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Droghe, allarme rosso in Trentino: +23,5% di pazienti in cura. Ambrosi (FdI): “Un’emergenza che ruba il futuro ai nostri giovani”

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Un aumento del 23,5% di pazienti seguiti dai servizi per le dipendenze dal 2015 al 2023, oltre 3.200 persone in cura solo nell’ultimo anno tra Trentino e Alto Adige, un’impennata di casi tra i minorenni. È un quadro allarmante quello tracciato dalla deputata trentina di Fratelli d’Italia, Alessia Ambrosi, che ha visitato il Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti (L.A.S.S.) dei Carabinieri di Laives, una struttura definita “unica nel suo genere” e “presidio di eccellenza per tutto il Trentino-Alto Adige”.

“Ho avuto modo di toccare con mano il lavoro straordinario di questi ‘carabinieri in camice bianco’”, ha dichiarato Ambrosi. Il laboratorio, guidato da personale specializzato dell’Arma, opera in sinergia con Polizia di Stato e Guardia di Finanza, analizzando campioni sequestrati con tecniche avanzate come la spettrometria di massa e la gascromatografia. Un’attività fondamentale non solo per le indagini, ma anche per lanciare allerte su nuove sostanze psicoattive tramite il Sistema Nazionale di Allerta Precoce.

I numeri parlano chiaro e mettono in evidenza una deriva sociale e culturale che non può più essere ignorata. In Trentino, i pazienti in carico ai SerD per problemi legati alla droga sono passati da 1.335 nel 2015 a 1.648 nel 2023. La fascia d’età più colpita è quella tra i 35 e i 39 anni, ma preoccupa anche l’aumento tra i minorenni: da 39 a 52 casi. A Trento, si contano circa 200 accessi giornalieri ai servizi.

In Alto Adige, secondo i dati del 2022, 1.603 persone sono state seguite dai servizi per le dipendenze (30,1 ogni 1.000 abitanti), con 321 nuovi ingressi. Le sostanze più diffuse sono eroina (38%), cannabinoidi (27,8%) e cocaina (23%).

Anche il quadro nazionale non è incoraggiante. Secondo la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze, nel 2023 si sono registrate 34.679 violazioni per possesso di stupefacenti per uso personale e 27.674 denunce per reati legati alla droga, in crescita del 3% rispetto all’anno precedente. La cannabis domina il mercato illecito con il 47% delle operazioni di polizia, quasi 10.000 sequestri e oltre 156.000 piante confiscate. Il suo valore economico rappresenta il 40% dell’intero mercato della droga, stimato in 16 miliardi di euro.

A livello locale, l’operazione antidroga condotta recentemente in Valsugana ha scoperchiato una rete criminale che ha portato a 11 arresti e oltre 1.200 cessioni di droga accertate, anche a minorenni. Un episodio che, secondo Ambrosi, “conferma la gravità di una situazione che ci impone un cambio di passo deciso”.

“Non esistono droghe leggere o pesanti. Esistono solo droghe, e tutte fanno male. Tutte creano dipendenza. Tutte tolgono libertà e rubano il futuro dei nostri giovani”, ha affermato con decisione la deputata, puntando il dito contro un’ipocrisia culturale che per anni avrebbe banalizzato l’uso di certe sostanze. “È da quelle prime canne ‘tra amici’ che si apre il varco verso la dipendenza vera. Ed è lì che dobbiamo intervenire”, ha aggiunto.

Ambrosi ha poi rivendicato l’azione del governo Meloni, che ha posto un freno anche alla cosiddetta “canapa da fibra”, distinguendo tra usi legali e pericolose derive normative. “È un segnale concreto di legalità e protezione dei giovani”, ha commentato, elogiando il lavoro delle forze dell’ordine e il rafforzamento dei controlli sul territorio.

“La libertà non si conquista fuggendo dalla realtà. La libertà si costruisce scegliendo di vivere, pienamente. Senza droghe”, ha concluso Ambrosi, ribadendo l’importanza di un sistema educativo e sociale che sappia offrire ai giovani verità, esempi forti e sostegno concreto.

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