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Trentino

Morte Megalizzi: Audrey Mondjehi condannato a 30 anni di carcere

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La Corte d’Assise di Parigi ha emesso la sentenza per il processo sull’attentato al mercatino di Natale di Strasburgo del 2018, un evento che ha segnato profondamente la vita di molte persone, tra cui il giornalista trentino Antonio Megalizzi, di soli 29 anni.

Dopo più di cinque settimane di processo, giovedì sera è stato emesso il verdetto per i 4 imputati coinvolti.

Il principale imputato, il 42 enne Audrey Mondjehi, di nazionalità ivoriana, è stato condannato a 30 anni di reclusione, con due terzi della pena da scontare in massima sicurezza.

All’accusato è stato riconosciuto inoltre il sostegno al jihadista Chérif Chekatt nell’ottenere un’arma e l’associazione terroristica, data la sua stretta vicinanza all’aggressore e la conoscenza della sua radicalizzazione violenta. Inoltre, all’imputato è stato imposto un divieto permanente di accesso al territorio francese. 

Gli altri due imputati, con ruoli di minore rilevanza, sono stati condannati rispettivamente a cinque e quattro anni di carcere, mentre il quarto è stato assolto.

In aula del tribunale di Parigi, accanto ai famigliari delle vittime, erano presenti Caterina Moser, collega di Megalizzi e testimone dell’attacco, insieme alla compagna del giornalista, Luana Moresco.

Come si ricorda l’11 dicembre, Chekatt aprì il fuoco al mercatino di Natale di Strasburgo, uccidendo cinque persone prima di essere abbattuto dalla polizia.

Luana Moresco, presidente della Fondazione Antonio Megalizzi, ha dichiarato che la sentenza è il risultato di un lungo processo che ha portato a una maggiore comprensione degli eventi.

Nonostante il dolore di rievocare quei momenti, la Fondazione intende creare qualcosa di positivo da quell’evento drammatico, mantenendo viva la memoria di Antonio attraverso l’educazione dei giovani.

Antonio Megalizzi, giovane giornalista con una profonda fiducia nei valori europei, si trovava al mercatino di Strasburgo per lavoro quando è stato colpito da un proiettile che lo ha portato alla morte dopo tre giorni di coma.

Il suo ricordo vive attraverso il lavoro della Fondazione e il suo impegno per un’Europa unita e inclusiva.

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