Economia e Finanza
Fisco, il sì a Draghi dei commercialisti altoatesini. Zago: “Approccio giusto”
L’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Bolzano esprime soddisfazione per il discorso programmatico del Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, sul tema della riforma del fisco, tenuto nella giornata di ieri (17 febbraio) al Senato. Un impianto, quello del sistema fiscale, che risale ormai a cinquant’anni fa e che necessita di una semplificazione dopo la proliferazione di modifiche e integrazioni normative degli ultimi decenni.
«La parte dell’intervento dedicata alla riforma del fisco è giusta e condivisibile. A partire dal metodo che il Presidente Draghi ha individuato per mettere mano all’intervento riformatore, da affidare ad una Commissione di esperti in materia fiscale con il compito di ridisegnare il nostro sistema tributario, dopo aver sentito la politica e le parti sociali – spiega Claudio Zago, presidente dell’Ordine altoatesino -. Condividiamo anche l’approccio di carattere più complessivo e sistematico per superare gli interventi parziali dettati dall’urgenza del momento che hanno caratterizzato la legislazione fiscale degli ultimi anni».
Le proposte dei commercialisti
In questi mesi anche i commercialisti altoatesini hanno collaborato alla realizzazione di una propria proposta di riforma dell’Irpef elaborata da una commissione di esperti i cui lavori sono stati coordinati dal professor Carlo Cottarelli.
“Crediamo che l’attuale sistema progressivo per scaglioni di reddito ponga diverse criticità, tra cui quella del salto dell’11% dell’aliquota marginale tra il secondo e il terzo scaglione, al superamento dei 28 mila euro.
Proponiamo il frazionamento in due dell’attuale terzo scaglione: il primo, da 28 mila euro a 40 mila euro, con un’aliquota marginale del 32%, il secondo, da 40 mila euro a 55 mila euro, con un’aliquota marginale del 38%. Un sistema che ridarebbe fiato alla classe media che attualmente è la più penalizzata e che andrebbe nella direzione, auspicata da Draghi, della graduale riduzione del carico fiscale“, spiega Zago.
Altri cardini attorno a cui ruota la proposta dei commercialisti sono la sostituzione dell’Irap con un’addizionale alle imposte sui redditi a carico degli stessi soggetti passivi del tributo regionale e l’equiparazione della pressione fiscale tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti, con l’obiettivo di giungere ad un sistema più semplice ed equo che, a parità di reddito, dia parità di pressione fiscale.
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