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Economia e Finanza

Agriturismo in crescita: Bolzano e Trento le più richieste

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Manca poco ormai alla chiusura della stagione sciistica ed è tempo di bilanci anche per la formula dell’agriturismo, scelto sempre più spesso come soluzione in cui trascorrere la settimana bianca.

I dati elaborati da Agriturismo.it dimostrano che per godersi la neve sempre più persone optano per le strutture agrituristiche tanto che la domanda, durante la stagione sciistica 2019, risulta aumentata dell’1,5% rispetto agli stessi mesi dell’anno scorso.

A un interesse sempre crescente risponde bene l’offerta che, rispetto al 2018, chiude con un incremento del 7%.

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L’analisi ha considerato le province italiane che vantano la presenza di agriturismi distanti al massimo 30 minuti in auto da comprensori sciistici e ha scoperto che, durante i mesi della neve, il 37% della domanda per queste strutture arriva dall’utenza straniera.

Per quanto riguarda i costi di questa tipologia di vacanze, il prezzo medio rilevato nella stagione invernale è stato pari a 222 euro a persona per una settimana.

DOVE SI CONCENTRANO DOMANDA E OFFERTA – La regione in cui si concentra l’offerta maggiore di agriturismi a pochi passi dalle piste da sci è il Trentino Alto Adige, dove si conta il 35% del totale di strutture. Seguono con il 14% la Toscana e, con percentuali molto vicine fra loro (tra l’8% e il 6%), le Marche, l’Abruzzo, la Sicilia e la Lombardia (queste ultime con un ex aequo).

Per quanto riguarda le province dove la formula della settimana bianca in agriturismo riscuote maggior successo, si trovano in testa le due del Trentino Alto Adige: Bolzano è prima in assoluto seguita da Trento. Varia leggermente la spesa media che si rivela più alta a Trento con 220 euro a persona a settimana mentre a Bolzano si riesce a risparmiare, con un costo medio di 185 euro. Terzo e quarto posto della classifica sono occupati dalle toscane Siena e Grosseto, con spese pari rispettivamente a 202 e 185 euro. Al quinto posto delle province più richieste si trova Catania: per la settimana bianca nella zona dell’Etna si spendono in media 166 euro a persona.

La seconda parte della top 10 vede susseguirsi, nell’ordine, Aosta, Arezzo, Verona, Pesaro Urbino e Bergamo. La provincia più cara in assoluto fra le dieci più gettonate è quella di Bergamo, dove la settimana bianca costa mediamente 240 euro a testa.

NONO SOLO SCI – Oltre alla vicinanza delle piste da sci, il successo degli agriturismi di montagna è sicuramente determinato dalla vasta gamma di esperienze offerte ai propri ospiti. Dall’analisi effettuata dal portale sulle strutture a poca distanza dai comprensori sciistici, emerge che il 15% è dotato di un maneggio: con i cavalli non si offre solo la possibilità di prendere parte a una classica lezione di equitazione, ma anche a lunghe passeggiate per i boschi innevati. Gli altri animali più diffusi negli agriturismi di montagna sono asini e pony, a disposizione per i più piccoli; ma anche capre da mungere e animali da fattoria da accudire insieme ai gestori.

Ciò che poi accomuna gli agriturismi vicini alle piste da sci sono anche i centri benessere, le aree gioco per i bambini e la possibilità partecipare alla preparazione e degustare i prodotti tipici: dal formaggio al burro, spesso l’esperienza offerta è quella della riscoperta delle tecniche più antiche di lavorazione dei prodotti.

«La nostra analisi sugli agriturismi in prossimità delle piste da sci dimostra come questa tipologia di ospitalità non solo si sia definitivamente destagionalizzata, ma si dimostri una valida alternativa per le più diverse tipologie di vacanza – dichiara Francesco Lorenzani,CEO di Feries Srl, società che fa capo ad Agriturismo.it Fino a qualche anno fa, chi partiva per la settimana bianca difficilmente pensava come prima opzione a un agriturismo, mentre oggi sempre più turisti prediligono una vacanza che riesca a coniugare sport e attività all’aria aperta con i sapori tipici del luogo che si sta visitando. Questo è vero sia per i turisti italiani, che cercano un’esperienza autentica, sia per i visitatori stranieri per i quali i sapori delle nostre regioni rappresentano un’attrattiva importante».

