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Merano

Robotica, 3D, startup e nuove imprese: le scuole meranesi puntano sui giovani

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Corsi di robotica, stampa e programmazione 3D, ma anche interventi di sensibilizzazione al tema delle startups e delle nuove imprese. Nel corso dell’anno scolastico appena avviato MIND (Meran.o Innovation District) sosterrà le scuole di Merano e dintorni nell’organizzazione di seminari e progetti mirati a stimolare la creatività di scolari e studenti.

Le tendenze globali e il progresso producono cambiamenti in quasi tutti gli ambiti della nostra società, e a ritmo incessante. Nessuno è ora in grado di dire con certezza quale sarà il mondo del lavoro e dell’economia del futuro. Questa incognita pone le persone più giovani dinnanzi a vere e proprie sfide, perché secondo le stime più recenti due terzi dei bambini di oggi svolgeranno una professione che ancora non esiste (fonte: Verband der Internetwirtschaft).

MIND è un’iniziativa del Comune di Merano finanziata con fondi europei che mira a promuovere la forza innovativa nelle scuole e nelle imprese. nel corso dell’anno scolastico 2019/2020 gli istituti scolastici verranno aiutati a organizzare progetti e workshop nel settorer delle tecnologie innovative e dell’imprenditorialità.

Fra le proposte figurano corsi di robotica e stampa/programmazione 3D ma anche interventi di sensibilizzazione al tema delle startups e delle nuove imprese.

L’istituto tecnico economico Franz Kafka di Merano è impegnato già da diversi anni nella promozione dello spirito imprenditoriale e ha partecipato da subito alle prime proposte di MIND.

Queste iniziative sono per noi particolarmente preziose, perché consentono alle nostre studentesse e i nostri studenti, che a scuola imparare teorie e pratiche aziendali, di conoscere gli attuali trend, gli sviluppi del mercato e le nuove tecnologie di produzione“, ha fatto osservare Uta Tribus, docente di edonomia aziendale presso l’istituto Kafka.

Il 24 settembre partirà, presso l’istituto per le biotecnologie e il turismo (FOS) Marie Curie, il primo progetto di quest’anno scolastico. Ne seguiranno altri venti, che verranno realizzatisi nelle scuole medie e superiori di Merano e del comprensorio.

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La protesta corre sul social: il video dei minorenni freestyler di Sinigo con le pistole che fa discutere il web

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Ragazzini come gangster di quartiere, testimoni della cultura suburbana moderna che caratterizza i contesti periferici delle grandi metropoli tra povertà estrematraffici di droga e lotte per il controllo del territorio.

Immagini di una pistola che raccontano essere vera in mano a poco meno che 18enni e testi con frasi anche in arabo e albanese che parlano di conflitti etnici tra bianchi e neri, immigrati e autoctoni, di uno Stato assente che abbandona le classi meno abbienti e i suoi figli appartenenti alle seconde generazioni di immigrati che ora, dal ghetto chiuso, chiedono il conto.

Storie nel block, soldi nascosti, vicoli bui, sempre sti posti. Pattuglia che accosta, polizia alla porta, da tutto a niente “fra” basta una mossa. “Fra” me la rischio, cuore batte forte, pronto alla guerra, alla vita alla morte. Siamo bastardi educati con botte, cresciuti tra sbirri, infami, mignotte“.

Nello stile tipico della cultura rap e hip hop d’oltreconfine ma ampiamente diffuso anche nella vecchia Europa, soprattutto nella cultura freestyle dei “diversamente italiani“, le rime raccontano il degrado, la vita ai confini delle città, le situazioni di disagio.

La protesta sociale corre sul social, ma non siamo nel Bronx e nemmeno nelle banlieux della periferia di Parigi.

Siamo nel borgo di Sinigo, alle porte di Merano, dove un video girato da un gruppo di giovani rapper, la maggior parte dei quali minorenni, sta facendo discutere e solleva grandi interrogativi nell’opinione pubblica locale.

Dal Bronx a Merano il passo non è breve, ma la cultura della violenza, nata dal seme dell’esclusione sociale, sembra farsi strada ovunque come per una sorta di virus che scivola rapido attraverso i canali del web e racconta un mondo che in pochi conoscono.

Pistole forse vere, la riproduzione di spinelli consumati davanti alla telecamera che riprende una dimensione non proprio familiare a tutti. Tra rime e immagini che sollevano interrogativi su quello che è diventato o che sta diventando il mondo dei giovani anche a livello locale.

All’interno del video pubblicato sul canale Youtube Fv1000 Officiel, i componenti di Block Freestyle Lony e Fvmille oltrepassano il confine del perbenismo di una provincia che ancora non conosce a fondo i suoi “figli”.

Siamo delle bombe fra mine vaganti… tutti sti soldi non vanno allo Stato, lo Stato si fotte non ci hanno aiutato. Differenza vero e falso, differenza nero e bianco. Questo fa il figo che si crede Rambo, non è nessuno neanche col branco … tutti che sono pronti a sparare ma senza proiettili dove andate? Finirete nella tomba ancora prima di iniziare“.

