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Economia e Finanza

Bollette ridotte grazie al bonus elettrico, vertice a Milano

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Proseguono i lavori preparatori al fine di introdurre il bonus elettrico in provincia di Bolzano, per il quale la Giunta ha adottato una delibera nel dicembre 2018.

Del bonus elettrico Alto Adige potranno usufruire tutti i cittadini residenti e titolari di un’utenza domestica nell’abitazione principale, prima casa, nella forma di una riduzione della bolletta energetica. Si tratta di circa 220.000 utenze. L’applicazione del bonus avverrà indipendentemente dal reddito e patrimonio e in sede di prima adozione dovrebbe ammontare a circa 54 euro.

Per approfondire i dettagli tecnici, in vista dell’implementazione del bonus elettrico si è tenuto a Milano un incontro fra la Provincia e l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA).

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La Provincia era rappresentata dal segretario generale Eros Magnago, da Roberto Ghizzi, direttore del dipartimento ambiente ed energia e da Flavio Ruffini, direttore dell’Agenzia per l’ambiente e la tutela del clima. Per ARERA ha condotto il colloquio il nuovo segretario generale Edoardo Battisti. Era presente anche Alessandro Randon, responsabile commerciale di Edyna.

L’obiettivo ora è quello di definire le modalità operative del pagamento, in modo tale che il bonus possa essere portato in detrazione nella bolletta elettricaspiegano il segretario generale Magnago e il direttore di dipartimento Ghizzi. Sono stati chiariti inoltre gli aspetti concernenti gli strumenti di cui dovrebbero essere dotati i distributori e i venditori al fine di integrare il meccanismo di pagamento nei loro modelli di fatturazione.

Le trattative con ARERA per la definizione dei modelli di implementazione del bonus elettrico che potranno essere impiegati dai venditori di elettricità nei propri moduli di fatturazione erano state avviate nel 2017.

“A livello locale vi sono stati molteplici incontri con i gestori delle centrali e con i distributori”, ricorda Ruffini.

La dotazione finanziaria che permette l’elargizione del bonus elettrico proviene dall’energia gratuita che i concessionari delle centrali idroelettriche sono tenuti a fornire alla Provincia, in base alle disposizioni dello Statuto di autonomia, della norma di attuazione e della legge provinciale.

Tale dotazione ammonta a circa 12 milioni di euro per l’anno 2018.

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Economia e Finanza

Conad elimina i resti da 1 e 2 cent: chi tutela il consumatore?

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Arrotondare i prezzi in modo tale da eliminare al pagamento in contanti, il resto da 1 o 2 centesimi, può sembrare un intervento di poco contro. Ma se moltiplichiamo quei mancati resti per tutti i movimenti che registrano le casse della Grande Distribuzione, la cifra che complessivamente andrà scomparire a fine anno, è decisamente ragguardevole.

La Conad è la prima catena di supermercati che attuerà questo arrotondamento per eccesso o per difetto, al multiplo di 5 centesimi più vicino. Al momento sono interessati i punti vendita di Romagna, Marche, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, ma a breve Conad uniformerà tutti i suoi supermercati.

Però il meccanismo non è del tutto chiaro.

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Infatti se il cliente ha i soldi contati, la variazione non si attua e quindi in tutti gli altri casi, la procedura di arrotondamento, parrebbe un automatismo delle casse. La scelta di Conad è la diretta conseguenza della decisione della BCE di non coniare più, a partire da quest’anno, le monetine da 1 e 2 centesimi; di conseguenza si opererà fino ad esaurimento scorte o fino all’arrivo di un provvedimento di messa fuori corso.

Da quel momento l’arrotondamento sarà generalizzato e obbligatorio.

In Italia si stimano che siano in giro monetine in rame per un valore attorno ai sette miliardi, probabilmente in gran parte abbandonate in salvadanai e porta oggetti. L’addio alle monete da uno e due centesimi porterà un risparmio per lo Stato di poco meno di due milioni di euro l’anno.

Ma è tutto da capire come il consumatore potrà essere tutelato, perché l’apparenza è quella di una quisquilia, ma inserita nel contesto del giro d’affari della Grande Distribuzione , indipendente dal marchio di riferimento, assume tutt’altro valore, mentre la possibilità di controllo da parte del cittadino allo stato attuale, appare minima..

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Economia e Finanza

Commercialisti, oltre 13 mila ore di formazione. “Pronti a sfide importanti”

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«La nostra professione sta cambiando ad una velocità che, fino a qualche tempo fa, non era nemmeno ipotizzabile. E sono certo che le nuove normative in arrivo ci vedranno protagonisti in ambiti sempre più qualificati».

Le parole di Claudio Zago, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bolzano, durante l’assemblea generale ordinaria che si è tenuta a NOI Techpark martedì 16 aprile davanti a circa 280 iscritti, fotografano con precisione i confini, fortemente mutevoli, dentro i quali sono chiamati a muoversi i professionisti iscritti all’albo.

Zago, alla prima uscita come guida della conferenza permanente dei presidenti degli Ordini delle Tre Venezie, ha sottolineato l’impegno costante nell’aggiornamento e formazione. «Con Koinè, la cooperativa che abbiamo in coabitazione con i Consulenti del lavoro, abbiamo organizzato 80 incontri, 8 percorsi master, per un totale di 13.285 ore di formazione fruite dai 3.200 partecipanti».

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Ampio anche l’impegno nell’organizzazione e accreditamento di eventi: 31 in totale.

