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Harvard ritira la cattedra a Francesca Gino

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Francesca Gino, ricercatrice italiana e docente alla Harvard Business School, è stata ufficialmente rimossa dal suo incarico dopo una lunga e controversa indagine per presunta frode scientifica, lo riportano media nazionali e internazionali.

L’università ha revocato la sua “tenure”, cioè la cattedra a tempo indeterminato, segnando uno dei casi più clamorosi nella storia dell’ateneo americano.

La professoressa italo-americana Francesca Gino – era finita nel 2023 al centro di uno scandalo riguardo a dei presunti dati falsati in uno studio (QUI link articolo) ed a seguire aveva deciso di fare causa ad Harvard per 25 milioni di dollari, accusando la prestigiosa università americana di “campagna diffamatoria”. (QUI link)

La docente originaria di Tione – una vera superstar nel suo campo – era stata accusata di aver utilizzato dei dati falsati.

Al riguardo dello scandalo in cui si è ritrovata coinvolta, in un’intervista alla Stampa, aveva voluto dare la sua versione di quanto potesse essere accaduto: la docente aveva accusato – Harvard e un blog (Data Colada) di aver fondamentalmente complottato contro di lei.

Nell’intervista, Gino si era difesa dalle accuse e aveva rivelato dettagli sull’indagine e sulle nuove policy riguardo al “research misconduct” di Harvard, che lei riteneva ingiuste visto che queste modifiche le avrebbero impedito di difendersi in maniera solida, senza contare alcune incongruenze che avrebbe riscontrato al riguardo.

Tuttavia, un tribunale federale aveva poi respinto il ricorso, sostenendo che la critica rientrava nella libertà di espressione in quanto lei fosse un personaggio pubblico. Il provvedimento dell’università, comunicato in una riunione interna e poi confermato da un portavoce, è senza precedenti per gravità.

Gino, che insegnava ad Harvard dal 2010 ed era diventata una figura di riferimento per gli studi sul comportamento morale, si trova ora al centro di un caso che solleva interrogativi più ampi sulla trasparenza nel mondo accademico. Per il momento, dalla diretta interessata non è arrivato alcun commento sulla decisione finale dell’università.

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