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Italia & Estero

In esposizione al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna la Lambretta: un mito tutto italiano

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Oggi il termine mobilità viene declinato in mille modi, ma c’è stato un periodo nel quale era solo sinonimo di libertà.

E’ stato quando negli anni cinquanta debuttò la Lambretta: metterla in moto voleva dire non solo libertà di movimento, ma anche lavoro e futuro. Quel mezzo a due ruote che rendeva le distanze più vicine, è diventato simbolo della ripartenza italiana dopo la guerra.

Non fu solo un prodotto industriale, ma divenne un fenomeno sociale e culturale che ha attraversato generazioni. Le prime Lambrette  risalgano al 1947 e furono prodotte nello stabilimento Innocenti di Lambrate su progetto dell’ingegnere aeronautico Pier Luigi Torre.

I modelli furono aggiornati anche nel breve periodo. La costante ricerca tecnologica portò la Innocenti a introdurre, per prima, una serie di novità sui suoi scooter: l’avviamento elettrico nel 1957, il primo freno a disco anteriore nel 1962, la miscelazione olio-benzina separata nel 1968 e l’accensione elettronica nel 1970.

La Lambretta entrò nell’immaginario collettivo fino a diventare un’icona popolare, presente nel cinema, nella musica e nella televisione; è lo scooter ufficiale delle Olimpiadi di Roma del 1960, ha avuto celebri testimonial come Jayne Mansfield, Totò e Macario, Adriano Celentano e Giorgio Gaber, il Quartetto Cetra e Raffaella Carrà.

Rivoluzionò anche i costumi degli italiani se pensiamo a quanto poteva essere osé in un’epoca nella quale uomini e donne si davano ancora del lei e si parlavano a distanza, lo sfiorarsi dei corpi seduti a distanza ravvicinata.

Questo spaccato dell’Italia che vive nei film in bianco nero dell’epoca rivivrà fino al 12 luglio, con l’esposizione al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna in via della Beverara, supportata dal locale Lambretta Club la cui Squadra Corse negli anni Sessanta fu spesso vincente in tutte le specialità.  Spazio anche a storie di sport, passione e straordinarie imprese.

Si ricorderanno figure storiche come quella di Cesarino Bartolini premiato come “Maestro di scooter” per i successi ottenuti sul leggendario circuito dell’Isola di Man, ma anche protagonista delle competizioni internazionali e Ignazio Di Piazza che a bordo di una Lambretta affrontò il Raid del Sahara nel 1976.

Tra le imprese leggendarie quella di Cesare Battaglini che fece il giro del mondo e Giancarlo Nanni con i suoi viaggi a Capo Nord. Guglielmo Guidi, velocista dai numerosissimi successi e Ernesto Malaguti, abilissimo meccanico che accorciò il telaio di una Lambretta C per renderla imbattibile nelle gimcane.

Cuore dell’esposizione sono otto modelli storici: dalla rarissima 125 carenata da Record della quale se ne conoscono solo due esemplari al mondo, alla potente 200 DL considerata tra le più veloci della sua categoria.

A fianco degli scooter, cimeli, fotografie e oggetti d’epoca che fanno rivivere il sogno di libertà e velocità dell’Italia del dopo guerra. La mostra è aperta il giovedì ed il venerdì dalle 9 alle 13. Sabato e domenica dalle 10 alle 18.30.

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