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Spettacolo

Valeria Marini vuole fare la Ekberg ma a piazza di Spagna nella Barcaccia: multa e Daspo

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Ha voluto evitare un temibile confronto con Anita Ekberg ne La Dolce Vita di Fellini e invece che nella fontana di Trevi ha deciso di immergersi nella celebre Barcaccia di piazza di Spagna.

Dopo essere entrata nella storica fontana intorno alle 20.30 del 10 luglio, Valeria Marini ha improvvisato un balletto emulando le gesta dell’illustre collega, ma l’iniziativa le è costata cara: Daspo e una multa da 100 euro.

La Marini, pizzicata dalla polizia municipale capitolina impegnata in cima alla scalinata di Trinità dei Monti, è diventata virale sui social grazie a un video che la ritrae nell'”impresa”, ma dovrà stare lontana per un bel po’ dalle fontane romane.

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Spettacolo

Controcultura e sogno americano: Easy Rider compie 50 anni

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Easy Rider, un film che ha cambiato un’epoca, compie 50 anni. Ha interpretato il sogno di libertà non solo americano, ma di una generazione che attraverso le strade statunitensi ha avuto un simbolo di controcultura che è servito per cambiare le tendenze di Hollywood.

Prima di Easy Rider, non c’era spazio per la rappresentazione delle pulsioni più libere e talvolta perverse, della gioventù americana.

Più che una trama, fu un’intuizione vincente di Peter Fonda che lo ha prodotto, sceneggiato e interpretato e di Dennis Hopper che lo ha diretto e che ne fu anche l’attore protagonista. E’ stato come se le mitiche figure dei cow boy venissero d’incanto sostituite da quelle dei motociclisti che però erano ribelli, odiavano le ingiustizie e le istituzioni autoritarie.

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Il viaggio dalla California a New Orleans era accompagnato da ballate, sesso libero e lotte mortali. Easy Rider è stato restaurato e sta venendo riproposto nelle sale cinematografiche come una pellicola senza tempo che oggi come allora,appassiona e coinvolge.

E’ stato un film che ha anticipato o meglio ancora bruciato i tempi e grazie al quale una giovane generazione ribelle irrompeva nell’immaginario collettivo. Dalla cocaina che arrivava dal Messico e permetteva di finanziare questo viaggio rivoluzionario fatto con la bandiera degli Stati Uniti sulle moto, anticipa le gang dei bikers di oggi che hanno aggiunto eroina e anfetamine ai loro traffici.

Easy Rider è stata, ma in parte lo è ancora, una lezione di vita e racconta di un’America che nemmeno allora era perfetta, ma la differenza rispetto a 50 anni fa è che si è perso la voglia di sognare: la ragione per la quale è nato il film.

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Spettacolo

Cinema all’aperto, dal 5 luglio terza edizione del “Cinefirmian”

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Anche quest’anno, con l’arrivo del caldo e delle lunghe serate d’estate, torna il cinema all’aperto in varie zone della città.

A partire da questo venerdì prende infatti il via la stagione dei film all’aria aperta promossa dalle Circoscrizioni Don Bosco, Oltrisarco-Aslago e Centro-Piani-Rencio, in collaborazione col Cineforum.

In totale verranno proiettati quindici diversi film in quindici serate complessive suddivise tra Parco Firmian, Piazzetta San Vigilio e Parco dei Cappuccini.

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La prima a presentarsi ai blocchi di partenza questo venerdì sarà la rassegna di film proposta dalla Circoscrizione Don Bosco.

Giunta ormai alla terza edizione, “Cinefirmian” porterà quindi a susseguirsi all’interno di Parco Firmian cinque venerdì consecutivi di grande cinema.

Si comincia domani col pluripremiato film d’animazione “Spider-Man – Un nuovo universo”.

Una originale rivisitazione di uno dei più famosi e amati supereroi Marvel, fortemente ispirata al fumetto dal punto di vista grafico, ma dalla trama assolutamente inedita per il grande pubblico.

