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Politica

Il Team K chiede parità di trattamento tra politici e dipendenti pubblici: via al ddl regionale

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Il Team Koellensperger ha presentato un disegno di legge regionale con l’obiettivo di abolire le compensazioni automatiche dell’inflazione per le indennità dei consiglieri e di introdurre la parità con i dipendenti pubblici.

Il trattamento economico dei membri del Consiglio regionale è stabilito con legge regionale. Questo significa che le indennità e l’importo fisso per il rimborso delle spese sono automaticamente rivalutati annualmente seguendo il dato Istat.

Negli ultimi anni, questa rivalutazione è stata sospesa dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, ma i fondi destinati a questo scopo sono ancora disponibili nel bilancio regionale e la base giuridica non è mai stata abrogata.

Nel gennaio 2020 si procederà dunque ad una rivalutazione delle indennità e all’eventuale compensazione retroattiva per gli ultimi anni.

“Mentre l’adeguamento all’inflazione è stato negoziato per mesi per i dipendenti pubblici, sarà invece automatico per i consiglieri regionali. Non è corretto, chiediamo parità di trattamento”, spiega Maria Elisabeth Rieder.

Come noto, per i dipendenti pubblici la compensazione dell’inflazione è negoziata nel quadro di contratti collettivi.

Questo stato di cose ha spinto il Team K a presentare il ddl che prevede la parificazione dei membri del Consiglio regionale con i dipendenti pubblici e, analogamente al sistema contributivo per le pensioni, anche in questo caso si dovrebbe rinunciare a un trattamento di vantaggio.

La rivalutazione automatica dell’importo fisso per il rimborso delle spese dovrebbe essere completamente abolita.

“Questa soluzione è più giusta e mette i politici su un piano di parità con i funzionari pubblici”, riassume Paul Köllensperger.

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Mercatini: venduti prodotti vietati dal regolamento. No del Comune alla mozione sul controllo

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Bocciata la mozione presentata da Andrea Bonazza in consiglio comunale per irrigidire il regolamento per le assegnazioni degli stand del Mercatino di Natale di Bolzano.

Anche se questo evento nato nel 1991 dovrebbe rappresentare in toto le tradizioni altoatesine e il regolamento dell’Azienda di Soggiorno vieta la vendita di prodotti non autoctoni nelle casette natalizie di piazza Walther, alcuni ben noti espositori, vendono merce non prodotta né riconducibile al nostro territorio – spiega il consigliere di CasaPound – . Per i motivi sopraelencati ho richiesto di controllare più rigidamente, tramite apposita certificazione, tutti i prodotti esposti al Mercatino di Natale in modo da accertarne la reale provenienza.

L’esito della votazione è stato ancora una volta negativo.

Se da una parte le mozioni di CasaPound non sono ben accette da chi strombazza di democrazia, dall’altra, una grossa fetta di consiglieri sono succubi delle lobby del commercio provinciale. A differenza loro però, noi contro lo strapotere di queste élite economiche ci scontriamo puntualmente quando scoviamo ingiustizie.

Anni fa abbiamo affrontato un lungo processo, vinto da noi, per aver denunciato una delle maggiori aziende locali, simbolo del Mercatino, che ha da prima delocalizzato in Cina, per poi trasferirsi nuovamente in Tailandia e Vietnam, licenziando centinaia di dipendenti tra Italia e Asia“.

In chiusura Bonazza ha fatto notare come il fenomeno sia riferito unicamente ad alcuni stand presenti in piazza Walther e zone limitrofe e non per esempio al mercatino della Solidarietà di piazza del Grano o al mercatino dell’artigianato davanti alla stazione.

Il perché della richiesta di un maggiore controllo per il consigliere è presto spiegato: l’offerta del Mercatino di Natale deve mantenersi, come previsto dal regolamento, unicamente sui prodotti tipici locali senza ingannare i turisti che vengono da ogni parte d’Italia (nonché dall’estero) e che spendono i loro soldi nella convinzione di acquistare qualcosa di unico e proveniente esclusivamente dal territorio altoatesino.

