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Arte e Cultura

Il personale alberghiero nel XX secolo: nuova pubblicazione del Touriseum

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Quali erano le condizioni di lavoro di donne e uomini che lavoravano negli hotel in Italia, Austria, Germania e Svizzera nel corso del XX secolo? Come si sono sviluppate le professioni alberghiere? Che ruolo ebbe il lavoro femminile? E com’erano organizzate le scuole alberghiere?

Domande al centro di un convegno internazionale organizzato nell’ottobre 2018 dal Touriseum, il Museo provinciale del turismo a Merano.

Ora, i risultati di quel simposio sono stati raccolti da Timo Heimerdinger, Andrea Leonardi ed Evelyn Reso nella pubblicazione “Il personale alberghiero. Vita quotidiana e lavoro nel settore turistico”, settimo volume della collana “tourism & museum” curata dal Touriseum stesso ed edita da Studienverlag.

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Il libro è stato recentemente presentato durante la seduta di insediamento del nuovo comitato scientifico del museo. 

Il mondo del lavoro del settore alberghiero è un campo ancora inesplorato. Il volume intende sondarlo attraverso l’analisi di alcuni casi specifici. Venti contributi di diverse discipline mettono a fuoco ritratti e autoritratti, prospettive private e pubbliche, illustrano l’elaborazione biografica del mondo del lavoro e l’immagine che ne trasmettono i media, analizzando inoltre aspetti quali la formazione professionale, il tempo libero, la lingua e le condizioni lavorative di alcune professioni alberghiere.

Viene presa in esame la realtà sfaccettata di una vasta area geografica comprendente l’Italia e l’Austria, in particolare il Tirolo – sia il Tirolo storico, che gli attuali Sudtirolo e Tirolo austriaco -, la Germania, la Svizzera, per arrivare fino ai Balcani, alla DDR e all’Unione Sovietica, dal XIX secolo ad oggi.

I curatori del libro

Timo Heimerdinger è professore di Etnologia europea all’Università di Innsbruck, Andrea Leonardi professore ordinario di Storia economica all’Università di Trento ed Evelyn Reso, etnologa europea, è collaboratrice scientifica del Touriseum. Heimerdinger e Leonardi sono inoltre membri del comitato scientifico del museo.

Convegno e pubblicazione rientrano nel progetto di ricerca del Touriseum “Dietro le quinte”, finanziato dal fondo per la ricerca dell’Azienda Musei provinciali, e costituiranno la base per la prossima mostra permanente al via il 1° aprile 2020 al museo.

Arte e Cultura

Mission Ötzi: al Museo Archeologico dell’Alto Adige un’audioguida per bambini

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I bambini che visitano il Museo Archeologico dell’Alto Adige possono ora farsi accompagnare lungo il percorso da una nuova audioguida tutta per loro. Studiata appositamente per bambini d’età compresa fra i 6 e i 10 anni, MISSION ÖTZI va a completare l’offerta già esistente per gli adulti.

L‘audioguida per bambini è disponibile nelle tre lingue italiano, tedesco e inglese, e può essere scaricata gratuitamente da Internet come App oppure noleggiata al museo pagando un importo minimo.

Molti genitori chiedono un’audioguida adatta ai bambini e naturalmente anche a noi preme rendere la visita al museo più interessante per i bambini“, spiega così Elisabeth Vallazza, responsabile marketing e progetto, l’idea all’origine del nuovo strumento offerto dal Museo Archeologico dell’Alto Adige.

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Il testo dell’audioguida è stato scritto dall’attrice sudtirolese Eva Khuen con il supporto della mediatrice culturale Margit Tumler. Figure centrali della guida sono i due grandi amici Tessa e Mo, due bambini di oggi che assieme ai giovani ascoltatori dell’audioguida si teletrasportano in una spedizione nel passato.

Qui incontrano Ötzi e vivono nel suo mondo ogni tipo di avventura. Una simpatica capra li aiuta a destreggiarsi nel villaggio dell’età della pietra di Ötzi e osserva insieme a loro come l’Uomo venuto dal ghiaccio si prepara ad un’ascesa in alta quota.

Nelle sale del museo l’audioguida per bambini racconta una storia che può essere ascoltata senza interruzioni; una segnaletica molto semplice aiuta ad orientarsi.

L’App dell’audioguida per bambini MISSION ÖTZI è disponibile per smartphone con sistema operativo iOS o Android ed è scaricabile gratuitamente.

Il noleggio dell’audioguida con cuffie del museo costa 4 euro.

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Scienza e Cultura

Cellule staminali: verità e fake news il 21 gennaio al Museo di Scienze di Bolzano

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Cosa sono le cellule staminali? Come si possono utilizzare per fini terapeutici? E quali sono invece le false cure? Lo spiega la neurobiologa Simona Casarosa in una conferenza in programma al Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige.

Simona Casarosa dirige il Laboratorio di sviluppo e rigenerazione neurale del CIBIO – Centro di biologia integrata di Trento, struttura di eccellenza nell’area delle biotecnologie per la salute umana.

Martedì 21 gennaio, alle ore 18, sarà al Museo di scienze naturali di Bolzano per illustrare le ricerche più avanzate nel campo delle cellule staminali, chiarendo quali siano le loro possibili applicazioni in campo sanitario e quali invece false cure e speranze, promosse da abili strategie di comunicazione.

La conferenza, dal titolo “Fatti e misfatti in biologia: cellule staminali. Il potere della comunicazione”, è a ingresso libero ed è riconosciuta come corso di aggiornamento per personale insegnante.

Info: Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, via Bottai 1, Bolzano, tel. 0471 412964, web www.museonatura.it

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Arte e Cultura

“Nascosti tra le foglie”: Nerozzi a Bolzano per la presentazione del suo libro sui karen

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Mercoledì 15 gennaio alle ore 21:00 presso lo spazio sociale Rockaforte di via Cesare Battisti VIII, si terrà la conferenza di presentazione del libro “Nascosti tra le foglie”, edito da Altaforte Edizioni.

Per l’occasione sarà presente l’autore, Franco Nerozzi.

Un romanzo autobiografico capace di unire la spiritualità dell’autore alla solidarietà verso la minoranza karen, da sempre impegno e battaglia di Nerozzi in Birmania – queste le dichiarazioni in nota di Giulia Pilloni, referente di Solid Onlus, associazione da anni impegnata nella giungla birmana al fianco del popolo karen – un libro che ripercorre la storia di un gruppo di avventurieri che decidono di abbracciare la causa di un popolo guerriero mai arresosi ai soprusi del regime militare birmano.

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Un popolo in lotta da quasi 70 anni, simbolo di quanto possa essere ancora forte e significativo l’attaccamento alle proprie tradizioni e alla propria spiritualità”.

La storia di un intervento diretto, quello di Nerozzi, che ha visto la realizzazione di villaggi, scuole e cliniche, pozzi e coltivazioni di caffè – conclude la nota – contro una visione egoistica di chi vede solo nell’arricchimento personale e nella conquista del potere il senso della propria esistenza. Un romanzo che vede la vita attraverso la guerra e la scoperta della propria interiorità attraverso la lotta”.

 

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