Alto Adige
Mascherine cinesi: indagato anche l’ad di Oberalp Christoph Engl
E’ coinvolto nella vicenda in qualità di intermediario Christoph Engl, amministratore delegato di Oberalp, l’azienda che ha fatto da ‘ponte’ tra l’Alto Adige e la Cina per l’acquisto della grosa partita di mascherine cinesi destinate al personale sanitario nella fase acuta dell’emergenza pandemia.
Oggi l’imprenditore risulta indagato assieme al direttore generale dell’Azienda sanitaria locale Florian Zerzer: la documentazione della ‘transazione’ è stata sequestrata dagli inquirenti. Materiale utile a riscostruire l’iter dell’acquisto avvenuto con un anticipo di 9 milioni e 300mila euro.
La Asl aveva avuto più offerte per la fornitura dei presidi? Le mascherine da chi e da quante aziende sono state prodotte? In che modo e con quali criteri è intervenuta Oberalp? A queste e ad altre domande sta cercando di rispondere ora la Procura di Bolzano.
Decisiva sarà la perizia richiesta dal giudice delle indagini preliminari Emilio Schoensberg sulla qualità dei presidi di protezione individuale cinesi anche perché, contrariamente a quanto affermato in precedenza dalla stessa Azienda sanitaria locale, la valutazione negativa dell’INAIL, che ha effettuato i controlli, non è puramente documentale bensì materiale (qui avevamo riportato la notizia del giudizio negativo dell’Inail sul materiale importato dalla Cina e la posizione della Asl in merito alla perizia dell’Istituto Nazionale di Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro).
Il parere contrario all’idoneità dei presidi, che non sono certificati CE e non soddisfano gli standard europei, era stato confermato in una prima fase da alcuni istituti di controllo austriaci e tedeschi.
Dopo questa ennesima richiesta di controllo, la Asl ha confermato l’intenzione di nominare una propria commissione, ovvero un comitato scientifico provinciale incaricato di fornire una valutazione a parte sulla qualità delle mascherine.
La sospensione della distribuzione delle mascherine al personale medico, infermieristico e agli Oss della provincia di Bolzano era stata decisa all’epoca del primo parere negativo dell’Inail e all’emergere dei presupposti per un’inchiesta giudiziaria.
La difesa di Oberalp ora sostiene con forza il mero ruolo di intermediazione tra il committente altoatesino e il produttore cinese. Data la situazione di estrema emergenza e la carenza di mascherine, la necessità di ordinare subito la merce non avrebbe dato il tempo di richiedere un campione qualitativo, pur nella consapevolezza che i prodotti fossero privi del maschio CE (vincolo poi superato).
Non vi sarebbero state altre offerte. Per l’Azienda altoatesina l’azione di intermediazione sarebbe avvenuta senza scopo di lucro.
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