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Alto Adige

Incendio boschivo a Plan de Corones: sul posto in 70 tra vigili del fuoco e forestali

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Foto: Vigili del fuoco Riscone

I vigili del fuoco di Brunico e Santo Stefano assieme agli uomini del corpo forestale, in tutto 70 elementi, sono intervenuti questa mattina (15 giugno) per lo spegnimento di un incendio boschivo a Plan de Corones.

Oltre alle squadre organizzate, a domare le fiamme sorvolando l’area interessata dal rogo ci ha pensato l’elicottero di soccorso, che per ben dieci volte si è rifornito d’acqua al lago di Valdaora.

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Alto Adige

Maltempo, raccolta la metà degli alberi schiantati in Alto Adige

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1,5 milioni di metri cubi di legname schiantato su 5.918 ettari di territorio, pari all’1,7% della superfice boschiva totale dell’Alto Adige. Questo il bilancio aggiornato dei danni provocati dalla tempesta Vaia che, nella notte tra il 29 e il 30 ottobre, ha colpito la Provincia di Bolzano con raffiche di vento che hanno raggiunto anche i 130 km/h.

La Ripartizione foreste ha pubblicato un Report aggiornato con 68 pagine che sviscerano nei dettagli i danni causati dal maltempo.

Sgomberati 800.000 metri cubi

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I 2.100 proprietari dei boschi, distribuiti sugli 86 comuni colpiti dalla tempesta, hanno già provveduto a raccogliere e sgomberare ben 800.000 metri cubi di legname, pari a oltre la metà del totale. Ciò anche grazie alle 463 teleferiche temporanee realizzate sul territorio, 300 delle quali nel frattempo sono state smontate.

La più lunga, in Val d’Ultimo, misurava 1.000 metri, mentre la lunghezza media è di 385 metri. Per svolgere i lavori in massima sicurezza, la scuola forestale Latemar ha tenuto tra gennaio e maggio 20 corsi di formazione ai quali hanno partecipato 112 persone.

Tutta la “catena” coinvolta nelle operazioni sta lavorando in maniera egregia – commenta il direttore della Ripartizione foreste, Mario Brolldimostrando che uniti siamo più forti.

Abbiamo cercato di studiare ciò che è stato fatto in casi simili nel resto della Mitteleuropa, mantenendo però sempre alta l’attenzione sulla realtà locale e sulla sicurezza di chi opera sul campo. La metà del lavoro è stato portato a termine, ora ci attende una seconda metà dell’opera se possibile ancora più complicata”.

Danni per i boschi dell’Alto Adige

I due terzi degli alberi schiantati sono concentrati nelle stazioni forestali di Nova Ponente, Nova Levante, Fontanefredde e San Vigilio di Marebbe: mediamente i danni totali (1,5 milioni di metri cubi) equivalgono a 2 anni di “ripresa” (massa legnosa prelevabile annualmente dal bosco nell’ambito di una gestione sostenibile) per i boschi dell’Alto Adige, ma in alcune zone, come ad esempio quella del Latemar, questa quota arriva addirittura a 16 anni di ripresa. Tra le misure già avviate in questi mesi, il Report cita i 3,5 milioni di euro messi a disposizione per il ripristino delle strade forestali (124 progetti in 70 comuni) e i 7,4 milioni di euro per i 158 progetti di risanamento del bosco suddivisi in 41 comuni e 8 Ispettorati forestali.

Un milione di nuovi alberi

I vivai forestali, dal canto loro, in primavera hanno distribuito sui terreni ben 9,5 kg. di semi di abete rosso e 17,5 kg. di semi di larice. Rispetto alla produzione normale di nuovi alberi, la Ripartizione foreste stima che siano necessari altre 150.000-200.000 piante, tanto che per il periodo 2020-2025 è prevista la posa di 1.017.800 alberi.

Monitoraggio del bostrico

Prosegue, infine, il monitoraggio del bostrico, un parassita molto pericoloso che colpisce alberi malati, morti o abbattuti, i cui aghi diventano prima giallognoli e poi rossiccio-marroncini, per cadere quindi nel giro di alcune settimane.

La Ripartizione Foreste, grazie al supporto scientifico dell’Istituto di entomologia dell’Università di Padova, ha deciso di infittire il rilevamento mirato di questo insetto grazie ad una rete di 100 trappole con ferormoni che vengono svuotate a intervalli di tempo regolari.

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Alto Adige

Imprese distributrici di energia, stop ai contributi dal 2020

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La Giunta provinciale il 16 luglio ha approvato la modifica dei criteri per la concessione di contributi a favore delle imprese distributrici di energia per allacciamenti alla rete elettrica in Alto Adige.

I parametri aggiornati andranno a disciplinare i nuovi allacciamenti di malghe e rifugi, laddove non sia possibile una forma di approvigionamento di energia elettrica più economica e rispettosa dell’ambiente, e riguarderanno, inoltre, il ripristino degli allacciamenti alla rete a seguito di calamità naturali.

Si tratta di un’azione importante – afferma l’assessore Giuliano Vettorato al fine di garantire aiuti in caso di eventi naturali e a preservare un elevato standard di vita alle popolazioni delle zone rurali della nostra provincia“.

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Stop ai contributi dal 2020

La delibera prevede di sospendere i contributi a favore delle imprese distributrici di energia elettrica a partire dal 1° gennaio 2020. Faranno eccezione, come detto, solamente gli interventi per nuovi allacciamenti di malghe e rifugi e per il ripristino degli allacciamenti in seguito a calamità naturali.

Tolto il riferimento al regolamento “deminimis” in quanto Provincia e Commissione europea hanno chiarito che le imprese distributrici di energia elettrica operano in monopolio legale e pertanto non rientrano nel regime degli aiuti di Stato.

Contributi per malghe, rifugi e in caso di calamità

Le imprese distributrici di energia elettrica che operano in provincia di Bolzano possono ricevere il seguente tipo di contributi: per i nuovi allacciamenti di malghe e rifugi è previsto un sostegno pari al 65% dei costi ammessi, che diventa del 50% per il ripristino di allacciamenti in seguito a calamità naturali.

Le domande di contributo vanno presentate tra il 1 gennaio e il 30 giugno dell’anno di avvio dei lavori e inviate tramite posta certificata (PEC) all’indirizzo energie.energia@pec.prov.bz.it

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Val Venosta

Cade con la mountain bike in val Venosta: grave 69enne olandese

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Un ciclista olandese di 69 anni ha subito gravi ferite in una caduta accidentale avvenuta ieri (17 luglio) in val Venosta, tra San Valentino e Burgusio.

L’uomo avrebbe subito serie lesioni al volto, ai gomiti e al petto. Dopo le prime cure prestate dai sanitari della Croce Bianca è stato trasportato all’ospedale di Merano.

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