LA PRESENZA SUL TERRITORIO

Durante l’assemblea, che è stata preceduta da un focus formativo sulle nuove regole relative all’antiriciclaggio, è stato approvato il bilancio consuntivo 2018, con i conti in regola. Ed è positivo anche il saldo fra nuove iscrizioni (28) e cancellazioni (15).

In totale gli iscritti ad Odcec Bolzano sono 716. Professionisti che fanno parte di una realtà fortemente radicata sul territorio, come dimostrano le tante partecipazioni a eventi pubblici e i rapporti continui con realtà quali, ad esempio, Agenzia delle Entrate, Tribunale e Università degli Studi di Bolzano.

«Sarebbe importante – ricorda Zago – istituire con l’Agenzia delle Entrate una corsia preferenziale riservata ai nostri iscritti, in particolar modo per la trattazione di pratiche particolarmente complesse e urgenti. Su questo tema stiamo preparando una serie di proposte operative per venire incontro alle esigenze nostre e dell’Agenzia».

Ottima anche la collaborazione con l’Università di Bolzano, con la quale – fra le altre cose – è stato firmato anche un accordo di collaborazione per la laurea magistrale in Accounting e Finanza, con gli aspiranti commercialisti abilitati a svolgere una parte di praticantato in forma di tirocinio professionale durante l’ultimo anno di corso. Continua il dialogo anche con il Tribunale di Bolzano.

«Ci siamo proposti per collaborare; in particolare vorremmo stipulare una convenzione per certificare i rendiconti degli amministratori di sostegno, incarico che già viene affidato a professionisti iscritti all’albo in altri tribunali, con benefici per entrambe le parti coinvolte».

Prima dell’assemblea la formazione, su una delle sfide più attuali per i commercialisti: la nuova normativa in tema di antiriclaggio, al centro anche del discorso del presidente Zago. Autovalutazione del rischio, adeguata verifica della clientela, corretta conservazione di dati e informazioni: queste le nuove tre regole tecniche emanate a fine anno dal legislatore.

La prima, in particolare, prevede che il titolare o i titolari dello studio debbano fare, entro giugno 2019, un’autovalutazione complessiva dello studio stesso, individuando il rischio residuo che emerge da una comparazione di valori sul rischio inerente e quello di vulnerabilità.

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Economia e Finanza

Risanamento dei condomini, l’incentivo non decolla

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Non decolla la ristrutturazione e il risanamento energetico dei condomini, nonostante i contributi della Provincia fino al 70% delle spese e la riduzione dei tempi sull’anticipo della detrazione fiscale”.

Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV.

Abbiamo appurato che le nostre aziende continuano ad ottenere incarichi di risanamento per singoli appartamenti, ma non per interi condomini. Abbiamo verificato con gli amministratori condominiali – prosegue Corrarati – che la pratica è eccessivamente burocratizzata e richiede anche garanzie fideiussorie da parte degli stessi amministratori.

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Con queste condizioni, l’incentivo provinciale non sta sortendo gli effetti sperati. Chiediamo alla Provincia di convocare un tavolo di confronto con gli amministratori di condominio e le associazioni delle imprese per verificare in che modo è possibile migliorare l’iter di una misura, che rimane comunque valida”.

Lo scorso novembre, la giunta provinciale aveva dato un impulso per incentivare il risanamento energetico dei condomini. Sui circa 60.000 edifici che in Alto Adige necessitano di un efficientamento energetico, il fabbisogno maggiore di risanamento interessa proprio i condomini.

Con i contributi fino al 70% e la riduzione dei tempi riferiti alla detrazione fiscale è stato creato un incentivo ad hoc verso il risanamento energetico dei condomini, rendendolo interessante dal punto di vista economico. L’ulteriore efficientamento energetico del patrimonio edilizio costituisce inoltre un obiettivo della strategia della Provincia sul clima da raggiungere entro il 2050.

Dal 1° gennaio 2019 è possibile inoltrare all’Ufficio risparmio energetico dell’Agenzia provinciale per l’ambiente richiesta di contributo per il risanamento energetico dei condomini.

Il contributo può ammontare fino al 70% delle spese ammissibili. Con i lavori l’edificio dovrà passare almeno alla classe energetica CasaClima C (meno di 70 kWh per metro quadro l’anno) o CasaClima R.

Gli incentivi valgono per gli interventi di risanamento energetico eseguiti in condomini con almeno 5 unità immobiliari di proprietà esclusivamente di persone fisiche, pubbliche amministrazioni ed enti senza scopo di lucro che non svolgono attività economica.

L’incentivo è allettante – aggiunge il presidente Corrarati – ma non sta ottenendo gli effetti sperati perché gli amministratori condominiali hanno difficoltà ad ottenerlo. Non è facile mettere d’accordo tutti i residenti di un condominio per procedere con i lavori, ma se si trova l’intesa e l’incentivo risulta irraggiungibile per difficoltà procedurali è un’occasione di lavoro persa per le piccole aziende dell’edilizia e dell’impiantistica, oltre che per il raggiungimento degli obiettivi ambientali della Provincia.

La ristrutturazione dei singoli alloggi, grazie all’anticipo del bonus fiscale istituito dalla Provincia, ha dato negli ultimi anni una spinta decisiva al settore delle costruzioni, fortemente in crisi, fornendo ossigeno soprattutto alle piccole aziende. Vorremmo che un nuovo impulso arrivasse dai condomini. Per ottenere il risultato, probabilmente occorre un tagliando al regolamento dell’incentivo provinciale, da concordare con gli amministratori condominiali e le imprese”.

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