Connect with us

Bolzano

Quattro denunciati per la “spaccata” in centro: individuati in meno di quarantotto ore

Pubblicato

-

Condividi questo articolo

Le indagini hanno portato i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Bolzano a denunciare quattro persone per aver rubato e fatto danni. E’ la notte di venerdì 17 luglio nelle vicinanze di piazza Walther, quando un esercizio commerciale è stato preso d’assalto da quattro manigoldi.

I militari dell’arma, nella ricostruzione dei fatti, rammentano che una prima persona ha infranto la vetrina del negozio, è entrato ed ha preso il registratore di cassa, ricco di circa cento euro in monete.

“Il nostro impegno non si è però esaurito con l’individuazione dell’esecutore materiale – riferiscono i Carabinieri –. Sospettando che il giovane potesse aver agito con l’appoggio di terzi, abbiamo avviato una minuziosa e complessa attività di analisi delle immagini restituite dai sistemi di videosorveglianza cittadina.”

“Un lavoro investigativo certosino che però ci ha consentito di ricostruire l’intera dinamica dell’azione criminosa, svelando l’esistenza di una vera e propria rete di complici” confidano, nel far presente che l’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza non ha tradito la realtà dei fatti, immortalando i ruoli di ciascun componente del gruppo.

“Durante l’evento criminoso, un complice ha fornito all’autore materiale una bicicletta utilizzata per raggiungere fulmineamente l’obiettivo e poi darsi alla fuga – spiegano –. Nel frattempo, altri due soggetti attendevano a pochi metri di distanza, nei pressi del Duomo cittadino.”

“Qui è avvenuto lo scambio decisivo: il responsabile della spaccata ha consegnato la refurtiva ai due complici in attesa, per poi allontanarsi tutti in direzioni separate nel tentativo di far perdere le proprie tracce e disorientare le Forze dell’Ordine.”

Alla fine della storia sono stati inevitabili il rintraccio (in meno di 48 ore) e quindi la denuncia alla procura con l’accusa di concorso in furto aggravato. Il “capo banda” era un giovane straniero senza un’abitazione stabile, fiancheggiato da due uomini e una donna.

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

più letti