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Benessere e Salute

Vita di coppia: patologie in menopausa che la mettono a rischio

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La menopausa può mettere a rischio la vita di coppia e per questo l’aiuto del medico dev’essere ampliato anche agli aspetti psicologici di uno stato nel quale la caduta degli estrogeni accompagnato dalla cessazione del ciclo mestruale, provoca una serie di conseguenze fisiche che hanno ripercussioni sia sulla psiche della donna che sulla sua vita affettiva e sessuale.

Osteoporosi, ipertensione e la sindrome genito urinaria sono patologie frequenti che si possono curare con i farmaci.

La somministrazione controllata può alleviare i sintomi, contenere le vampate ricorrenti: la combinazione di estrogeni coniugati e bazedoxifene può essere utilizzata nella menopausa spontanea.

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Il farmaco non è consigliato per chi ha avuto un tumore al seno ed in questo caso è possibile utilizzare terapie naturali o il laser per contrastare la sindrome genito urinaria che può dare luogo a infezioni e secchezza vaginale, patologie che ovviamente ostacolano una normale vita sessuale.

L’intervento col laser è indolore ed è praticato senza anestesia a livello ambulatoriale.

Il trattamento è utile per intervenire sulla atrofia vaginale, ovvero l’assottigliamento delle pareti dell’organo sessuale femminile, conseguenza della carenza di estrogeni che colpisce una donna su due nella fase post menopausa.

Un contributo importante perché l’atrofia vaginale causa irritazione, bruciore, prurito e infiammazione dolorosa durante i rapporti sessuali.

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Benessere e Salute

Agosto, mese delle stelle cadenti: bisogni o desideri?

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Seconda stella a destra, questo è il cammino…” L’isola che non c’è (Edoardo Bennato).

Anche se ormai è trascorsa una settimana dalla Notte di San Lorenzo (una delle più magiche dell’estate) la voglia d’esprimere desideri non svanisce mai. Lo spettacolo delle stelle cadenti nel calendario è segnato il 10 agosto. In realtà lo si può ammirare già tra l’8 e il 15 agosto, con un picco fra il 12 e 13.

La tradizione delle stelle cadenti (o “lacrime di San Lorenzo”) ha origini antiche ed unisce astronomia e religione.

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Il giovane diacono fu arso vivo e le stelle cadenti simboleggerebbero i carboni ardenti.

Oggi sappiamo che quelle che vediamo sono le Perseidi, un insieme di meteore proveniente da una zona del cielo detta costellazione di Perseo. Il fenomeno è causato da polveri di ghiaccio lasciate dietro di sè dalla cometa Swift-Tuttle; queste meteore s’incendiano e svaniscono quando entrano nell’atmosfera terrestre.

Bisogni o desideri? Spesso confondiamo il loro significato e li usiamo come sinonimi. Frequentemente il “bisogno” diventa più importate (“bisogno di cibo/dormire/…”) e il “desiderio” sembra essere qualcosa di più superfluo. Entrambi sono però ugualmente importanti!!

Capiamo meglio le differenze:

– tutti noi nasciamo con bisogni (es: fame, sete, sonno, etc), che vengono soddisfatti mediante il corpo.
– anche il desiderio è una mancanza, ma ha un’origine diversa. Parliamo qui di un vissuto, un processo,un’azione psichica. Nasce e rimane fino a quando non viene soddisfatto. Desiderare = tendere verso.

Essi sono svariati (e segreti). Non tutti hanno accesso alla nostra coscienza, rimanendo nella parte più oscura e meno conosciuta: l’inconscio (e talvolta vengono rimossi). Alla lunga però, ciò che non ha la forza o coraggio d’emergere ed arrivare alla nostra coscienza, può diventare “scomodo/doloroso/..”, tendendo quindi a manifestarsi con sintomi e “SOS” dell’anima.

Qual è la nostra paura più grande? Quella di sbagliare e quindi di essere giudicati/non apprezzati/i/… Le radici di tutto ciò sono profonde e risalgono ai primi anni di vita, quando il bambino instaura con la figura di riferimento un legame relazionale (teoria dell’attaccamento; Bowlby). La paura non è sbagliata e non
è qualcosa da cui fuggire o da demonizzare.

Come afferma Ekman, uno degli psicologi americani tra i più importanti del ventunesimo secolo, è un’emozione primaria, insieme a: gioia, rabbia, tristezza, disgusto e sorpresa (chi ha figli o nipoti avrà sicuramente visto “Inside Out”) ed è fondamentale: ci spinge all’azione, aiutandoci ad affrontare le situazioni.

Con le emozioni, molto sta nel saperle gestire ed integrare nel nostro vissuto, senza diventarne succubi.

Quindi… spesso non sbagliamo, ma temiamo di farlo! Immaginandolo realizziamo la nostra paura più grande, commettendo quindi errori. Spesso crediamo di sbagliare a causa di una scarsa autostima che “indirizza” in modo sbagliato i nostri pensieri e ciò che sentiamo.

Impariamo a cadere dalle stelle. Dopotutto cadere non è così brutto… Per esempio, i pallavolisti si tuffano per salvare una palla e si rialzano senza troppi lividi. Possiamo imparare che è possibile sbagliare e che ciò non è una condanna! Infatti, non significa per forza fallimento, sconfitta o rinuncia.

