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Ungheria, nuova stretta su diritti civili e libertà individuali

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Il Parlamento ungherese ha approvato un controverso emendamento alla Costituzione che introduce una serie di restrizioni significative ai diritti umani e alle libertà civili, lo riferiscono media locali.

La riforma, duramente criticata da opposizione e attivisti, è stata presentata dal governo come una misura di tutela dei bambini e della sovranità nazionale.

Al centro del provvedimento, la proclamazione della priorità dei diritti dei bambini a un “corretto sviluppo fisico, intellettuale e morale”, rispetto ad altri diritti fondamentali – eccetto quello alla vita.

Questa formulazione, secondo molti osservatori, aprirebbe la strada a restrizioni come il divieto delle marce del Pride. Il nuovo testo – riporta l’ansa – consentirebbe inoltre l’utilizzo del riconoscimento facciale per identificare e sanzionare i partecipanti a tali eventi.

L’emendamento stabilisce che il sesso alla nascita è una caratteristica biologica immutabile, cancellando di fatto il riconoscimento legale delle persone trans e intersessuali.

Un altro punto chiave riguarda la sicurezza: il governo potrà sospendere per un massimo di dieci anni la cittadinanza di ungheresi con doppia nazionalità ritenuti una minaccia, con possibilità di espulsione.

Vengono confermati i poteri straordinari già attivati durante l’emergenza Ucraina: lo stato di emergenza potrà essere prorogato, ma in futuro il governo non potrà sospendere leggi o agire per decreto senza l’approvazione dei due terzi del Parlamento.

L’emendamento introduce anche il diritto costituzionale ai pagamenti in contanti, autorizza pene detentive per l’uso o possesso anche minimo di droghe, e legittima forme di autodifesa da parte dei comuni.

L’approvazione della riforma è stata preceduta da proteste dentro e fuori dal Parlamento. Le manifestazioni continuano in varie zone di Budapest.

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