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Le Pen: “Contro di me una bomba nucleare”. Annunciato ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani

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Marine Le Pen, leader del Rassemblement National (RN), in un’intervista esclusiva a Le Parisien, ha annunciato ricorsi al Consiglio Costituzionale francese e alla Corte Europea dei Diritti Umani per contestare la sua ineleggibilità per cinque anni, decisa dai giudici nel processo sulla frode da 2,9 milioni di euro legata ai fondi per gli assistenti del suo partito al Parlamento europeo. (QUI link)

Le Pen ha definito la sentenza una “ingerenza dei magistrati nell’elezione presidenziale” e ha accusato il sistema politico di volerle impedire la corsa all’Eliseo nel 2027.

Nonostante la condanna, la Corte d’Appello di Parigi ha evocato la possibilità di un secondo grado di giudizio, con sentenza attesa per l’estate 2026, lasciando uno spiraglio alla sua candidatura.

Il RN ha organizzato una manifestazione a sostegno della sua leader, mentre il suo successore designato, Jordan Bardella, è emerso come il candidato più forte in vista del 2027, secondo un sondaggio che lo vede in testa con il 35-36% delle preferenze.

Nel frattempo, la giudice che ha emesso la condanna, Bénédicte de Perthuis, è stata posta sotto scorta dopo aver ricevuto minacce.

Il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, ha condannato fermamente gli attacchi ai magistrati, ribadendo che la sentenza è stata emessa in conformità con la legge.

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