Merano
23enne rischia il lavoro per mancanza di certificazione di appartenenza linguistica
La dimenticanza di Carlo Alberto Carretta, un giovane di 23 anni di Merano, sta avendo costi significativi che vanno oltre la mera svista. Questo errore rischia di privarlo di un’importante opportunità di lavoro nell’ambito amministrativo presso l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano, dove aveva ottenuto un posto lo scorso settembre. Nonostante sia diplomato al Liceo delle scienze umane Giovanni Pascoli di Bolzano, con indirizzo economico, la sua assunzione è stata messa in pausa a causa della mancanza di una certificazione di appartenenza linguistica.
La richiesta di certificazione è stata avanzata dall’amministrazione provinciale, attualmente alla ricerca disperata di personale qualificato e bilingue. Carlo Alberto Carretta, trasferitosi in Alto Adige all’età di 12 anni con la sua famiglia, ha origini sia da Grottaglie in provincia di Taranto (madre) che dal Friuli (padre). Nonostante entrambi i genitori lavorino attualmente in Alto Adige e Carretta sia residente nella regione dal suo trasferimento, la mancanza di questa certificazione rischia di compromettere la sua opportunità di lavoro.
L’errore di non aver richiesto la certificazione una volta diventato maggiorenne, una pratica comune in questi casi, si sta rivelando ora un ostacolo significativo. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che, dopo aver presentato ricorso al Tribunale di Bolzano il 28 settembre, Carretta ha ricevuto una risposta negativa il 17 ottobre. La spiegazione fornita, secondo il giovane, non tiene conto dei motivi validi e legittimi dietro la sua richiesta, inclusi il bisogno di lavorare e la sua residenza in Alto Adige sin dall’infanzia.
Stando a quanto riporta il Quotidiano Alto Adige, criticherebbe la norma che impone un periodo di attesa così lungo per ottenere il certificato di appartenenza linguistica, una norma severa ma che in passato è stata derogata più di una volta. Lui sostiene di essere altoatesino di madrelingua italiana da parte di entrambi i genitori e propone che la certificazione gli venga concessa con la promessa di non cambiare il suo gruppo di appartenenza facilmente.
Il giovane ha intrapreso azioni per affrontare la situazione. Ha contattato la Difensora civica sperando che il tribunale possa concedere una deroga, come avvenuto in passato. Nel frattempo, ha iniziato un tirocinio gratuito presso l’Assb, a spese della madre, dimostrando così la sua determinazione a non restare con le mani in mano di fronte a questa difficile situazione.
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