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Alto Adige

Recupero F-gas senza inquinare, formati gli impiantisti

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Il recupero degli F-gas (Gas Fluorurati ad effetto serra), altamente inquinanti per l’ambiente, deve avvenire senza dispersione nell’ambiente.

Una procedura complessa, che gli installatori e impiantisti – in particolare frigoristi, termoidraulici ed elettricisti – hanno potuto seguire sia per la parte normativa sia per la parte pratica grazie al seminario organizzato ieri (5 dicembre 2018) da CNA-SHV, in collaborazione con Apave Itapia CPM (ente di certificazione) con l’azienda 3S SuperSamaStore.

Apave Italia è l’ente che si occupa di rilasciare i patentini obbligatori agli impiantisti (circa 65.000 in Italia) e le certificazioni alle aziende del settore (circa 25.000).

Gli aspetti principali sono due – ha spiegato Giuliana Galeotti di Apave Italia CPM -.

Il primo è l’aggiornamento normativo con ricadute pratiche sul lavoro degli installatori. I regolamenti europei, recepiti in Italia, sono molto rigidi e gli operatori tecnici devono sapere non solo come effettuare le procedure di recupero degli F-gas, ma anche quale documentazione rilasciare ai proprietari. La parte teorica, e qui siamo nel secondo aspetto del seminario, non è sufficiente.

Occorre vedere dal vivo quali operazioni effettuare, quali controlli eseguire, quali sono gli errori possibili ed i rischi di dispersione nell’aria degli F-gas, assolutamente da evitare perché l’Europa ci impone l’applicazione a tappe forzate di procedure di assoluta sicurezza”.

Attualmente gli F-gas vengono utilizzati in tutti gli impianti di climatizzazione, anche quelli di casa, e nei sistemi di refrigerazione commerciale o industriale.

Come CNA-SHV – ha aggiunto il direttore Günther Schwienbacherci stiamo battendo affinché l’applicazione dei regolamenti europei non ricada interamente sugli installatori e impiantisti, affidando ad essi non solo gli interventi tecnici, ma anche tutti i controlli e le certificazioni relative ai proprietari degli impianti.

Siamo in prima linea per la tutela dell’ambiente, come dimostra il seminario pratico per affinare le tecniche di recupero degli F-gas, ma non possiamo nemmeno rimanere schiacciati dalla burocrazia e dall’obbligo dei controlli. La normativa nazionale deve essere più ponderata e a misura di piccola e media impresa”.

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Alto Adige

Ennesimo incidente sulla Mendola: centauro tedesco si schianta in curva contro un suv

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Ennesimo incidente nel primo pomeriggio di oggi sulla strada della Mendola.

Un motociclista tedesco ha tentato il sorpasso di un furgone in curva alle Roccette, un tratto piuttosto stretto, andando a scontrarsi contro un suv Audi che stava provenendo in direzione opposta.

Fortunatamente pare che il centauro non abbia riportato gravi conseguenze. È comunque stato trasportato con l’ambulanza all’ospedale di Bolzano.

Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri di Caldaro per i rilievi del caso e i Vigili del Fuoco di San Nicolò-Caldaro per le operazioni di pulizia della sede stradale.

Non hanno riportato conseguenze gli occupanti del suv, cittadini di Romeno, che comunque hanno preso un grande spavento.

Così come l’autista del furgone, che stava rientrando a Ronzone dopo una giornata di mercato e che fortunatamente non è stato coinvolto direttamente nello scontro.

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Alto Adige

Lupo, documento targato Svp riduce le tutele. “Abbattere gli esemplari pericolosi”

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La Svp ha approvato un documento dell’assessore all’agricoltura Arnold Schuler che a livello provinciale prevede la riduzione delle tutele per il lupo.

Una decisione in gran parte dettata dalla pressione esercitata dai contadini del Bauernbund, che costituisce una parte importante dell’elettorato della Volkspartei e che chiede misure concrete per difendere il bestiame dagli attacchi dei predatori alpini.

Il documento approvato ieri (20 maggio) dalla direzione del partito prevede dunque la riduzione della tutela del lupo in tutta l’Unione europea e chiede al governo di Roma di poter dichiarare i territori montani “zone sensibili libere dai lupi” con la possibilità di abbattere gli esemplari più pericolosi.

Il passaggio delle competenze in questo frangente, secondo le richieste, spetterebbe alla Provincia di Bolzano.

Nel frattempo proprio oggi il contenzioso tra lo Stato e le Province autonome di Trento e Bolzano, che lo scorso hanno avevano approvato leggi sui grandi predatori che prevedevano la possibilità di abbattere esemplari pericolosi ma il consiglio dei ministri su proposta del ministro per l’ambiente Costa le aveva impugnate davanti alla Consulta rivendicando la competenza in materia.

Per la decisione dei giudici costituzionali bisognerà però attendere mesi.

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Bressanone

Caserma Reatto a Bressanone, approvata la delibera di Bessone per passaggio alla Provincia

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Approvata in giunta provinciale, all’unanimità, la delibera per la stipula della permuta del complesso di alloggi caserma Reatto a Bressanone per un valore di 11,660 milioni di euro, presentata dall’assessore provinciale Massimo Bessone.

Dopo tanti anni, finalmente quest’area di pregio, in un punto così importante per Bressanone è ora disponibile per i cittadini, in una città con un consistente fabbisogno di nuovi alloggi per il ceto medio, considerate le possibilità d’utilizzo dell’area“, sottolinea Bessone.

Tutto questo è possibile, grazie ad un accordo con cui lo Stato, tramite l’Agenzia del demanio, cede in permuta alla Provincia gli edifici ed i terreni pertinenti dell’ex area militare in via Dante 17 a Bressanone, a fronte della realizzazione, a cura della Provincia, di nuovi edifici residenziali per l’esercito nello stesso comune ed in altre località dell’Alto Adige.

Oggetto del contratto di permuta sono tre palazzine abitative, per un totale di 23.700 metri cubi, ed il terreno pertinente di complessivi 8.147 metri quadri.

Il più vecchio degli edifici, comprensivo di 13 alloggi e 1 foresteria, è vetusto, mentre gli altri due sono palazzine residenziali di recente costruzione con rispettivamente 5 e 8 appartamenti di 130 metri quadri ciascuno, che con relativa manutenzione, in poco tempo, potrebbero essere messe a disposizione delle famiglie che necessitano di alloggi.

Il Protocollo d’intesa Stato-Provincia, sottoscritto nel 2007, ha un valore complessivo di 430 milioni di euro.

Ha già prodotto la riqualificazione di varie strutture militari e la loro razionalizzazione. Lo Stato ha già consegnato alla Provincia le ex caserme Mercanti di Appiano, Schenoni di Bressanone e Verdone di Varna in cambio dell’esecuzione di lavori sulle aree militari.

Questo protocollo d’intesa porterà benefici a numerosi comuni altoatesini, ridando spazi, spesso in punti strategicamente delle città, ai cittadini, permettendo la realizzazione di opere abitative, commerciali e servizi per le famiglie“, conclude l’assessore Bessone.

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