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‘Democrazia congelata a distanza’: la protesta di Urzì davanti al Consiglio provinciale

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Ho protestato oggi davanti al Consiglio provinciale di Bolzano, durante la seduta in corso, per la bolla in cui è sospesa la democrazia in Provincia con il divieto di partecipare a TUTTI E 35 CONSIGLIERI ASSIEME alle sedute dell’Assemblea legislativa. Non solo alcuni, tutti assieme come sta avvenendo da sempre in quasi tutti i Consigli regionali d’Italia, il Consiglio provinciale di Trento, il Parlamento…

Così il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì, che proprio per questo motivo alle 14.30 di oggi (13 aprile) ha indetto un sit in.

Lo fanno apposta – sottolinea Urzì – . Ho richiesto già un mese fa una modifica delle regole dettate dal Presidente Kompatscher per permetterci di riunirci tutti assieme (non solo chi vuole) in aula e per guardarci negli occhi mentre ci confrontiamo sui temi di maggiore urgenza. Ma hanno l’interesse a evitare che questo accada, perché un dibattito a distanza è più agevole per evitare il confronto e con un tasto togliere la parola o impedire un contatto personale utile a risolvere i problemi. Ci preferiscono in collegamento a distanza perché così possono evitare il confronto, che online diventa artefatto e pressochè inutile”.

Ci hanno fatto anche decidere sui 500 milioni fantasma a distanza, senza confronto di fatto. Inammissibile. Ma perché i bambini sono costretti a farsi da soli i tamponi per andare a scuola, 25 in 15 metri quadrati, e i consiglieri provinciali noi non possono pagarsi il tampone per partecipare in una aula enorme alle sedute del Consiglio? E’ ora di dire che tutto questo non è più accettabile ed è un abuso…“, conclude il consigliere.

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