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Intelligenza artificiale in campo: così la tecnologia assiste gli arbitri

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Dal fuorigioco semiautomatico al VAR intelligente: ecco come l’IA sta cambiando il modo di dirigere una partita

Nel calcio moderno, l’arbitro non è più solo. Accanto a lui, invisibile ma fondamentale, c’è un alleato silenzioso: l’intelligenza artificiale. Sempre più sofisticata, sempre più veloce, sempre più presente. Negli ultimi anni, la tecnologia ha trasformato il modo di arbitrare, offrendo strumenti che migliorano la precisione e riducono il margine d’errore. Ma in concreto, quali sono i sistemi di IA oggi al servizio dei direttori di gara?

Fuorigioco semiautomatico: precisione millimetrica

Introdotto ufficialmente ai Mondiali di Qatar 2022, il fuorigioco semiautomatico ha subito fatto parlare di sé. Un esempio? Nel match inaugurale tra Qatar ed Ecuador, l’annullamento del primo gol degli ospiti ha suscitato polemiche, ma è stato corretto: il sistema ha individuato il fuorigioco grazie al tracciamento istantaneo delle posizioni dei giocatori. Il tutto in meno di 25 secondi.

La tecnologia utilizza 12 telecamere installate sul tetto dello stadio e un sensore nella palla ufficiale Adidas Al Rihla, che invia dati 500 volte al secondo. L’algoritmo elabora queste informazioni e genera un’animazione 3D per confermare la decisione al VAR e all’arbitro.

Il VAR diventa intelligente

Oggi il VAR è supportato da sistemi di IA che analizzano le immagini in tempo reale. Ad esempio, nella Premier League inglese, le piattaforme sviluppate da Hawk-Eye utilizzano software avanzati per isolare le azioni da rivedere. Nel 2023, durante il match tra Arsenal e Manchester United, il rigore assegnato ai Gunners è stato confermato grazie a un’analisi frame-by-frame del contatto, generata automaticamente dal sistema.

In Serie A, il Centro VAR di Lissone è all’avanguardia: software di analisi video semplificano l’individuazione di falli e condotte violente, aiutando a filtrare i momenti da esaminare.

In Spagna, poi, la Liga sta testando un sistema IA in grado di identificare simulazioni attraverso l’analisi biomeccanica dei movimenti dei giocatori. Il caso più noto è avvenuto nella stagione 2022-2023, quando, grazie a una segnalazione algoritmica, il VAR ha rivisto un rigore concesso al Siviglia per un contatto che — in base all’analisi del movimento — non era coerente con una caduta naturale. Un sistema del genere è stato capace anche di impattare sui risultati di calcio scommesse su Jackmillion.eu.

Formazione ad alta tecnologia

Anche la UEFA ha adottato simulatori basati su IA per la formazione arbitrale. Gli arbitri di Champions League si allenano su piattaforme che ricreano scenari realistici, come risse in area o fuorigioco al limite, chiedendo una decisione immediata. Ogni risposta viene poi valutata in base a un database di situazioni simili verificatesi nei grandi tornei europei.

Un esempio pratico: durante il raduno pre-Europei 2024, gli arbitri hanno affrontato centinaia di clip generate da IA in cui dovevano decidere in meno di 3 secondi se assegnare o meno un rigore.

Prevenzione degli errori sistemici

Nel 2022, la Bundesliga ha avviato uno studio interno utilizzando IA per analizzare tutti gli episodi VAR della stagione precedente. Il risultato? È emersa una tendenza a valutare diversamente gli stessi falli a seconda della zona di campo. Grazie a questi dati, sono stati aggiornati i protocolli per una maggiore coerenza decisionale tra le squadre arbitrarie.

Nonostante l’avanzata dell’intelligenza artificiale, la figura dell’arbitro resta centrale. La macchina suggerisce, ma non decide. L’ultima parola spetta sempre all’essere umano. La direzione è chiara: un calcio più giusto, più trasparente, con meno polemiche e più certezze. E se i tempi del “rigore che non c’era” non sono ancora del tutto alle spalle, ci stiamo andando molto vicini.

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