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Scuola, bus carichi e poche corse: tre bimbi rimangono a terra in via Milano. Trigolo (Cpi): “Sempre più reclami dalle famiglie”

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Suona la sveglia, dividi il bagno con i fratelli/sorelle, fai colazione, lava i denti, prendi la cartella, infila le scarpe, controlla di avere l’Abo in tasca e vai alla fermata del bus per raggiungere la scuola. Cosi, più o meno, inizia una delle 200 giornate dei nostri studenti bolzanini, ma non sempre la tanto decantata pianificazione per la mobilità dell’assessore Lorenzini a Bolzano funziona come dovrebbe.

E il perché è presto detto. Anche questa mattina, per tre bambini in attesa del bus n.3 in via Milano è andata diversamente, ovvero, si sono visti passare davanti ben 4 bus (da Casanova 7.15 7.20 7.27 7.35) già strapieni e non si sono fermati, cosicché loro malgrado, i piccoli sono rimasti a terra.

La segnalazione è del consigliere di circoscrizione uscente per Otrisarco-Aslago e nuovamente candidato per la lista di CasaPOund alle prossime comunali, Massimo Trigolo.

Chiamano subito il papà al cellulare che, diretto al lavoro, deve tornare a casa di corsa, posare lo scooter, prendere la macchina e accompagnare i figli a scuola – racconta – . Tutto è bene, quel che finisce bene, ma segnalazioni e reclami analoghi continuo a riceverli. Ora segnalerò il problema all’assessore e a Sasa, richiedendo un ulteriore potenziamento alle corse nella fascia oraria inizio scuola.

Ma non è tuttoIn primis sarebbe necessario aumentare il numero degli autobus e il tempo di consegna stimato per quelli nuovi è di 15 mesi circa. In aggiunta, bisognerebbe incentivare gli autisti che svolgono un lavoro stressante e molto spesso, dati i tempi, anche molto pericoloso, ma non sono economicamente gratificati.

Infine si potrebbe pensare di appaltare a ditte esterne parte di alcuni servizi, tra cui quello di bus scolastico, calcolando anche il vantaggio che si potrebbe dare a imprese che al momento sono in crisi a causa del calo dell’afflusso turistico, ma Caramaschi dice che la Provincia non ha soldi e dovrebbe intervenire il Comune”.

Chi lavora al servizio come autista da decenni mi ha assicurato che le soluzioni ci sono e devono essere applicate. Basterebbe ascoltare le persone“, conclude Trigolo.

 

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