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Europee: Lega vola e supera il 34%. M5S perde con il Pd. A Bolzano città ha votato il 49,87%

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Grande affluenza ieri in Trentino Alto Adige per le elezioni europee che a livello nazionale hanno visto il trionfo della Lega volata oltre il 34 per cento confermandosi il primo partito in Italia, seguito con un certo scarto dal Partito Democratico fermo a quasi il 23.

Terzo partito il MoVimento 5 Stelle che in una sfida (persa) all’ultimo voto con il Pd scende al 16 per cento. A sorpresa Forza Italia all’8,60, per Fratelli d’Italia c’è un bel 6,40. Débacle totale di +Europa che non raggiunge il quorum e si ferma a poco più del 3 per cento. Stesso destino per La Sinistra all’1,70.

Al 6 per cento le altre liste. Tra i locali, 0,63 per la Svp. Sotto il grafico al 98 per cento delle sezioni scrutinate, dunque i dati fra qualche ora potranno cambiare davvero di poco:

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In regione è andato a votare il 10 per cento in più di elettori rispetto alle scorse elezioni europee del 2014 quando a votare era andato il 34,74 per cento. Mentre in provincia di Bolzano il dato è particolarmente alto, con ben più del 50 per cento di affluenza alle urne (50,19, ovvero il 13 per cento in più rispetto a cinque anni fa), in Trentino questo si attesta come molto positivo con più del 40 per cento (41,52% contro il dato del 33 per cento nel 2014).

A Bolzano città ha votato il 49,87% degli aventi diritto (il 41,65% nel 2014), a Merano il 47,37% (38,39%), a Bressanone il 51,97% (40,70%), a Brunico il 49,80% (37,34%), a Laives il 49,46% (41,83%).

Gli elettori altoatesini sono complessivamente 403.697, di cui 205.106 donne e 198.591 uomini; a Bolzano città sono 79.391, di cui 316 cittadini comunitari iscritti in lista aggiunta.

In Trentino, dove si sono votati anche due nuovi deputati in sostituzione di Maurizio Fugatti e Giulia Zanotelli, alle 19 l’affluenza era al 41,52%, contro il 34,07% del 2014.

Trento città ha votato il 15,84 per cento degli aventi diritto (13,84 nel 2014), Pergine ha registrato invece il 15,52, Riva il 17,19, Rovereto il 17,11% (15,79 cinque anni fa).

E’ del 56% invece il dato definitivo dell’affluenza italiana, un valore minore di almeno due punti rispetto al 2014.

Il vice premier Matteo Salvini ha parlato ieri notte, a caldo, nel corso di una conferenza stampa post elettorale andata in onda in diretta anche su Facebook.

Solo cinque anni fa i giornali parlavano di un Carroccio in via di estinzione e adesso siamo il primo partito a Nord e a Sud. Abbiamo percentuali sopra il 50 per cento in tantissime città. Siamo il primo partito di un grande Paese e vedremo di fare valere in Europa i diritti di un grande Paese.

Quello di Marine Le Pen è primo in Francia e Brexit Party, il partito di Nigel Farage ha vinto in Gran Bretagna. Questo è il segno di un’Europa che cambia, che si è stufata dell’UE serva dei poteri forti, delle élites e della finanza delle multinazionali e quindi da domani il nostro lavoro raddoppia“.

Soddisfatta del risultato elettorale anche Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia si è complimentata con Salvini e ha commentato “I patrioti italiani sbancano il Parlamento europeo. FdI ha il secondo miglior dato per crescita dopo la Lega con più del 50 per cento“.

Un deluso Luigi Di Maio, intorno alle 4 del mattino ha rilasciato la prima dichiarazione ufficiale: “Il MoVimento 5 Stelle, sceso sotto il 19 per cento, ha scontato l’astensione del Sud“.

Conferenza stampa anche per Nicola Zingaretti secondo cui “la scelta della lista unitaria presentata dal Pd si è rivelata vincente soprattutto perché introduce una novità politica. Il bipolarismo è tornato ad essere centrato sulla forza elettorale e sulla presenza del Partito Democratico in Italia. Il governo esce dalla consultazione delle europee ancora più fragile“.

Di diverso parere Salvini che sempre nel corso della conferenza post voto ha commentato: “Questo consenso non verrà usato per regolamenti di conti interni. Il mio avversario era e rimarrà la sinistra che ha governato male in Italia e in Europa. Gli alleati di governo per me sono amici con cui da domani si torna a lavorare serenamente abbassando i toni.

Sarà un periodo economico complicato ma faremo valere in Europa il diritto al lavoro, alla vita, alla sicurezza. Le regole e i vincoli europei vanno cambiati assieme all’austerità, alla precarietà e alla disoccupazione. Contiamo di avere alleati in Francia, Germania, Olanda, Belgio, Gran Bretagna, Svezia e Finlandia per un futuro basato sul lavoro, sui diritti, sulla speranza, sulla Salute“.

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