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Val Pusteria

Trovato ubriaco alla guida, fugge a piedi minacciando il suicidio. Si teme il peggio ma era da un amico

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I Carabinieri di Bressanone hanno denunciato un automobilista per guida in stato di ebbrezza e procurato allarme dopo una movimentata notte di ricerche che ha coinvolto anche i vigili del fuoco.

Verso le 23 una pattuglia radiomobile di Bressanone ha notato un veicolo andare a forte velocità. Iniziato l’inseguimento lo ha raggiunto e fermato tra Rio Pusteria e Vandoies.

Il conducente, un 46enne della val Pusteria già noto alle forze dell’ordine, è stato sottoposto a test etilometrico con esito positivo alla prima prova (vengono sempre svolti due test a distanza di dieci minuti per sicurezza).

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A quel punto, dopo aver manifestato intenti suicidi, l’uomo si è messo a correre a piedi nella campagna circostante. I carabinieri pur avendolo inseguito non sono riusciti a raggiungerlo e lo hanno perso nel buio.

Immediatamente allertata, la centrale operativa della Compagnia di Bressanone ha fatto confluire sul posto altre pattuglie dell’Arma e squadre di vigili del fuoco.

L’uomo è stato cercato per ore sia utilizzando una termocamera sia scandagliando il fiume e il sottostante bacino idrico ad opera di sommozzatori vigili del fuoco. Le ricerche sono quindi state estese alle abitazioni di parenti e amici.

Date le ultime parole proferite i carabinieri e i vigili del fuoco erano molto preoccupati per la sua incolumità. Certo una guida in stato di ebbrezza non dovrebbe portare a gesti estremi ma quando una persona e in stato di ebbrezza magari ha la mente meno lucida e potrebbe tenere comportamenti “anticonservativi”, ovvero tendere a togliersi la vita.

Interrotte le ricerche dopo le 3 del mattino, alle prime luci altri uomini dei carabineri e dei vigili del fuoco sono stati mandati nell’area delle ricerche. Ovviamente è stato attivato il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse del Commissariato del Governo per la Provincia di Bolzano.

Verso le 9 l’allarme è improvvisamente rientrato. Lo scomparso ha infatti telefonato ai Carabinieri chiedendo come mai lo stessero cercando in lungo e in largo e affermando che aveva dormito da un amico.

I militari lo hanno invitato a presentarsi in caserma per accertarsi che stesse bene. Quindi hanno proceduto a denunciarlo all’autorità giudiziaria.

Tutto è bene quel che finisce bene – si legge in una nota del Comando provinciale – nella speranza che l’uomo, che ha rischiato comunque di farsi male fuggendo a piedi al buio, abbia capito quale mastodontica macchina di ricerche si sia mobilitata per il suo “colpo di testa” e quanto tempo e quanti soldi abbia fatto sprecare“.

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