Dovremmo iniziare ad accettare di cadere e, quando capita, rialzarsi, rendendoci conto che è possibile farlo senza troppa difficoltà. Quindi… proseguire a testa alta.

Ecco 5 punti da cui cominciare a riflettere per poter camminare su qualsiasi sentiero senza lasciarsi bloccare dalla paura di cadere: fa parte del gioco; sbagliare una (o più volte) non significa farlo sempre; ci può insegnare qualcosa; nessuno dice che dobbiamo eccellere; mai smettere di provare.

Anche dopo il 10 agosto troviamo sguardi sognanti rivolti verso il cielo nella speranza d’incrociare una stella cadente. Sogni rinchiusi in un cassetto in attesa di qualcosa che li possa magicamente realizzare. Cerchiamo di guardare il cielo con coraggio e chiedere cose audaci ma realizzabili.

Buona estate e buoni desideri!

 

Il contributo per La Voce di Bolzano e della Dr.ssa Martina Valentini, Psicologa e psicoterapeuta

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Salute

Bambini dal dentista e come prevenire la paura

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La prevenzione è il cardine della salute orale dei nostri pazienti, diventa fondamentale iniziare da bambini. Occorre che siano piccoli pazienti che si lascino curare, ma soprattutto che siano bambini contenti di venire dal Dentista.

Un bambino che ha il terrore del Dentista oggi sarà un paziente con seri problemi orali domani!

Per ottenere questo risultato ho messo a punto un protocollo operativo ormai sperimentato da anni, valido soprattutto per i bambini “difficili” e/o precedentemente traumatizzati da un approccio incongruo.

Per bambino difficile intendo bambino iperattivo, che non riesce a stare fermo per poco più di alcuni secondi oppure quel bambino che non ti guarda in faccia, non comunica, non apre la bocca e in taluni casi scoppia in pianto isterico.

Innanzitutto invitiamo le mamme, quando possibile, a portare i loro figli dal dentista prima che ne abbiano effettivamente bisogno.

Selina e Marie con il diploma di coraggio dopo la visita in Dental First Bolzano.

Quindi il bambino non va mai trattato al primo appuntamento, ma generalmente al quarto in quanto al primo deve conoscere il dottore, il personale e lo Studio, instaurando un rapporto empatico per quanto possibile;  al secondo se necessario prova la Sedazione Cosciente con l’ausilio di cartoni animati e viene visitato;  al terzo si eseguono le manovre di base per una leggera pulizia e capire come il bambino reagisce  e finalmente, se la terza dà un risultato positivo, si passa alle cure effettive durante la quarta seduta. Nel caso il bambino sia invece tranquillo, si possono evitare un paio di appuntamenti.

Solo dopo che si è lasciato trattare riceverà uno o più premi che lo gratificheranno insieme alla soddisfazione personale di essere riuscito a farsi curare.

In questo modo, di solito, la fiducia del piccolo paziente è conquistata per sempre e come dico spesso sarà “migliore” di molti adulti; pronto tra l’altro, se necessario, ad affrontare un percorso Ortodontico prima impensabile.

Dott. Giuseppe Radaelli – Direttore Sanitario

Specialista in Odontostomatologia

Specialista in Ortognatodonzia

Università di Milano

Info & Appuntamenti nello studio dentistico Dental First – Quality Dentist a Bolzano. T. 0471 051 080. Via Negrelli, 4 – 39100 BZ  https://www.dentalfirst.it/it/

 

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Benessere e Salute

Bere troppa acqua fa male?

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Quando fa caldo, attraverso il sudore il corpo espelle molti più liquidi del solito; lo stesso vale anche nel caso in cui si stia facendo uno sforzo fisico. Per compensare questa perdita d’acqua si può e si dovrebbe bere di più della quantità normalmente consigliata, che è di 1,5/2 litri al giorno. 

Tuttavia, se si assumono quantità eccessive di liquidi in brevissimo tempo, possono insorgere anche seri problemi per il nostro fisico: i reni vengono sovraffaticati e non riescono più a mantenere costante la concentrazione di minerali nel sangue, che si riduce pertanto sensibilmente.

Dal sangue, allora, i fluidi si riversano nelle cellule, le quali si gonfiano. Allo stesso tempo, i reni riducono la produzione di urina per non espellere ancora più minerali. Le conseguenze più gravi possono essere addirittura un edema cerebrale o persino la morte.

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I sintomi di un’intossicazione da acqua sono vertigini, mal di testa e crampi fino alla perdita di coscienza. 

Mantenendo le consuete abitudini nel bere non si devono temere effetti nocivi per la salute dovuti ad un’eccessiva assunzione di fluidi.

Un corpo sano riesce, in genere, ad assorbire senza problemi anche notevoli quantità d’acqua, se l’assunzione è distribuita nell’arco dell’intera giornata”, spiega Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti dell’Alto Adige.

A partire da una quantità di 6-7 litri ingeriti in breve tempo, tuttavia, la regolazione dell’equilibrio di sali minerali nel nostro corpo può smettere di funzionare”.

In linea di massima, coloro che soffrono di malattie al cuore, ai reni o al fegato dovrebbero stare attenti a non bere troppa acqua.

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