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Economia e Finanza

Scontrino elettronico, Cna: “No alle sanzioni nella fase di transizione”

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La CNA chiede all’Agenzia delle entrate di non applicare alcuna sanzione agli imprenditori che, in attesa della circolare esplicativa che chiarisca dubbi e risolva difficoltà oggettive, hanno commesso qualche violazione in buona fede circa l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi nella fase di transizione.

Ad avanzare la richiesta è stato il Dipartimento Politiche fiscali e societarie della CNA, raccogliendo le istanze provenienti dai territori, comprese quelle di CNA Trentino Alto Adige che ha organizzato incontro con gli associati a Bolzano e Trento.

L’obbligo di memorizzare e trasmettere i corrispettivi incassati giornalmente all’Agenzia delle entrate a carico di tutte le imprese, che oggi emettono scontrini o ricevute fiscali sta creando ansie fra gli imprenditori e scompiglio fra chi assiste fiscalmente le imprese.

Dal primo gennaio 2020, i commercianti al minuto e gli artigiani con un contatto diretto con i consumatori finali, e un volume d’affari superiore ai 400mila euro, dovranno adeguarsi alle nuove norme. Adempimento che spetterà anche alle imprese più piccole, con volume di affari minore ai 400mila, a partire dal primo luglio 2020.

L’Agenzia delle entrate però, al momento non ha diffuso chiare istruzioni, a soli due mesi dell’entrata in vigore dell’obbligo.

Ma non basta – spiega Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige – molti problemi interpretativi sono dovuti ad un mal coordinamento delle norme che regolano gli obblighi IVA di certificazione dei corrispettivi alla nuova procedura telematica di memorizzazione e trasmissione degli stessi corrispettivi”.

Per gli esercizi commerciali nei quali l’attività viene svolta presso la propria sede non dovrebbero esserci grossi problemi: si tratta di dotarsi di un registratore di cassa che alla digitazione dello scontrino già cataloga e divide beni e servizi per aliquota e che, a fine giornata, fa i conti, divide e invia all’Agenzia delle entrate i corrispettivi incassati.

Tutt’altra musica per gli artigiani che fanno servizi a domicilio. Questi piccoli imprenditori lavorano in condizioni oggettive che rischiano di non garantire l’adempimento in questione.

Il passaggio dalla carta alla trasmissione telematica dei dati in un Paese, purtroppo, a basso tasso di digitalizzazione – aggiunge Corrarati – mette in difficoltà molti titolari di piccole aziende. Un esempio su tutti: il caso di chi effettua un servizio a domicilio del cliente. Si pensi a chi installa o si occupa della manutenzione delle caldaie ora che arriva l’inverno. Molte imprese, anche con due o tre dipendenti, in che modo possono effettuare la prestazione e certificare il corrispettivo direttamente a domicilio?”.

Ci si può dotare di un tablet che, utilizzando un sistema web gratuito dell’agenzia delle entrate, oltre a consentire l’invio della ricevuta in via telematica al cliente (via mail, whatsapp o SMS), memorizza ed invia i dati dell’operazione eseguita all’agenzia delle entrate.

Per i clienti che non sono dotati di un indirizzo di posta elettronica, però, bisognerà provvedere con piccole stampanti portatili. Ma i problemi, piccoli e grandi, non sono solo questi.

Ecco perché – spiega Corrarati  – ci siamo preparati per prendere per mano i nostri imprenditori e sollevarli da ogni preoccupazione. Nei nostri uffici siamo pronti per rispondere alle domande e risolvere casi specifici. Il nostro consiglio a tutti gli imprenditori è di non arrivare a ridosso della scadenza dell’obbligo per non trovarsi impreparati. Già da oggi è possibile affiancare il vecchio e nuovo sistema. In questo modo sarà possibile fare pratica e non incappare in brutte sorprese all’ultimo minuto”.

Economia e Finanza

Nuovo Codice del commercio, domani l’entrata in vigore

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La legge provinciale nr. 32 del 2 dicembre 2019, ovvero il nuovo codice del commercio, è stata pubblicata oggi (5 dicembre 2019) sul Bollettino ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige.

L’entrata in vigore, dunque, avverrà a partire da domani, venerdì 6 dicembre.

Composta da 70 articoli, la legge approvata lo scorso 8 novembre dal Consiglio provinciale, punta a dare maggiore chiarezza e certezza del diritto a tutto il settore.

Tra i punti qualificanti del provvedimento vi è la semplificazione dell’avvio dell’attività dei negozi di vicinato, quelli con superficie di vendita inferiore a 150 metri quadrati e delle medie strutture di vendita.

Per questi continuerà a valere la SCIA (Segnalazione certificata d’inizio attività) come titolo abilitativo all’avvio dell’attività commerciale, senza la necessità di chiedere un’autorizzazione.

Per le medie strutture di vendita fuori dai centri urbani e per tutte le grandi strutture e i centri commerciali viene invece introdotto l’obbligo di autorizzazione.

Il nuovo codice regolamenta anche il commercio in forma itinerante.

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Economia e Finanza

CNA: ristrutturazioni, errato abolire l’anticipo detrazioni fiscali

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CNA Trentino Alto Adige esprime molta perplessità sulla decisione della Provincia di Bolzano di sospendere, a partire dal 1° gennaio 2020, l’anticipazione delle detrazioni fiscali per interventi di recupero edilizio privato calcolati sulla base dell’importo delle detrazioni fiscali statali.

Una misura attiva dal 2014 anche grazie all’input fornito da CNA-SHV, utilizzata da 1.652 richiedenti, erogando 54 milioni di euro, con beneficio per le micro, piccole e medie imprese dell’edilizia.

