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Alto Adige

Pagano e poi si riprendono i soldi: la nuova truffa dei “finti interessati all’acquisto”

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La Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bolzano comunica che in questi ultimi giorni sono giunte alcune segnalazioni da parte di cittadini che, nell’intento di vendere dei beni, sono rimasti vittime di truffatori che si erano finti interessati all’acquisto.

Preme ribadire che, i truffatori, nella loro attività sono dei professionisti in particolare per ciò che riguarda la capacità di essere convincenti con le loro vittime. D’altronde, se così non fosse, la loro attività truffaldina più difficilmente andrebbe a buon fine.

In questa circostanza, i truffatori, su vari portali, notano della merce in vendita. Quindi contattano il venditore. Si dicono interessati all’acquisto e riferiscono allo stesso di rimuovere l’annuncio e, a testimonianza della serietà dell’operazione, di lì a poco, pagherebbero al venditore un acconto.

Per procedere all’accredito dell’acconto, i truffatori invitano il venditore a recarsi presso una postazione “bancomat”, inserire la propria carta e a seguire alcune indicazioni telefoniche fornite contestualmente dai truffatori stessi.

Al termine di tali operazioni in realtà si verifica esattamente l’opposto ovvero è il venditore che trasferisce il proprio denaro al truffatore.

Si è registrato un caso ove la vittima ha avuto un danno di circa 1.800,00 euro.

Si invita la popolazione, in presenza di richieste insolite, a prestare attenzione e a non agire frettolosamente.

I cittadini, per eventuali informazioni, possono contattare la Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bolzano allo 0471 531413.

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Alto Adige

Agricoltura, vice-ministra Ucraina in Alto Adige. “Possibile collaborazione con Laimburg”

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Foto USP provincia.bz.it

Olga Trofimtseva, vice-ministra delle politiche agricole e alimentari dell’Ucraina, è in visita in questi giorni in Alto Adige.

Il 14 dicembre, assieme all’assessore Arnold Schuler, ha visitato il Centro di sperimentazione di Laimburg, mostrando non solo interesse per l’attività dell’istituto, ma anche ipotizzando forme di collaborazione fra Ucraina e Provincia di Bolzano nel settore dell’agricoltura.

Schuler, durante la visita, ha spiegato alla vice-ministra Trofimtseva, quali sono le particolarità dell’agricoltura altoatesina, caratterizzata da aziende di piccole dimensioni e dalla sfida di dover affrontare condizioni disagiate in virtù delle caratteristiche morfologiche di un territorio di montagna.

L’assessore, nel corso del suo intervento, ha parlato del sistema delle cooperative, in particolare per quanto riguarda i principali ambiti dell’agricoltura altoatesina, ovvero il lattiero-caseario, la vinicoltura e la frutticoltura.

L’Alto Adige produce il 50% delle mele italiane e il 10% delle mele europee“, ha rimarcato Schuler, il quale ha infine sottolineato il grande lavoro portato avanti nel settore della ricerca e dell’innovazione da parte del Centro di sperimentazione Laimburg, rappresentato dal direttore Michael Oberhuber.

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Alto Adige

A22, Kompatscher: “Governo rispetti il compromesso o non firmeremo”

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Al termine della seduta convocata il 14 dicembre nella sede di Autobrennero i 16 soci pubblici hanno accolto le proposte avanzate dal presidente della Regione, Arno Kompatscher, affidandogli il mandato di continuare a trattare con i ministeri competenti per il rilascio della concessione di A22, mantenendo ferme le richieste avanzate negli ultimi mesi.

Gli impegni presi a voce e anche messi a verbale nella seduta del Cipe del 28 novembre – ha spiegato Kompatscher – non trovano rispondenza nel successivo parere del comitato, per questo dobbiamo chiedere a tutti gli organi competenti che vengano accolte le richieste formulate con le lettere precedenti”.

I soci richiedono l’apertura di un tavolo tecnico nel quale possano essere ridiscusse le disposizioni inserite nel parere del Comitato interministeriale che ha fatto proprie le indicazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti e del Nucleo di valutazione per la regolazione dei servizi pubblici.

Ci sono anche forti dubbi sulla bancabilità del piano economico e finanziario“, ha precisato Kompatscher.

Dopo aver effettuato i necessari approfondimenti giuridici, secondo il presidente Kompatscher “non è accettabile” la prospettata richiesta di restituzione allo Stato degli utili conseguiti dalla società dal 2014 ad oggi.

