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Economia e Finanza

Ecobonus al 110%, Cna: “Lo sconto in fattura penalizza le PMI”

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Il potenziamento al 110% degli incentivi fiscali per i lavori di efficientamento energetico e per l’edilizia sostenibile può generare una scossa positiva all’economia, ma restano le criticità dello sconto in fattura che metterebbe fuori mercato le PMI della filiera edile.

Attendiamo un segnale dalle banche, in particolare da quelle della nostra regione. Se dovesse rallentare anche il comparto edile insieme a quello del turismo, i problemi economici per il nostro territorio sarebbero molto gravi con ripercussione anche per il sistema bancario. Ecco perché è arrivato il momento di fare veramente squadra tra banche e imprese”.

Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige. CNA valuta in modo positivo il rafforzamento dello strumento ed apprezza che nel DL Rilancio sia stata introdotta, finalmente, la possibilità di trasformare le detrazioni in crediti fiscali cedibili anche alle banche e intermediari finanziari.

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“In tal senso – sottolinea Corrarati – un accordo con le banche territoriali sarà indispensabile per mettere a regime il meccanismo, garantendo liquidità alle PMI. Auspichiamo, inoltre, che il contributo venga esteso anche alle seconde case e agli immobili strumentali“.

La Confederazione regionale ribadisce il rammarico per la conferma dello sconto in fatturache trasferisce, in modo assolutamente ingiustificato, alle imprese l’onere di anticipare il contributo statale riconosciuto al committente. Si tratta di una discriminazione e penalizzazione nei confronti delle imprese più piccole come riconosciuto in più circostanze dalla stessa Autorità garante del mercato e della concorrenza. La possibilità di cessione del credito a intermediari finanziari compensa solo in parte l’evidente svantaggio competitivo e limitatamente alle detrazioni al 110%“.

È necessario – prosegue Corrarati – che il Parlamento abroghi lo sconto in fattura almeno per gli interventi con incentivi fiscali nel limite del 50% e del 65%, che rappresentano circa i due terzi del mercato della ristrutturazione edilizia, o in alternativa elevi del 10% le detrazioni che non rientrano nel superbonus al 110% per consentire alle imprese di recuperare in parte i costi per la cessione del credito.

L’efficacia delle nuove misure rimane subordinata alla semplicità e alla velocità del processo necessario a certificare la legittimità dei crediti di imposta e a gestirne la cessione. In questo sarà utile la disponibilità e un approccio collaborativo da parte del sistema bancario territoriale per sviluppare al massimo il potenziale dell’Ecobonus come volano per la ripresa dell’economia regionale“.

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