Una decisione che si somma allo sconto in fattura disposto dal governo e non ancora eliminato, nonostante le reiterate richieste di tutte le categorie economiche interessate, con ulteriore grave danno alle PMI e motivo di freno alle ristrutturazioni e ai risanamenti.

Non a caso – afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige – abbiamo indicato la misura dell’anticipo delle detrazioni fiscali, lo scorso gennaio nel corso di un evento di CNA Nazionale e CNA Nordest alla Fiera Klimahouse, come una best practice altoatesina da esportare in Trentino, nel Nordest e in tutta Italia. Una misura che ha determinato il rilancio del settore edile e un aumento dei posti di lavoro. La decisione di sospendere questo incentivo rischia di rallentare la crescita economica e di bloccare le ristrutturazioni e i risanamenti. La Provincia dovrebbe impegnarsi a mantenere le best practice ed eliminare, invece, tutto quello che è un costo non produttivo. Solo così sarà possibile liberare risorse per l’economia”.

Gianni Sarti, responsabile dei risanamenti energetici di CNA Trentino Alto Adige, aggiunge: “La decisione della Provincia di Bolzano è un’occasione per dirottare i fondi, aumentando il plafond, verso l’anticipo delle detrazioni fiscali relative agli efficientamenti energetici dei condomini. Altrimenti Klimaland 2050 sarà un fallimento”.

Sullo sfondo, la partita con il Governo per cancellare l’articolo 10 del Decreto Crescita che obbliga le PMI ad applicare in fattura ai clienti lo sconto pari all’incentivo statale per ristrutturazioni e risanamenti, recuperando poi i soldi in 5 anni.

Abrogare lo sconto in fattura – spiega il presidente regionale Corrarati – è tra le modifiche prioritarie della Legge di bilancio. Si tratta di una norma che, come ha riconosciuto in più segnalazioni l’Autorità Antitrust, altera la concorrenza e penalizza pesantemente artigiani e piccole imprese favorendo la concentrazione nelle mani di pochi grandi operatori del mercato dell’efficientamento energetico e della riqualificazione edilizia. CNA registra con favore che tutti i gruppi parlamentari hanno presentato emendamenti al Ddl Bilancio per abrogare l’articolo 10 e auspica che, alla luce del vasto consenso in Parlamento, vengano scongiurate scorciatoie e modifiche che rischiano di complicare ulteriormente la situazione. L’abrogazione dello sconto in fattura è necessaria per salvaguardare la concorrenza e per far ripartire un mercato bloccato dalla norma con enormi effetti negativi per artigiani e piccole imprese”.

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Economia e Finanza

CNA Nordest piattaforma di sviluppo delle startup

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CNA Nordest si propone come piattaforma per lo sviluppo di startup e giovani aziende capaci di rimettere in moto l’economia del Paese, mettendo in rete i servizi dell’associazione di categoria con i parchi tecnologici e gli incubatori diffusi sul territorio, dando priorità a tre filoni: produzione sostenibile e green economy, servizi innovativi di assistenza alla persona e sviluppo di piattaforme digitali per la semplificazione della vita di cittadini e imprese.

Lo ha detto Claudio Corrarati, portavoce di CNA Nordest e presidente di CNA Trentino Alto Adige, al ministro per le Politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, a margine della finale del Premio Cambiamenti di CNA nazionale che si è svolta oggi a Roma.

Il ministro Spadafora ha lodato la laboriosità e l’alto tasso di innovazione del Nordest “in quanto concentrato di coraggio e creatività. E oggi c’è bisogno di coraggio per avviare un’impresa. Il Premio Cambiamenti è un momento di confronto importante per cercare di avviare un’alleanza per definire progetti a lungo termine per il bene del Paese, comprensivi dell’adeguato sostegno alle startup”.

Il volto del pensiero innovativo, quest’anno, è quello della Seares.

L’azienda pisana ha conquistato il premio Cambiamenti 2019, promosso dalla CNA e giunto alla quarta edizione, alla quale hanno partecipato quasi mille imprese, il 50% in più rispetto al primo anno.

Ventuno le imprese finaliste di Cambiamenti.
Il Nordest era rappresentato dalla startup Papwa srls, azienda con sede a Buttrio (Udine), nominata migliore startup nel corso del Premio cambiamenti 2019 Nordest a Padova il 6 novembre, nel corso della finale del Triveneto organizzata da CNA Veneto, CNA Trentino Alto Adige e CNA Friuli Venezia Giulia.

Papwa (Product Against Plastic Waste) propone una combinazione tra imballaggi riutilizzabili dotati di tag in radiofrequenza, servizi di lavaggio industriale e servizi logistici nel settore della Grande distribuzione organizzata, destinati alla vendita di prodotti freschi e freschissimi.

Nel Nordest si sono iscritte, quest’anno, 37 start-up (10 dal Trentino Alto Adige, 23 dal Veneto, 4 dal Friuli Venezia Giulia), delle quali 18 sono state ammesse alla finale interregionale (5 dal Trentino Alto Adige, 9 dal Veneto e 4 dal Friuli Venezia Giulia).

Il fare con le mani, se associato all’intelligenza e alla fantasia – è stato detto durante la finale di oggi – è alla base del cambiamento e dell’innovazione. Una volta chi era in grado di coniugarli era chiamato inventore. Adesso si chiamano non più inventori, ma startup. Ma anche i grandi inventori hanno bisogno di qualcuno che creda in loro e li sostenga e li foraggi, altrimenti la genialità rimane lettera morta

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