Alto Adige
Mascherine cinesi: no dall’INAIL. La Asl: “Perizia documentale. Ora test da un istituto indipendente accreditato”
L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige ha annunciato che tra ieri sera e stamattina sono pervenute diverse perizie dell’INAIL, l’Istituto Nazionale di Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
Nel corso di una validazione straordinaria, l’istituto ha verificato se i dispositivi di protezione individuale che Oberalp ha acquistato e consegnato dalla Cina per conto dell’azienda di forniture mediche dell’Alto Adige sono conformi ai requisiti di legge.
Sono state testate le maschere di protezione respiratoria (“maschera antipolvere” KN-95), le tute protettive monouso e le tute protettive per uso asettico.
Le cosiddette “maschere chirurgiche” non facevano parte della convalida, in quanto non sono classificate dal legislatore come “dispositivi di protezione individuale” e quindi non rientrano nella competenza dell’istituto assicurativo.
A questo proposito, il Comitato Tecnico Scientifico, che fa parte della Protezione Civile Italiana, è stato chiamato a fornire una perizia, anch’essa ricevuta ieri.
Si legge in una nota della Asl: “La valutazione dell’istituto di assicurazione INAIL, che ha effettuato un controllo documentale puro e non materiale, è negativa, come lo era il 7 aprile di quest’anno. E’ sostanzialmente accertato che la documentazione presentata non è sufficiente per condurre una valutazione di conformità alle norme tecniche specifiche, inoltre le certificazioni non provengono da enti accreditati“.
Pertanto, questa mattina (19.04.2020), la direzione dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ha immediatamente ordinato la sospensione della distribuzione e dell’uso di questi dispositivi di protezione e ha chiesto a tutte le persone responsabili di tenere i materiali sotto chiave e di garantire che non vengano più utilizzati.
Già nei giorni scorsi è stata avviata una febbrile ricerca di materiale sostitutivo e messe in pianificazione varie consegne. Da un lato, l’azienda di forniture mediche di Trento ha promesso di fornire 5000 tute protettive in prestito per la prossima settimana, e dall’altro c’è anche la promessa della Protezione Civile Italiana di fornire tute protettive da mercoledì della prossima settimana.
A seguito di questo rapporto negativo dell’istituto nazionale di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro INAIL, l’Azienda sanitaria altoatesina chiederà un test materiale dei dispositivi di protezione individuale acquistati in Cina da un istituto indipendente accreditato. A questo proposito, sono già stati stabiliti contatti con la Protezione Civile italiana, che sta anche cercando di testare i materiali delle maschere cinesi.
Il direttore generale Zerzer è estremamente preoccupato per il recente feedback negativo dell’istituto nazionale di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro INAIL, “soprattutto perché so che questi dispositivi di protezione vengono utilizzati senza problemi altrove e che il personale ne è soddisfatto e che noi qui purtroppo dobbiamo chiudere questi materiali urgentemente necessari nella rivista per motivi burocratici“.
“C’è comunque una notizia positiva – si legge nella nota della Asl locale – . Le maschere chirurgiche sono state testate dal Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile Italiana. Questo rapporto è positivo. Queste maschere protettive provenienti dalla Cina (1 milione di pezzi) possono ancora essere utilizzate nelle aree designate”.
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