Questa la votazione per l’Heimat:

FAVOREVOLI

Bonazza, Puglisi Ghizzi, Trigolo (CasaPound)
Galateo (Fratelli d’Italia)
Benussi, Caruso, Costa (Gruppo Misto)
Nevola, Pancheri, Premstrahler (Lega)
Forest, Giovannetti, Scibelli (UpBZ)
Bresadola, Fortini, Gaianigo, Giacomoni (5Stelle)

CONTRARI:

Sindaco Caramaschi (IostoconBZ)
Franch, Huber, Visigalli (PD)
Hofer, Kofler Peintner, Konder, Mayr, Ramoser, Seehauser, Walcher, Warasin (SVP)
Lantschner (Verdi)

ASTENUTI:

Della Ratta (PD)
Pifano (Gruppo Misto)
Planer, Rabini (Verdi)
Mastella (IostoconBZ)
Randi, Volanti (NoiconBZ)

Sotto, l’intervento del consigliere comunale e coordinatore regionale di CasaPound, Andrea Bonazza

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San Vincenzo, il presidente Lima de Oliveira da Kompatscher

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Il presidente internazionale della società San Vincenzo de’ Paoli, il brasiliano Renato Lima de Oliveira, è stato ricevuto a Palazzo Widmann dal presidente della Provincia, Arno Kompatscher. La San Vincenzo conta oltre 50.000 conferenze in tutto il mondo ed è presente in 149 Paesi.

In Alto Adige quest’organizzazione conta 520 iscritti organizzati in 53 conferenze e quattro gruppi e rappresenta un importante sostegno per le persone bisognose. Nel corso dell’incontro il presidente de Oliveira ha affermato che la “l’attività della San Vincenzo provinciale è considerata un modello ed i suoi iscritti sono molto attivi“.

Il presidente Kompatscher ha posto l’accento sull’importanza del volontariato, molto presente e diffuso nella popolazione altoatesina. “Vi è inoltre – ha affermato – grande fiducia nell’attività svolta da parte della società San Vincenzo de’ Paoli e la Provincia sostiene il suo lavoro nel campo del volontariato sociale”.

Josef Haspinger, presidente provinciale della San Vincenzo, ha quindi affermato che anche in Alto Adige c’è un numero considerevole di persone bisognose.

Ogni anno la San Vicenzo sostiene circa 6000 persone. Le prime conferenze della società sono state costituite in Alto Adige nel 1877, rispettivamente a Bolzano ed a San Candido.

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Accordo raggiunto sul contratto dei dipendenti pubblici, Team K: “Ora è il turno dei privati”

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Dopo lunghe trattative, è stato raggiunto un accordo sul contratto collettivo interdipartimentale nel settore pubblico. Il Team Koellensperger chiede ora aumenti retributivi anche nel settore privato.

Anche se il peso degli aumenti è stato scaricato sulle case di riposo, di cura e sui comuni – e quindi si presume direttamente sui cittadini e cittadine – si può comunque essere soddisfatti dei risultati raggiunti. Ora dobbiamo discutere di retribuzioni più elevate e migliori condizioni di lavoro anche nel settore privato“, chiede Maria Elisabeth Rieder.

Il bilancio provinciale 2020 prevede ancora riduzioni Irap per le aziende, ma non c’è un chiaro vincolo a trasferirle sugli stipendi dei dipendenti. Già in estate le parti sociali hanno sottolineato questa necessità.

Inoltre, da anni si promette di ridurre le penalizzazioni dei lavoratori del settore privato per quanto riguarda la maternità facoltativa e le aspettative. Questi diritti vanno adeguati al livello di quanto previsto per i dipendenti pubblici. Il Team Koellensperger ha quindi presentato un ordine del giorno alla legge finanziaria – continua Rieder – . L’amministrazione provinciale dovrebbe prevedere un fondo per le donne del settore privato che – almeno per quanto riguarda i contributi sociali e previdenziali – offre loro le stesse possibilità di congedo parentale e di aspettativa delle donne del settore pubblico. E’ importante che sia il settore pubblico che gli imprenditori si assumano le loro responsabilità e compiano passi in questa direzione“.

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