Economia e Finanza
Limite 30 km/h nel capoluogo? Cna: “Artigiani e corrieri faranno prima ad usare le gambe”
“Limite dei 30 km/h per la viabilità nel capoluogo? Se così fosse, i nostri artigiani ed i nostri corrieri potrebbero tranquillamente raggiungere i luoghi di intervento o i destinatari delle consegne correndo a piedi anziché con il furgone: sarebbero più veloci, farebbero attività fisica, risparmierebbero sui costi del carburante e non inquinerebbero. Avremo finalmente una città tutta verde, anche nelle casse delle imprese”.
Usa l’ironia, il presidente di CNA-SHV, Claudio Corrarati, per commentare il Piano straordinario per la viabilità anti Covid-19 elaborato dall’assessora comunale Marialaura Lorenzini e dal direttore dell’ufficio pianificazione e sviluppo del territorio Ivan Moroder.
La prima misura prevista è proprio l’ampliamento del limite di velocità ai 30 chilometri orari a quasi tutta la città ad eccezione dei corridoi di viale Druso-piazza Verdi, via Roma-Corso Italia, via Claudia Augusta, via Maso della Pieve, via Merano, via San Maurizio e via Castel Firmiano.
Questo per rendere, da settembre, più agevole la circolazione alle biciclette anche fuori dalle piste ciclabili, che comunque saranno ampliate.
“A nostro avviso – aggiunge Corrarati – nel Capoluogo vige una visione della mobilità in versione globale anziché selettiva. Chi lavora con i propri mezzi, e produce reddito, rientra nella “mobilità produttiva” che, per rimanere tale, ovvero produttiva, deve avere margini adeguati di tempo e quindi la possibilità di rispettare limiti di velocità consoni alla sicurezza. Viceversa, la mobilità improduttiva, ovvero chi si sposta per impegni personali, può andare anche a 10 km/h, se così decide la politica, ma a patto che non ostacoli chi lavora”.
Corrarati precisa: “I limiti di velocità che tutte le città adottano sono finalizzati alla sicurezza e non all’ambiente. In una città come Bolzano, nella quale si sta costruendo la Bicipolitana, sembra assurdo far circolare a passo di lumaca chi lavora con il proprio mezzo. La rete esistente delle ciclabili, peraltro in continuo ampliamento, offre già un alto livello di sicurezza per ciclisti e pedoni, sempre che gli stessi rispettino le regole negli spazi a loro riservati.
Bolzano ha bisogno di sviluppare nuove soluzioni per il traffico, ma che siano figlie di buonsenso e condivisione. Non possiamo certo permetterci di dedicare tutte le strade alle bici o di limitare il transito dei veicoli, soprattutto quelli aziendali, subordinando tutto a concetti che non tengono in conto la necessità per le aziende di far quadrare i conti, pur contribuendo all’impegno collettivo per migliorare la qualità della vita”.
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