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La Corte Costituzionale boccia il referendum sull’Autonomia

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La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sull’Autonomia differenziata, bocciando il quesito sulla cosiddetta “legge Calderoli”.

La Consulta ha motivato la scelta evidenziando l’imprecisione del quesito, che avrebbe impedito una decisione consapevole degli elettori, e ha sottolineato che eventuali modifiche devono avvenire attraverso una revisione costituzionale.

La Corte ha sottolineato che il quesito avrebbe modificato la funzione stessa del referendum, trasformandolo in un giudizio sull’autonomia differenziata e, di fatto, sull’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, materia che richiede una revisione costituzionale.

Lo scorso mese, la Consulta aveva già segnalato la necessità di correzioni in sette aspetti della legge, tra cui i Livelli essenziali di prestazione (Lep) e le aliquote sui tributi, per garantirne la compatibilità costituzionale. I dettagli della sentenza verranno depositati nei prossimi giorni.

Nel mentre, invece, sono stai ammessi cinque referendum abrogativi: uno sulla cittadinanza per gli extracomunitari, proposto da +Europa, e quattro promossi dalla Cgil su temi legati al lavoro, come il Jobs Act e i contratti a termine.

 

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