Merano
Merano, piazza Vittorio Veneto: i cittadini consegnano il progetto all’amministrazione
Ieri sera l’Amministrazione comunale ha invitato a una festa conclusiva tutti coloro che hanno preso parte attiva al processo partecipativo per la progettazione della nuova piazza Vittorio Veneto e tutte le cittadine e i cittadini meranesi interessati.
In questa occasione sono stati ufficialmente consegnati all’Amministrazione comunale i risultati della progettazione congiunta da parte dei partecipanti all’elaborazione.
La progettazione condivisa della nuova piazza nel centro di Sinigo è durata circa un anno.
Ci sono state cinque assemblee pubbliche guidate dal team di moderatori blufink e altri incontri informativi organizzati dall’Amministrazione pubblica in merito a tematiche specifiche come la mobilità, la falda acquifera e il recupero del patrimonio edilizio storico.
Ieri sera Matteo Di Cara, Giordano Rossi e Walter Zöggeler, in rappresentanza dei tre gruppi di cittadini e cittadine coinvolti nella progettazione, hanno brevemente illustrato il nuovo aspetto di piazza Vittorio Veneto: nei primi due terzi della piazza si troverà l’area di transito automobilistico al centro, mentre a destra e a sinistra potranno parcheggiare ca. 24 auto.
Davanti alla chiesa resterà uno spazio libero di circa 40 metri di larghezza e 40 metri di lunghezza che costituisce l’altro terzo della piazza.
Direttamente davanti agli edifici abitativi e ai negozi ci sarà una superficie di ca. 12 metri di larghezza riservata alle persone.
“Le/gli abitanti di Sinigo hanno dimostrato che insieme si può creare qualcosa di nuovo e condiviso, ponendo le basi per nuove modalità nella progettazione di spazi pubblici“, così l’assessora Madeleine Rohrer, referente all’urbanistica e alla mobilità che ha seguito il processo fin dagli esordi.
“Nel corso dei lavori abbiamo dovuto affrontare anche diverse situazioni difficili, ma ci sono stati pure tanti momenti belli e positivi. Voglio ringraziare di cuore tutte le persone e tutti i tecnici che hanno reso possibile questa esperienza comune. Il mio auspicio è che, quando si tratterà di pianificare nuovi interventi in altri quartieri, la popolazione direttamente interessata possa guardare al modello partecipativo attuato a Sinigo come a un esempio da seguire“, ha concluso Rohrer.
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