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Naturno: rischia di annegare in piscina, bimbo salvato da due educatrici del Centro Giovani Flowers

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Sfiorata la tragedia ieri mattina (6 marzo) alla piscina coperta di Naturno, dove un bimbo di poco più di quattro anni ha perso i sensi scivolando sul fondo della vasca in cui stava giocando, rimanendo sott’acqua per alcuni minuti.

L’episodio è accaduto intorno alle 11.30, un orario in cui fortunatamente si svolgono attività sportive e ricreative extrascolastiche a cui partecipano gruppi di bambini accompagnati da diversi educatori.

Notato a bordo piscina da Ester Papavangjeli, una delle educatrici del Centro Giovani Flowers di Bronzolo, il piccolo è stato recuperato e salvato.

Mi trovavo lì in quanto lavoro come educatrice presso il Centro Giovani e questa settimana stiamo svolgendo delle attività al di fuori dell’orario scolastico. Ero vicino al bordo della vasca per controllare i bambini che si trovavano in acqua a giocare e ad un certo punto mi sono accorta che c’era qualcosa sul fondo.

Li per li non ci avevo fatto caso, perché c’era il riflesso del sole. Poi ho ricontrollato e ci ho messo pochi secondi a capire che si trattava di un bambino privo di sensi che stava affogando. Ho urlato alla mia collega Mara quello che stava succedendo e subito siamo intervenute per recuperare il piccolo, riportandolo fuori dall’acqua e cercando di rianimarlo“.

Il bambino – continua Ester – non faceva parte del nostro gruppo, ma era il figlio di una signora che al momento non si era accorta di nulla, in quanto era impegnata con l’altro figlio. Ci tengo a precisare che fortunatamente grazie al massaggio cardiaco effettuato dalla mia collega Mara, si è risvegliato buttando fuori un po’ di acqua dalla bocca“.

Purtroppo, raccontano Ester e Mara, in quel momento non c’era nessun bagnino.

Spero che episodi come questo non capitino mai più e che ci saranno più presenze sul posto e in particolar modo quando ci sono molti bimbi piccoli.

Il ragazzino è stato subito portato all’ospedale e fortunatamente si è rimesso in forze, ma se non fossi stata li presente e non mi fossi accorta di nulla per qualche minuto, per il bimbo potevano esserci ben altre conseguenze“, conclude Ester.

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