 2019, l’interrogazione del Team Koellensperger sui posti di formazione in infermieristica per l’anno accademico 2019/20 ha indicato in 250 posti la disponibilità complessiva, mentre nell’ottobre 2019, un’interrogazione analoga ha ricevuto una risposta indicante in 150 i posti disponibili, tutti occupati da studenti. 150 studenti iscritti al primo anno sono evidentemente troppo pochi, considerato che ci sono studi che indicano 2mila infermieri in difetto entro il 2030.

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Parliamo di urbanistica: il 24 gennaio con i Verdi alla Casa Kolping

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La legge provinciale ‘Territorio e paesaggio‘ impatterà fortemente sui nostri Comuni. Questi avranno sempre più competenze e sempre meno risorse per gestirle.

Eppure la gestione del territorio è di vitale importanza per le nostre comunità, per l’ambiente, il paesaggio, la natura, il turismo e la vita in genere“.

Così il Gruppo Verde in Consiglio provinciale, che organizza un incontro venerdì 24 gennaio alle ore 17:30 presso la Casa Kolping a Bolzano sulla nuova legge e su cosa questa comporterà per le amministrazioni comunali una volta entrata in vigore: pro, contro, potenzialità, pericoli e trappole.

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Riccardo Dello Sbarba, che ha seguito passo passo l’evoluzione della legge, prima con Theiner e ora con l’assessora Kuenzer, dialogherà con l’urbanista Peter Morello e l’architetta Carlotta Polo.

L’incontro è gratuito e aperto a tutte e tutti gli interessati.

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