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Politica

Centro scolastico di La Villa: 10 milioni per la scuola ladina voluti da Bessone

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Passo avanti importante per la riorganizzazione del Centro scolastico di La Villa. La Giunta provinciale ha approvato, su proposta dell’Assessore all’edilizia pubblica e al patrimonio Massimo Bessone, il programma triennale 2019/2021 che elenca le opere edili in corso, in appalto o con appalto pianificato entro fine 2021.

Nel programma è elencato anche il finanziamento di 10 milioni, fortemente voluto da Bessone, per la riorganizzazione del Centro scolastico che comprende l’ampliamento della scuola superiore e media, la creazione della scuola di musica e di spazi comuni. È anche previso il risanamento energetico di alcune parti costruttive della scuola Superiore.

Sono molto soddisfatto della programmazione effettuata dai nostri tecnici e della collaborazione che avviamo con il Comune di Badia, nello specifico per realizzare opere scolastiche di interesse reciproco” afferma l’assessore Massimo Bessone sottolineando che “i fondi aggiuntivi assegnati in sede di assestamento di bilancio e dal sottoscritto fortemente voluti per la comunità ladina, sono un segno di fiducia e riconoscimento nel nostro operato“.

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L’assessore per la scuola e cultura ladina Daniel Alfreider sottolinea “l’importanza strategica delle opere scolastiche nelle valli ladine, che non garantiscono solo posti di lavoro e strutture moderne sul posto, ma che sono per i nostri giovani e studenti la fondamenta di sviluppo e di crescita“.

Inoltre sono un valore aggiunto per la qualità di vita della comunitá della Val Badia e un importante aiuto per le famiglie che hanno una struttura scolastica adeguata sul posto, concordano Bessone e Alfreider.

Un investimento strategico è anche la costruzione della scuola di musica, dato che in Val Badia abbiamo con le bande musicali e con i diversi gruppi musicali una tradizione molto importante ed è fondamentale sviluppare con loro delle strutture moderne e adeguate alle esigenze locali“, ha detto Alfreider.

Soddisfatto anche il sindaco di Badia, Iaco Frenademetz, che afferma che la sicurezza economica è molto importante per la progettazione futura.

Con questo passo possiamo adesso entrare nella fase della progettazione e come Comune metteremo anche noi adesso a bilancio l’importo per il cofinanziamento dell’opera“, dice il sindaco.

L’investimento complessivo attualmente ammonta a 15,8 milioni di euro. La Provincia finanzia il progetto con 10 milioni di euro. La Provincia ed il Comune stanno elaborando una convenzione per definire le diverse competenze nella gestione delle fasi progettuali e dei lavori.

Attualmente svolgono le loro attività nel centro scolastico la scuola media “Tita Alton“, la scuola superiore (Istituto Tecnico Commerciale e liceo linguistico) e la scuola di musica della Val Badia.

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Politica

Censura globale all’attacco del sovranismo: il 18 settembre la conferenza di CasaPound a Bolzano

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Dopo la cancellazione da parte di Facebook e Instagram degli account ufficiali di CasaPound, SolidBlocco Studentesco, di centinaia di militanti e dei maggiori rappresentanti del movimento a livello locale, provinciale e nazionale e associazioni correlate, si sente con forza la necessità di tornare a parlare di quella che è stata chiamata la “spinta censoria dell’ideologia globalista“, nel cui mirino sono inevitabilmente finiti i movimenti e i partiti sovranisti.

Una sorta di boicottaggio di massa, così come viene definito dagli esponenti della tartaruga frecciata, che si inserisce perfettamente “in un quadro generale di caccia alle streghe, che negli ultimi tempi vede silenziare tutte le voci non allineate o fuori dal coro del cosiddetto pensiero unico”.

Se ne parlerà in una conferenza-dibattito prevista per mercoledì 18 settembre alle 21 presso lo spazio sociale Rockaforte di via Battisti, 8 a Bolzano.

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Presenti all’evento il consigliere comunale e coordinatore regionale di CasaPound Andrea Bonazza, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Marco Galateo e Lorenzo Molinari di Radio Bolzano.

 

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Politica

Aeroporto, la Provincia cede ufficialmente le quote ai privati: “Rispettato il Referendum”

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Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha firmato oggi (16 settembre) il contratto di cessione della società di gestione dell’aeroporto ABD Airport Spa alla società ABD Holding Srl. L’aeroporto rimarrà sempre uno scalo a dimensione regionale.