Di seguito le 10 province più richieste del 2019 per la settimana bianca in agriturismo, con il prezzo medio a persona per un soggiorno di sei notti. Sono state prese in considerazione le province con agriturismi distanti al massimo 30 minuti di auto da un comprensorio sciistico:

 

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Economia e Finanza

Unione consumatori, +422 euro l’anno a Bolzano

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Sebbene l’inflazione in Italia sia congelata, i tassi rilevati dall’Istat hanno calcolato che il costo medio della vita è comunque aumentato dello 0,7 per cento.

Una percentuale che a livello italiano si traduce in 172 euro in più per famiglia in media all’anno mentre in provincia di Bolzano l’aumento è dell’1,4 per cento ovvero 422 euro.

Il capoluogo non è tuttavia la città con il tasso più elevato (il record del tasso di inflazione più alto appartiene in ogni caso a Bari con un +1,7 per cento) ma rimane comunque quella con la spesa aggiuntiva maggiore.

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Al secondo posto tra le città più care c’è Verona (+ 1,5 e 389 euro), Bari (+1,7 e 354 euro). Perugia la meno cara con abbassamento dei prezzi dello 0,1% che genera un risparmio annuo di 23 euro.

 

 

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Economia e Finanza

Mobilità a Bolzano, gli artigiani chiedono soluzioni

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Gli artigiani e le piccole imprese chiedono al Comune di Bolzano interventi a breve, medio e lungo termine per la mobilità affinché si possa “Muovere l’economia, muovendosi in economia”, ovvero senza perdere tempo e denaro per lavorare in serenità.

È quanto emerge dal sondaggio condotto da CNA-SHV tra gli associati da inizio giugno a inizio luglio, subito dopo che il Comune ha illustrato il Piano Urbano della mobilità sostenibile (Pums).

Dalle risposte degli imprenditori emerge che il 55% è favorevole al Pums e agli obiettivi di diminuire il traffico veicolare, migliorare i mezzi pubblici e ridurre l’inquinamento. Il 23% manifesta, però, necessità di approfondire la conoscenza del documento e l’8% ha molte perplessità.

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Per quanto concerne l’introduzione del ticket per i pendolari e i turisti, il 51% è favorevole, il 20% contrario, il 14% perplesso il 12% vorrebbe avere più dettagli. In totale, il 46% non è favorevole a questa misura.

Incide, in questo quesito, il voto di artigiani e imprese che hanno sede o abitano fuori città. Su quale sia il mezzo di trasporto ad alta capacità e poco inquinante da realizzare sull’asse centro-Ponte Adige, ma anche sulle altre direttrici principali, le risposte sono molto diversificate: il 39% privilegia il metrobus elettrico, il 21% propone le cabinovie urbane, il 14% ciascuno per il tram e il Minimetro su rotaia, l’8% vorrebbe più linee di tram.

Un anno fa, un analogo sondaggio aveva rivelato che l’87% dei mezzi aziendali era compreso nella gamma tra Euro 2 e Euro 5, destinati al blocco da gennaio 2020 al 2023. L’avvicinarsi del divieto ha convinto le imprese a investire.

Adesso il 45% ha veicoli tra Euro 2 ed Euro 5, a rischio di blocco, mentre gli Euro 6 sono saliti al 24% e i veicoli elettrici o ibridi al 15%.

Infine la riapertura solo ai veicoli aziendali, in determinate fasce orarie, di viale Trento (per il quale il Comune sta mettendo a punto una sperimentazione che dovrebbe partire a settembre) e di ponte Resia in direzione via Resia. Il 62% è favorevole, il 15% è contrario, il 15% è perplesso e il 7% vorrebbe prima conoscere il piano dettagliato.

