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Verdi Alto Adige: “C’è bisogno di una svolta ecologica entro il 2030”

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“Stizza e rabbia non sono buone consigliere. Invece di screditare semplici ambasciatori di cattive notizie, come l’istituto per l’ambiente di Monaco „Umweltinstitut München“, la politica agricola sudtirolese dovrebbe finalmente prendere sul serio gli effetti negativi che i pesticidi chimico-sintetici hanno sull’ambiente e sulla salute delle persone”.

Così i Verdi dell’Alto Adige che esplicitano in una nota la necessità di una svolta ecologica per l’Alto Adige da portare a compimento entro il 2030:

Da anni è dimostrato come i pesticidi finiscano sempre ben oltre i confini del terreno interessato: su tutto il territorio provinciale sono state trovate derive, in vari mix e quantità, nei parchi giochi, su superfici coltivate a biologico o nei centri abitati, zone in cui non dovrebbe essercene traccia.

La moria delle api, la diminuzione preoccupante di farfalle e bombi sono segni inequivocabili di un conflitto ecologico che rischia di degenerare tra agricoltura industrializzata, turismo e zone residenziali”.

Per questo – concludono – l’Alto Adige farebbe bene a concentrare tutte le sue energie verso una Svolta ecologica da portare a compimento entro il 2030, a individuare tutte quelle misure volte a diminuire man mano l’uso eccessivo di pesticidi chimico-sintetici, con l’obiettivo di abbandonare, passo dopo passo, l’economia basata su questo tipo di pesticidi entro il 2030“.

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