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Bolzano

Italiani e previdenza integrativa: un potenziale ancora da valorizzare

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Come emerso dalla ricerca “Gli italiani e la previdenza integrativa”, condotta da Eumetra-Research e commissionata da Anima Sgr, gli italiani mostrano ancora qualche esitazione per quanto riguarda la previdenza integrativa. C’è però un dato positivo: il 61% degli intervistati è consapevole dell’importanza del tema, anche se non si è ancora attivato concretamente. Un altro 31% invece non ha ancora pensato a qualche forma di pensione integrativa. Queste percentuali dimostrano quindi che c’è ancora ampio margine di crescita, soprattutto se si lavora maggiormente sull’informazione.

Eppure la previdenza complementare rappresenta oggi una grande opportunità soprattutto per i giovani, considerando che hanno a disposizione strumenti moderni e personalizzabili per costruire un’integrazione pensionistica stabile.

La previdenza integrativa infatti, oltre a garantire una vecchiaia più serena e al riparo da qualsiasi tipo di imprevisto, offre molti altri benefici come la fiscalità vantaggiosa, la possibilità di scegliere tra capitale e rendita e strumenti più flessibili grazie alle nuove norme. Oggi esistono molte soluzioni per costruire il proprio futuro economico, scegliendo vari modelli di pensione integrativa, come quelli proposti da Onlinesim, dove individuare il fondo pensione più adeguato secondo le proprie necessità e i propri obiettivi.

Nell’indagine sono stati intervistati 1.022 italiani adulti in possesso di un conto corrente bancario. Le risposte, rivelate a cavallo tra il 23 gennaio e il 3 febbraio 2026, arrivano in un periodo cruciale per la previdenza integrativa. Infatti la legge di Stabilità ha introdotto novità molto importanti per i fondi pensione, finalizzate soprattutto a incentivare gli italiani a optare per la rendita alla fine del periodo lavorativo.

Il 38% degli intervistati ha risposto che, al momento della pensione, preferirebbe il capitale. Il 21% invece ha scelto una soluzione ibrida: metà capitale e metà rendita. Un altro 25% ha preferito puntare completamente sulla rendita, o quasi, mentre i rimanenti non hanno saputo fornire una risposta.

Altro aspetto per certi versi critico è il Tfr, che aiuta a finanziare la propria posizione in un fondo pensione. Il 20% ha risposto di averlo lasciato in azienda, il 17% di averlo destinato per l’appunto a un fondo pensione e il 13% ha preferito incassare. Un altro 37% ha invece risposto di non aver un Tfr, perché non lavora o perché il suo tipo di lavoro non lo prevede. Per sapere come sfruttare al meglio il proprio Tfr, e prendere una scelta più consapevole, la cosa migliore è informarsi e conoscere bene i vantaggi e il funzionamento dei fondi pensione.

Le domande sui  fondi pensione portano  risposte diverse a seconda della tipologia degli intervistati. I bancarizzati opterebbero per un fondo pensione per i costi più bassi (37%). Gli investitori invece sarebbero più orientati a scegliere un fondo pensione per i maggiori vantaggi fiscali (34%).

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