Secondo Corrarati “In periodi di emergenza sono necessarie soluzioni di emergenza. Tra cantieri pubblici e privati, in programma o già avviati, ci saranno molti disagi.

Da qui la richiesta di aprire in determinati orari le vie inutilizzate come viale Trento e Ponte Resia in direzione via Resia, puntando su strumenti innovativi che utilizzino le telecamere non solo per la sicurezza ma anche per il monitoraggio del traffico, indirizzando i flussi veicolari verso percorsi liberi attraverso sistemi semaforici e segnaletici smart.

Un esempio in tal senso è l’App sviluppata dal Comune su proposta di CNA per verificare le aree di sosta di carico e scarico libere per i veicoli aziendali”.

Il segretario Schwienbacher ha sottolineato come “artigiani e Pmi stiano già dando un contributo in termini di investimento, cambiando gradualmente i veicoli Diesel più vecchi con mezzi Euro 6 o addirittura elettrici o ibridi.

Ma non si può pensare di lasciare nei guai quel 45% che non ha cambiato i veicoli e probabilmente non ha le risorse per farlo. Rilanciamo la proposta di una rottamazione green utilizzando incentivi provinciali e comunali, finanziabili in parte con gli utili di A22, principale fonte di inquinamento della città”.

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Economia e Finanza

Non fatevi truffare sul web: acquisti online più sicuri

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Capita a tutti, sempre più spesso, di fare i propri acquisti anche online. L’offerta è vastissima e si può trovare e comprare ormai di tutto.

A volte può capitare quindi di navigare nel web un po’ smarriti e non sempre è facile per il consumatore distinguere se il venditore sia affidabile o meno.

Basta adottare alcune accortezze però per evitare o quantomeno limitare al massimo i rischi. Dall’esperienza dell’organismo di conciliazione specializzato nell’e-commerce Conciliareonline.it, ecco allora alcuni consigli per acquisti più sicuri e per evitare spiacevoli sorprese.

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Sono ormai moltissimi i consumatori italiani che si affidano al web per effettuare i propri acquisti. Ma dietro ad offerte che possono sembrare allettanti spesso si nascondono molte insidie o addirittura vere e proprie truffe.

È molto importante quindi che i consumatori che acquistano online adottino delle precauzioni.

Spesso si tratta di accortezze anche semplici, che consentono però di evitare spiacevoli problemi ed inconvenienti.
A Conciliareonline.it, l’Organismo di conciliazione istituito dal Centro Tutela Consumatori Utenti, ogni giorno vengono affrontate le problematiche legate agli acquisti online e da questa preziosa esperienza è stata stilata una lista di consigli per acquisti online più sicuri.

Vediamoli nel dettaglio.

1) Verifichiamo da chi stiamo comprando!

Può sembrare banale, ma è invece molto importante, controllare l’identità del venditore da cui stiamo facendo il nostro acquisto online. Bisogna quindi sempre verificare che nel sito web che stiamo consultando siano chiaramente riportate le informazioni che lo riguardano: la denominazione, la sede legale, la partita IVA, i contatti del servizio clienti e condizioni d’acquisto complete.

Va infine verificato se il venditore abbia indicato sul proprio sito web, come d’obbligo, il link alla piattaforma ODR (online dispute resolution) istituita dalla Commissione Europea e se aderisca a procedure di conciliazione online. Se una o più di queste informazioni non sono presenti, è già lecito dubitare dell’affidabilità dello store online.

Anche quando si compra da piattaforme come le famose Amazon o Ebay è necessario fare attenzione: questi siti sono dei cd. Marketplace, nei quali operano anche venditori esterni: anche per tali acquisti è bene controllare sempre da chi effettivamente stiamo comprando!

Sono sempre più diffuse inoltre pagine sui social network che propongono articoli in vendita, tra tutti sul popolare Facebook: è assolutamente da evitare la conclusione di acquisti mediante messenger o whatsapp, che non garantiscono l’identità del venditore.

