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Economia e Finanza

“Manovra e Cashback, troppi balzelli”: l’appello dei commercialisti altoatesini

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Riservare alla misura sperimentale del cashback una dotazione di 1,5-2 miliardi, anziché quella di tre miliardi attualmente prevista in manovra, per ridurre una serie di fonti di copertura come quelle relative alla plastic tax, alla sugar tax e alle auto aziendali.

È la proposta formulata nel Consiglio nazionale dei commercialisti nel corso dell’audizione alle Commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato e subito condivisa dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bolzano.

«Condividiamo la proposta che vede l’introduzione di forme di premialità volte ad incentivare l’utilizzo della moneta elettronica – afferma Claudio Zago, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bolzano -.

Riteniamo però corretto un momento di riflessione sul fatto che si destinino ben tre miliardi a questa misura in un contesto di manovra che, nella ricerca di una quadratura dei conti non semplice, introduce numerosi balzelli, alcuni dei quali peraltro più negativi in termini di impatto sui contribuenti».

«Oltre alla plastic e sugar tax e all’aumento della tassazione dei redditi dei dipendenti con auto aziendali in uso promiscuo, gli aumenti di tassazione si contano anche nelle manovre che deriveranno dalle modifiche alla disciplina fiscale dei buoni pasto e delle detrazioni IRPEF al 19% per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 euro – continua Zago -. Riservando alla misura sperimentale del cashback una dotazione di 1,5-2 miliardi, consistente, di primissima fascia e rapportata alle dotazioni finanziarie delle altre misure della manovra, è possibile ridurre o addirittura eliminare una serie di fonti di copertura attualmente previste nella manovra».

Economia e Finanza

Suggerimenti CTCU: come utilizzare i portali comparatori in modo corretto

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– Siate critici e consapevoli del fatto che i motori di ricerca prezzi non vi danno una visione d’insieme del mercato.
A seconda del settore, non tengono sempre conto di tutti gli operatori presenti.

– Prima di scegliere un’offerta, utilizzate più portali comparatori per avere un quadro completo di operatori e prezzi.
Possono esserci senz’altro delle differenze tra diversi portali.
Nella classifica gli stessi potrebbero tenere conto di diverse tariffe di uno stesso operatore.

– Confrontate offerte, prezzi e condizioni contrattuali sul sito dell’operatore stesso.
Talvolta può essere più conveniente stipulare un contratto direttamente con l’operatore che non tramite il portale comparatore (o viceversa).
Potrebbero valere anche diverse condizioni contrattuali.
Guardate anche le clausole scritte in piccolo degli operatori.
Ad esempio, per sapere, prima della stipula del contratto, quali sono le vostre possibilità di recesso e di reclamo e le condizioni che regolano il pagamento di eventuali bonus.

– State attenti alle preimpostazioni dei portali comparatori.
Queste potrebbero portare a una classifica non sempre vantaggiosa per il consumatore e restringere inutilmente i risultati di ricerca.

– Ad esempio, prestate attenzione al fatto che non vengano mostrate solo tariffe cui gli utenti possono accedere direttamente tramite il portale comparatore.

– Verificate l’impostazione relativa all’inclusione dei bonus nel prezzo.
Solo così potrete confrontare gli effettivi costi annuali del servizio.
Se scegliete un’offerta più conveniente nel primo anno di contratto (ad esempio grazie a un bonus), dal secondo anno potreste avere aumenti di prezzo inaspettati.

– Ricordatevi inoltre che l’azienda vi deve pagare anche effettivamente il bonus.
In passato alcune aziende hanno promesso bonus che non hanno mai erogato.
Per il pagamento dei bonus potete rivolgervi ai portali comparatori solo se questi espressamente lo garantiscono.
Confrontate i risultati di ricerca relativi a offerte con bonus anche con quelli relativi a offerte che non li prevedono.
In questo modo potrete confrontare meglio le offerte.

– Non scambiate i risultati dei motori di ricerca prezzi con quelli di annunci a pagamento.
Verificate sempre se i risultati di ricerca siano corredati da diciture aggiuntive, come “sponsorizzato” o “annuncio”, per lo più solo poco visibili.

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Economia e Finanza

ASTAT, Gender Pay Gap: alta in Sanità la differenza di stipendi tra uomini e donne

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L’Istituto provinciale di statistica ASTAT analizza le retribuzioni del settore privato e pubblico in provincia di Bolzano al fine di misurare il differenziale retributivo tra uomini e donne.

Nel 2018 nel settore privato il Gender Pay Gap dei lavoratori a tempo pieno registra il 16,9% e risulta in diminuzione rispetto ad un anno prima (2017: 17,2%).

Più sfavorite sono le donne occupate nel settore terziario.

Se nel privato il Gender Pay Gap è diminuito rispetto ad un anno prima, al contrario nel settore pubblico è aumentato (nel 2017 segnava il 16,0%) raggiungendo il 17,8%.

Sia nel privato che nel pubblico il differenziale retributivo tra donne e uomini aumenta con l’età.

Nel Servizio sanitario il Gender Pay Gap è piuttosto alto: 31,2%. Le amministrazioni centrali sono l’unico comparto dove sono le donne a guadagnare meglio.

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Economia e Finanza

Nuovo Codice del commercio, domani l’entrata in vigore

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La legge provinciale nr. 32 del 2 dicembre 2019, ovvero il nuovo codice del commercio, è stata pubblicata oggi (5 dicembre 2019) sul Bollettino ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige.

L’entrata in vigore, dunque, avverrà a partire da domani, venerdì 6 dicembre.

Composta da 70 articoli, la legge approvata lo scorso 8 novembre dal Consiglio provinciale, punta a dare maggiore chiarezza e certezza del diritto a tutto il settore.

Tra i punti qualificanti del provvedimento vi è la semplificazione dell’avvio dell’attività dei negozi di vicinato, quelli con superficie di vendita inferiore a 150 metri quadrati e delle medie strutture di vendita.

Per questi continuerà a valere la SCIA (Segnalazione certificata d’inizio attività) come titolo abilitativo all’avvio dell’attività commerciale, senza la necessità di chiedere un’autorizzazione.

Per le medie strutture di vendita fuori dai centri urbani e per tutte le grandi strutture e i centri commerciali viene invece introdotto l’obbligo di autorizzazione.

Il nuovo codice regolamenta anche il commercio in forma itinerante.

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