Seguiranno poi nelle prossime settimane “Notti magiche” il 12 luglio, “Sette uomini a mollo” il 19 luglio, “Hotel Transilvania 3” il 26 luglio e “Avengers – Infinity War” il 2 agosto.

Si consiglia di portare con sé delle sdraio o dei teli da mare. In caso di pioggia, le proiezioni si terranno alla sala polifunzionale Ortles, in piazzetta Anne Frank 21.

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Spettacolo

Storia del cinema che se ne va, morto Franco Zeffirelli. Per Firenze e l’Italia è lutto

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Il giglio nel mondo. Si è spento serenamente all’età di 96 anni, nonostante una lunga malattia, il regista fiorentino Franco Zeffirelli.

E con lui se ne va una delle figure storiche del cinema nazionale e internazionale. Sceneggiatore, attore, regista, personalità chiave della cultura e del cinema italiani.

Zeffirelli è morto nella sua casa di Roma, sulla via Appia, circondato dalla famiglia, in particolare dai figli adottivi Pippo e Luciano e dai suoi amati cagnolini.

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Circa una settimana fa, secondo quanto si apprende dalla famiglia, aveva ricevuto l’estrema unzione.

La cittadina Firenze ha proclamato il lutto cittadino per uno dei suoi più illustri rappresentanti. In serata, al Teatro di Maggio, pubblico e orchestra hanno osservato tre minuti di silenzio prima dell’inizio delle “Nozze di Figaro”.

Il premio al “Genio ed Eccellenza italiana nel mondo“, l’ultimo della sua carriera, gli era stato consegnato recentemente dalla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

La camera ardente sarà allestita a Firenze, lunedì mattina, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio mentre i funerali saranno celebrati a San Miniato al Monte.

Le le sue spoglie riposeranno sotto la basilica del cimitero monumentale alle Porte Sante di Firenze, città dove era nato il 12 febbraio 1923, nella cappella di famiglia.

Sarà un addio a uno dei maestri del ‘900.

All’anagrafe Gian Franco Corsi, nato fuori dal matrimonio da Ottorino Corsi, un commerciante di stoffe originario di Vinci, e dalla sarta fiorentina Alaide Garosi Cipriani, ebbe un’infanzia tribolata, dovuta al mancato riconoscimento paterno che avvenne solo a 19 anni, e alla prematura scomparsa della madre.

Dalle prime esperienze al cinema con Francesco Rosi e poi come aiuto regista di Luchino Visconti in La terra trema e in Senso, nonché di Antonio Pietrangeli ne Il sole negli occhi (1953), Zeffirelli passa al grande schermo nel 1957 con Camping (1957).

La prima opera con cui Zeffirelli raggiunge la notorietà non è uno dei suoi film più noti, bensì il documentario “Per Firenze” dedicato dal regista alla sua città per raccontare l’alluvione che il 4 novembre 1966 che devastò la città di Firenze.

Dopo infinite esperienze teatrali e cinematografiche, verso la fine degli anni sessanta si impone all’attenzione internazionale sempre in campo cinematografico grazie a due trasposizioni shakespeariane: La bisbetica domata (1967) e Romeo e Giulietta (1968).

Il suo lavoro più famoso forse è “Gesù di Nazareth“, del 1977, sceneggiato televisivo, trasmesso su Rai 1 in cinque puntate di un’ora circa ciascuna, di enorme successo con un cast da kolossal.

Cinque dunque tra i film imperdibili: La bisbetica domata del 1967, Romeo e Giulietta (1968), Fratello Sole Sorella Luna (1972), Gesù di Nazareth (1977), Un tè con Mussolini (1999).

Una carriera tra cinema, teatro ed opera, Franco Zeffirelli era discendente di Leonardo da Vinci, antenato di suo padre: lo scoprì tre anni fa grazie alla ricerca di uno storico. Nel 2007, infatti, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consegnò a Zeffirelli proprio il ‘Premio Leonardo’.

“Ciao maestro” si legge sul sito della sua fondazione.

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