2) Se sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non lo è!

A volte è difficile ignorare offerte che sembrano imperdibili, ma dietro a prezzi eccessivamente bassi possono celarsi delle vere e proprie fregature per il consumatore. È bene fare sempre una ricerca su più siti prima di effettuare un acquisto.

Se il prezzo proposto è troppo basso rispetto agli altri offerti da shop online simili, deve scattare un campanello d’allarme. Per effettuare questa verifica, basta cercare su un motore di ricerca i siti specializzati nella comparazione dei prezzi.

Meglio rinunciare ad un prezzo inferiore ma comprare su un sito più affidabile, piuttosto che pentirsene e perdere molto di più di quel che si voleva risparmiare!

3) Sfruttiamo le esperienze degli altri utenti!

Sono molto diffusi ormai anche i siti dove consumatori e utenti possono lasciare le loro opinioni sugli acquisti effettuati, come ad esempio Trustpilot.

Sebbene non tutte le recensioni online siano affidabili al 100%, verificare le opinioni sullo shop online da cui vorremmo acquistare è sempre utile, specialmente se è la prima volta che lo utilizziamo.

Se vi sono diverse recensioni negative che riportano esperienze simili molto probabilmente sono veritiere; e abbiamo anche un solo dubbio sull’affidabilità del venditore è meglio lasciar perdere!

4) Utilizziamo metodi di pagamento tracciabili e sicuri!

Altrettanto fondamentale è cercare di utilizzare sempre metodi di pagamento tracciabili e sicuri. In questo senso i metodi più sicuri per gli acquisti online sono le carte di credito e servizi come Paypal. Nel caso in cui ci si dovesse imbattere in una truffa online è più facile recuperare i propri soldi pagando con queste modalità.

È necessario fare grande attenzione ed evitare invece siti che accettino come modalità di pagamento soltanto bonifici bancari. Se intuitivamente infatti un bonifico bancario potrebbe sembrarci un metodo di pagamento sicuro, tuttavia non sempre è così.

Coordinate IBAN possono essere collegate anche a carte prepagate attivabili online, per attivare le quali i truffatori utilizzano per di più dati carpiti da ignari utenti (fenomeno del cd. “phishing”): una volta effettuato il bonifico risulta poi difficilissimo, se non quasi impossibile, recuperare i soldi versati.

Anche per questo è importante inoltre utilizzare software sempre aggiornato e soltanto app ufficiali se si acquista dal proprio smartphone.

5) Cosa fare se siamo incappati in problemi con acquisti online?

Anche adottando le opportune precauzioni, può comunque capitare che non tutto fili liscio con i propri acquisti online. Molte sono infatti le problematiche che possono presentarsi per il consumatore.

Al di là di quelle che sono vere e proprie truffe, i problemi più comuni riguardano il trasporto o la mancata consegna dei beni, o difetti di conformità tra i più disparati che si manifestano dopo aver ricevuto la merce.

Una possibilità in più per il consumatore è offerta appunto dal CTCU e dal suo Organismo di conciliazione “Conciliareonline.it”.

Per far valere i propri diritti come consumatore ed acquirente basta connettersi al portale Conciliareonline.it per accedere alla procedura di risoluzione extragiudiziale delle controversie di consumo derivanti da vendite di beni e servizi online.

La procedura, oltre a poter essere condotta interamente online, è totalmente gratuita.

Il Conciliatore, esaminato il caso presentato attraverso la piattaforma online, si occuperà di tentare di trovare una soluzione concordata con l’azienda.

Ulteriori informazioni sugli acquisti online, sui diritti dei consumatori che acquistano in rete e sulla risoluzione alternativa delle controversie, sono disponibili sul sito internet del CTCU al link www.consumer.bz.it e sul portale dell’Organismo Conciliareonline raggiungibile all’indirizzo www.conciliareonline.it.

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