Alto Adige
Garantire l’assistenza per la non autosufficienza nel lungo termine
La Provincia sostiene tramite diversi interventi il settore dell’assistenza alle persone non autosufficienti. Accanto ai vari servizi di assistenza e di supporto, come l’assistenza domiciliare, i centri diurni, l’accompagnamento abitativo e le residenze per anziani, un pilastro fondamentale è rappresentato dall’assegno di cura, erogato in base alla legge sulla non autosufficienza del 2007.
Sono più di 242 i milioni di euro che nel corso del 2020 sono stati investiti per sostenere le persone non autosufficienti tramite l’assegno di cura. L’importo dell‘ assegno è definito in base al reddito, ma in relazione al livello di assistenza necessaria. L’assegno è rivolto sia alle persone non autosufficienti a causa dell’età, sia alle persone disabili.
“Come noto l’età media della popolazione è in continuo aumento. Nonostante le persone siano tendenzialmente più in forma che in passato a parità di età, è prevedibile che il bisogno di assistenza continuerà ad aumentare anche nel futuro. Siamo quindi chiamati ad avviare misure a medio e lungo termine, in modo che la qualità offerta dai servizi di assistenza possa essere mantenuta anche in futuro”, è convinta l’assessora provinciale Waltraud Deeg. Anche il presidente della Provincia Arno Kompatscher, presente all’incontro, la ritiene una priorità della Giunta provinciale: “Lo sviluppo sostenibile che ci proponiamo per la nostra provincia include anche la garanzia che le persone bisognose di assistenza, indipendentemente dalla loro età, abbiano accesso a servizi di assistenza adeguati e di qualità”.
All’incontro erano presenti i rappresentanti di sindacati, associazioni sociali e imprenditoriali, di Pensplan, della Regione, della Ripartizione Politiche Sociali e dell’Agenzia per lo Sviluppo Economico e Sociale (ASSE). Durante l’incontro, il direttore del dipartimento Luca Critelli ha fornito una panoramica completa sulla tematica della non autosufficienza e la sua probabile evoluzione futura. L’assegno di cura è fortemente orientato al fabbisogno di cura ed è interamente finanziato dal bilancio provinciale, ha spiegato Critelli.
Molti aspetti del nostro assegno di cura sono stati definiti seguendo il modello introdotto dalla Germania negli anni Novanta e ancora in vigore. Il nostro modello si differenzia, però, nel suo finanziamento, poiché in Germania esso funziona tramite i contributi dei datori di lavoro e dei lavoratori. “Il modello attualmente vigente mostra un buon livello di equilibrio. Come in tutta Europa la sfida maggiore è però collegata alla cosiddetta generazione dei baby boomer, che tra qualche anno raggiungeranno l’età in cui aumenta il fabbisogno di cure. Ci aspettiamo quindi che questa evoluzione avrà un impatto significativo sui sistemi previdenziali e di assistenza, al più tardi entro il 2035/40. È necessario iniziare a pensare per tempo a come affrontare questa sfida”, ha sottolineato l’assessora Deeg.
Questo processo di riflessione sarà condotto insieme alle parti sociali e ai gruppi di interesse. L’obiettivo concordato è quello di definire più scenari di possibile sviluppo, che saranno poi esaminati scientificamente per valutare i loro effetti, i loro vantaggi e svantaggi. In tale processo sarà coinvolto anche il Centro di competenza per il lavoro sociale e la politica sociale della Libera Università di Bolzano, istituito nella primavera del 2021.
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