Quanto previsto dal Comitato interministeriale di programmazione economica, oltre a non avere un fondamento giuridico, avrebbe conseguenze negative sul patrimonio societario ed anche sui bilanci delle amministrazioni pubbliche.

Per proseguire nella trattativa i soci pubblici pongono alcune condizioni ineludibili.

In sintesi – dice Kompatscher – chiediamo che l’accordo di cooperazione con il ministero preveda il mantenimento del piano trentennale di investimenti da 4,1 miliardi di euro, compresi gli 800 milioni per la viabilità dei territori“.

Per quanto riguarda la governance, i soci chiedono inoltre che venga condivisa la scelta del presidente del comitato di indirizzo.

Deve essere chiaro – ha concluso Kompatscher, trovando il consenso di tutti i soci – che le nostre richieste erano già frutto di un compromesso e, quindi, se non verranno accolte, non firmeremo l’accordo di cooperazione“.

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Alto Adige

Trasporto del marmo dallo Stelvio, un protocollo comune per la sostenibilità

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Foto: USP provincia.bz.it

Il trasporto del marmo all’interno del Parco nazionale dello Stelvio cambierà volto nei prossimi anni, con lo sviluppo di un sistema basato sull’idrogeno, o comunque a emissioni zero, finanziato con fondi europei.

Questo tipo di trasporto potrà in futuro diventare la base per un’attività estrattiva sostenibile e rispettosa dell’ambiente anche all’interno del territorio del parco, nonché per uno sviluppo ancora maggiore del mercato del marmo.

Un ulteriore obiettivo per il futuro riguarda l’utilizzo del piano inclinato di Lasa, per supportare lo sviluppo turistico di una zona altrimenti poco frequentata dai visitatori.

Il 27 novembre scorso la Giunta provinciale aveva posto con una delibera le basi per questo tipo di sviluppo futuro del territorio della zona dello Stelvio.

Ora occorre elaborare un nuovo piano per il trasporto a valle del marmo dalle cave di Lasa e Covelano, nell’ambito del quale il rispetto per l’ambiente sia un principio imprescindibile” ha sottolineato l’assessore Arnold Schuler nell’ambito della riunione cui il 13 dicembre hanno preso parte tutti gli stakeholder di questo mercato: esponenti delle pubbliche amministrazioni e delle aziende coinvolte, del Parco nazionale dello Stelvio e dell’Istituto per le Innovazioni Tecnologiche (IIT Bolzano).

Sul territorio del Parco nazionale dello Stelvio si trovano più cave di marmo.

La cava di Acqua Bianca, la cava del Ponte di Tarnello e la cava Nesselwand si trovano nel territorio comunale di Lasa a un’altitudine di circa 1.567 metri, all’interno delle quali si estrae marmo tutto l’anno.

I blocchi che vengono estratti in questa zona vengono trasportati a valle mediante una teleferica fino alla ferrovia di trasporto Laaser Tal, da dove mediante un piano inclinato vengono portati alla ferrovia Tal e da lì allo stabilimento di lavorazione.

La capacità di trasporto di questo sistema diesel-elettrico che risale al 1930 risulta limitata a 18 tonnellate per tratta rispetto alle 40 tonnellate originarie.

Tale riduzione della capacità di trasporto è dovuta principalmente all’usura dei materiali e alle norme in materia di sicurezza. Per questa ragione è attualmente necessario per il trasporto utilizzare camion alimentati a diesel.

Tali cave sono di proprietà dell’Amministrazione separata dei beni di uso civico di Lasa e affittate alla società Lasa Marmo fino al 31 dicembre 2033.

Sempre nel territorio comunale di Lasa si trovano le cave Jenn, Madstehlen e Zirmwand a un’altezza di circa 2.228 metri, con diritto di sfruttamento da parte della società Lechner Marmor.

Nella cava di Covelano nel territorio comunale di Silandro a un’altezza di circa 2.200 metri è di proprietà dell’Interessenza Göflaner Alpengenossenschaft ossia dell’Amministrazione separata dei beni di uso civico di Covelano ed è affidata alla società Covelano Marmi fino al 24 settembre 2033.

In questa cava può essere scavato solo durante i mesi estivi e il trasporto a valle dei blocchi avviene esclusivamente tramite camion.

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