Per la società ABD Holding Srl ha sottoscritto il contratto l’amministratore Josef Gostner. Il contratto prevede che ABD Holding Srl acquisisca il 100% delle quote della società di gestione dell’aeroporto al prezzo di base d’asta di 3,8 milioni di euro più il rialzo offerto dall’aggiudicatario.

Con la firma del contratto l’acquirente si impegna alla gestione dell’aeroporto di Bolzano in forza della concessione rilasciata dall’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) e sotto la vigilanza di quest’ultimo.

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L’acquirente deve sostenere tutti i costi necessari alla gestione e rispettare tutte le normative vigenti, anche in materia di inquinamento acustico e di sicurezza, attuando il Masterplan approvato da ENAC nel 2013. I beni aeroportuali continueranno ad appartenere al Demanio aeronautico dello Stato. Dal 2000 la società di gestione dello scalo altoatesino è titolare di una concessione a titolo precario, rinnovata da ENAC ogni anno.

“Con la vendita della totalità delle quote dell’aeroporto mettiamo in pratica quanto chiesto dai cittadini con il referendum e successivamente ratificato dal Consiglio provinciale. In questo modo teniamo fede a quanto avevamo promesso in caso di vittoria del No” ha ribadito il presidente della Provincia Arno Kompatscher.

Sul tema di eventuali ricorsi nei confronti dell’aggiudicazione ad ABD Holding Srl, il presidente ha ribadito il massimo rispetto nei confronti del verdetto dei giudici: “Il passaggio in mano privata della gestione dell’aeroporto porterà all’amministrazione un risparmio economico superiore ai 20 milioni di euro solo nel prossimo quinquennio, che saranno destinate ad altre finalità pubbliche” ha concluso Kompatscher.

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Politica

Addio a parco Stazione, M5S: “Benko e Caramaschi lo chiamano sviluppo della città”

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Con una conferenza tenuta venerdì parco Stazione il M5S di Bolzano ha voluto “rendere omaggio” ai futuri caduti sull’altare di quello che Benko, e  anche il Sindaco Caramaschi e la sua Giunta, definiscono sviluppo.

Non è chiaro se la cittadinanza si sia resa conto di quello di cui verrà privata. Certo è che non è stata sufficientemente informata. 

Hanno affermato i pentastellati: “Cadranno platani, cedri, tigli e sequoie senza distinzione di età o stato di salute: ben 31 alberi solo nel Parco.

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Noi siamo qui per evidenziarlo e documentarlo, prima che ce ne sia tolta la possibilità, con gli abbattimenti e la scomparsa di quello che oggi possiamo ancora vedere.

Abbiamo posto una croce nera su tutti gli alberi che, da progetto approvato, verranno abbattuti (anche se molti di più saranno tagliati fuori dal Parco).

Uno spettacolo orribile da vedere ed ascoltare. Noi del M5S abbiamo fatto di tutto per poterlo evitare e abbiamo sempre osteggiato il progetto in Comune. Siamo stati anche promotori, nel giugno 2014, di un referendum che lasciasse scegliere ai cittadini se privarsi o meno del parco.

La Commissione per il giudizio di ammissibilità (in virtù di un trucco, di un cavillo burocratico che trasformava il Viale in Parco rendendone apparentemente inalterata l’estensione), negò la possibilità di dare voce ai cittadini.

Abbiamo informato per quanto nelle nostre possibilità, ma come contrastare mezzi mediatici tanto potenti come quelli di Benko, complice una Amministrazione Comunale acquiescente!?

Siamo indignati per come l’Amministrazione Comunale passata e quella presente non abbiano saputo difendere il loro e nostro patrimonio verde, il Parco più antico della città”.

E concludono: “Salutiamo gli alberi che per decenni, e alcuni per un secolo, hanno accompagnato la storia della città. A loro possiamo solo rendere onore documentando l’entità dello scempio e chiedendo a gran voce che vengano risparmiati almeno i 4 platani lungo via Garibaldi, che si trovano in un luogo non interessato dalle future costruzioni del Centro commerciale, in un’area acquistata dalla Signa, alberi compresi, ma che potrebbero essere risparmiati dall’abbattimento in un gesto si estremo, ma mai tardivo, ravvedimento“.  

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