Economia e Finanza
La Provincia rinnova gli incentivi per i veicoli elettrici, CNA: “Non adatti agli artigiani”
Per ridurre l’impatto del traffico sull’ambiente, la Provincia di Bolzano insiste sulla mobilità elettrica e conferma incentivi e agevolazioni per le aziende che decidono di acquistare veicoli alimentati ad energia e stazioni di ricarica.
Ieri (30 dicembre), la Giunta provinciale ha infatti approvato i criteri che confermano il sostegno alle imprese per il triennio 2020-2022.
Sono previsti contributi per l’acquisto e il leasing di bici-cargo, moto e auto elettriche a idrogeno (fino a 2.000 euro) o ibride plug-in (fino a 1.000 euro), nonché per stazioni di ricarica.
Una soluzione anche per gli artigiani e i titolari di PMI in possesso di veicoli diesel euro 3 che dall’1 gennaio incapperanno nel blocco disposto dal Comune di Bolzano? Tenendo conto che tra un anno analoga sorte subiranno gli Euro 4 e, a seguire, gli Euro 5 per abbattere l’inquinamento da biossidi di azoto NO2.
Claudio Corrarati, presidente di CNA-SHV, che il 23 dicembre ha proposto invano a Comune e Provincia soluzioni che mitigassero il blocco diesel, non nasconde perplessità: “Apprezziamo gli incentivi provinciali che stimolano i cambiamenti in un’ottica green. Dobbiamo però evidenziare che queste misure sono idonee per i privati cittadini, per alcune attività professionali e per aziende che devono far muovere i loro dipendenti, ma molto poco sono adatte ad artigiani che, con la bici-cargo o la moto o semplici auto, difficilmente potrebbero trasportare il materiale da lavoro e gli attrezzi, quasi sempre molto pesanti”.
“Se riuscissimo a veicolare gli spostamenti dei privati cittadini e delle imprese senza necessità di movimentare merci – prosegue Corrarati – su mezzi ecologici o su mezzi pubblici, non solo si libererebbero le strade, ma probabilmente i pochi veicoli aziendali rimanenti potrebbero circolare con maggior libertà in città, senza essere additati come principale fonte di inquinamento e di aggravamento del rischio di contrarre malattie.
Vogliamo cercare di ridurre i vincoli di movimentazione per i mezzi aziendali Euro 3-4-5 che, nel giro di due anni, verranno bloccati dalle limitazioni, peraltro applicate solo nel capoluogo. Contestualmente chiediamo che si monitori con maggior puntualità la qualità dell’aria, per capire quali e quante di queste misure adottate sono efficaci nella lotta alla riduzione delle emissioni, in particolare dei biossidi di azoto”.
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