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Il Tempio del Lupo, tornano i pagani in Trentino Alto Adige: “Sempre più persone verso l’antica religione”

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In Trentino Alto Adige tornano i pagani, o meglio, non se ne sono mai andati, ma oggi la loro presenza sul territorio della regione diventa ufficiale. Il ‘Tempio del Lupo‘ realtà esistente già da qualche anno a livello locale, ha infatti depositato il suo statuto nella mattinata del 23 ottobre. La comunità etenista, la prima Trentino Alto Adige, è un’associazione e una realtà riconosciuta ufficialmente dallo Stato.

È con grande felicità e non poca soddisfazione che siamo felici di annunciare che da oggi il Tempio del Lupo opererà come ente riconosciuto – dichiara il portavoce dell’associazione in una nota – . Dopo qualche anno di rodaggio e non poche difficoltà siamo riusciti nell’intento di ufficializzare, qualora ce ne fosse mai stato bisogno, la nostra presenza sul territorio trentino ed altoatesino e più in generale su quello nazionale”.

E sono diverse le iniziative che questa ‘nuova’ realtà ha intenzione di proporre a tutti coloro che saranno interessati ad aderirvi.

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Corsi di formazione nel campo della cultura, dell’artigianato, dell’autosufficenza, della difesa personale sono solo alcune delle attività che i rappresentanti dell’associazione hanno portato avanti negli ultimi 4 anni e che ora sono pronti a condividere anche all’esterno.

Ci teniamo a portare avanti un nuovo corso della fede etena (che significa pagana di tipo germanico n.d.r.) – continua il portavoce – che sia improntata sulla capacità di esprimersi al meglio in questo millennio, evitando alcune vetustà che durante il ‘900 hanno portato taluni, in malafede, ad accostare il paganesimo al male, cosa assolutamente fasulla e denigrante nei confronti di una fede che, nel 2020, è doveroso che venga riconosciuta ed accettata da tutti.

Da diverso tempo ormai proponiamo i nostri eventi e le nostre attività sul territorio con uno sguardo attento alla questione ambientale ed alla salvaguardia delle antiche tradizioni pagane del Trentino Alto Adige”.

Una realtà i cui eventi, organizzati nel rispetto delle norme locali e nazionali – ci tengono a sottolineare – nulla hanno a che fare con la rievocazione.

Non rievocazioni ma un modus di vita che rappresenta un doveroso passo nella direzione dei nostri antenati, dei quali conosciamo davvero poco circa la fede ed il rapporto con il sacro. L’intenzione ferma è quella di riportare a quanti lo desiderino queste antiche credenze così che non vadano perdute per sempre“.

In questi mesi di lavoro molte persone si sono avvicinate a noi incuriosite e desiderose di trovare nel sacro dei loro antenati la via per una vita migliore, noi non possiamo promettere tutto ciò ma possiamo dare, a chi lo desidera, un’alternativa non solo spirituale ma anche etica al cristianesimo, naturalmente sempre nel rispetto della libertà personale e delle istituzioni.

“Ci auguriamo inoltre di avere la possibilità di collaborare prolificamente con altri enti ed associazioni territoriali che perseguono come noi l’obiettivo di salvaguardare le antiche tradizioni locali”, concludono i rappresentanti.

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