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Italia & Estero

In calo la fiducia dei consumatori; il 65% delle tredicesime se ne è andato per saldare spese in sospeso

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L’analisi dell’Istat gela gli ottimismi di un Natale all’insegna del consumismo e la motivazione è che il 65% delle tredicesime è servita per pagare rate, mutui, bollette e tasse; tant’è che il clima generale di fiducia dei consumatori è sceso per il terzo mese consecutivo a 96,3% contro il precedente 96,6%. In negativo anche le opinioni sull’opportunità di risparmiare e quelle sul bilancio famigliare.

Federconsumatori stima che dei 50,9 miliardi di euro incassati per le tredicesime, ben poco resterà nelle tasche degli italiani dopo aver pagato tutto quanto in sospeso.

Per Confcommercio tutto è condizionato dalla preoccupazione per un possibile peggioramento del mercato del lavoro: “Il numero di occupati è ai massimi livelli, ma si restringono le possibilità di ulteriori ampliamenti, sia per ragioni demografiche che per i deficit strutturali sul piano della formazione continua e dell’istruzione”.

A cambiare positivamente il quadro potrebbero essere le ultime settimane dell’anno: le festività valgono 23 miliardi di euro di consumi sul territorio in gran parte concentrati nelle ultime due settimane di dicembre.

Sul fronte dei prezzi per pranzi e cenoni, la Borsa della Spesa di BMTI e Italmercati Reti d’Imprese, consigliano i prodotti stagionali più convenienti d’acquistare. Per il comparto ottofrutticolo al momento prezzi stabili per i prodotti tradizionalmente consumati per le feste.

Al contrario il comparto ittico registra un aumento dei prezzi in corrispondenza dell’aumento della domanda. Nel settore del commercio sarà sciopero il 24 ed il 31 dicembre nelle ultime ore dei turni di lavoro. A proclamarlo Usb per protestare per la sempre maggiore inadeguatezza degli stipendi rispetto al costo della vita.     

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