Alla luce di quanto accaduto nelle ultime ore proprio nella città del Passirio, dove gruppi di minori si sono resi protagonisti di scene di violenza mai viste prima l’allarme sociale per qualcosa che sta cambiando si fa ancora più forte.

Dal barista massacrato in centro da tre 20enni all’uomo che ieri in via Marlengo è stato infilzato alla testa con un cacciavite da due minorenni che volevano rubargli l’auto: vicende che raccontano, da sole, più di ciò che riusciremmo mai a scrivere in un intero editoriale.

Altro che canederli e speck. La urban subculture che oggi viene a chiedere il conto di quanto seminato a livello politico e sociale negli ultimi 20 anni si trova proprio sotto casa, alle porte delle nostre rispettabili, ipocrite cittadine della ricca provincia di Bolzano.

Il dibattito è aperto.

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Via Nazionale/Dopolavoro: incrocio più sicuro

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Se vogliamo ridurre il traffico motorizzato, dobbiamo proporre collegamenti sicuri e attraenti soprattutto per quei tratti di strada che si possono percorrere comodamente a piedi o coi mezzi a pedali“, ha spiegato il sindaco Paul Rösch.

Questi provvedimenti sono un punto importante del Piano dettagliato del traffico di Sinigo e una richiesta già avanzata diverso tempo fa dal comitato di quartiere“, ha precisato l’assessora alla mobilità Madeleine Rohrer, che ha poi aggiunto: “Vogliamo rendere più sicuro questo tratto di strada molto trafficata per i pedoni e per i ciclisti“.

A questo scopo verrà risistemato l’incrocio situato dinnanzi al Dopolavoro: l’attraversamento verrà messo in sicurezza mediante un’isola divisoria di carreggiata, in modo tale da poter prolungare poi, con un tratto pedociclabile sul lato destro della strada (per chi proviene da Merano), il percorso fino all’incrocio con via Fermi.

Nell’ambito di un successivo progetto verrà anche allargato a due metri il marciapiede che corre lungo via Nazionale, nel tratto fra l’incrocio con via Tellini e il Dopolavoro, attualmente stretto e sconnesso.

L’assessore all’innovazione e alle infrastrutture Diego Zanella Zanella ha sottolineato l’ottima collaborazione con i tecnici della Ripartizione strade della Provincia (via Nazionale è infatti di loro competenza).

Via Nazionale è una delle arterie meranesi più trafficate e richiede quindi da parte nostra massima attenzione“.

Fasi di lavoro, cronoprogramma e costi

Gli interventi sono stati suddivisi in tre fasi.

Nella prima fase, che è stata avviata in questi giorni e che durerà da quattro a cinque settimane, i lavori si concentreranno nella parte dell’incrocio opposto all’entrata del Dopolavoro.

Nella seconda fase, che inizierà in primavera e che richiederà circa due settimane di lavoro, verrà invece realizzato il nuovo tratto pedociclabile lungo via Nazionale, fra l’entrata del Dopolavoro e l’incrocio con via Fermi.

A seguire, nella terza fase e in circa sei giorni, verrà allestita l’isola spartitraffico dell’incrocio.

Durante le prime due fasi il traffico scorrerà regolarmente in entrambe le direzioni, nella terza fase sarà necessario introdurre il senso unico alternato, regolato da semaforo.

I costi dell’opera ammontano a 280.000 euro.

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Merano, merenda in piazza coi canederli a San Vigilio

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A preparare la pietanza tirolese sono stati i ragazzi che frequentano le varie attività dell’Upad, dal gruppo di gioco “Sabato del quartiere” al doposcuola: dalla selezione degli ingredienti alla lavorazione dell’impasto, al confezionamento dei “Knödel“, i ragazzi si sono occupati di ogni singola fase della preparazione, istruiti dal personale di Metamorphosis e dell’Upad e da un gruppo di volontari capeggiati da Anna Gamper.

Nel tardo pomeriggio, i canederli stati offerti a genitori e passanti nell’ambito di un’allegra merenda in piazza.

Il menu includeva, oltre che i classici canederli allo speck e al formaggio, anche quelli alle erbe e una variante dolce: i canederli alle mele e cannella.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Merano, puntava a rafforzare lo spirito di gruppo tra i giovani e ad animare lo spazio pubblico, spesso deserto in un quartiere dal quale si parte di prima mattina per andare al lavoro o a scuola e si rientra nel pomeriggio o in serata andando dritti a casa, senza passare dalla piazza“, ha sottolineato l’assessora Madeleine Rohrer.

Il progetto Matamorphosis non mira solo a coinvolgere la comunità più giovane nella progettazione urbana ma anche a creare luoghi di incontro: la città che desideriamo è accogliente, viva, solidale“, ha aggiunto Rohrer.

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