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Le pulizie di casa? Un impegno ancora troppo femminile

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Le pulizie di casa? All’81% è un compito coniugato al femminile con gli uomini che collaborano marginalmente o che proprio vengono allontanati da casa perché quando c’è da pulire, diventano giocoforza una presenza ingombrante.

Le percentuali vengono fornite da un’indagine Istat/Eurosat ed allora a provare a innescare una controtendenza ci prova la pubblicità; una nota marca di piumini “catturapolvere” ha affidato la propria immagine pubblicitaria ad un uomo giovane e metropolitano diventato protagonista degli spot.

L’Italia, insieme a Portogallo, Messico e Turchia, si piazzano a metà classifica (le donne nel Bel Paese dedicano circa 300 minuti al giorno alla famiglia). In fondo si trovano Giappone e Corea dove i maschi si impegnano nel lavoro domestico meno di un’ora al giorno.

Se Svezia e Norvegia detengono il primato dell’uguaglianza tra i sessi, in Italia le donne tra i 25 e i 44 anni.

C’è chi come Titty D’Attoma e Flavia Alfano hanno trasformato il lavoro domestico in una sorta di lavoro 2.0 diventando influencer con 450 mila follower su Facebook, 7 libri, un sito dedicato e cinque stagioni da ospiti fissi al programma televisivo “ Detto fatto”.

E così facendo in un certo qual modo si fa scuola, così sono anche i maschi a seguire le trasmissioni, appassionandosi ai componenti dei prodotti e dalla curiosità, può essere facile passare alla pratica.

Una condivisione delle pulizie di casa prevede però un percorso ancora molto lungo anche se sono sempre di più gli uomini che vivendo soli devono far fronte all’emergenza del pulito.

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