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Bolzano

Madre e padre sui documenti? Galateo in consiglio: “E’ diritto naturale del bambino”

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Ieri in Consiglio Comunale si è discussa la questione della dicitura “madre e padre” sulla carta d’identità. Così il consigliere comunale Marco Galateo di Fratelli d’Italia in un accorato intervento, è intervenuto nella questione.

A quanto pare anche a Bolzano le denominazioni “madre” e “padre” fanno rumore, creano scandalo. Non voglio scadere in propaganda elettorale, come invece fanno i sostenitori della teoria gender. Voglio essere cortese ed educato, come il mio cognome mi impone e salutare le mie colleghe consigliere e i miei colleghi consiglieri, ma siccome non voglio discriminare nessuno, saluto anche tutti gli altri 56 generi di identità che sono stati definiti dalla comunità LGBTQ+.

Saluto quindi i miei colleghi consiglieri androgini, nella versione maschile e femminile, sia chiaro, che a volte anche loro si confondono e si etichettano; saluto i miei colleghi consiglieri bi-gender, i colleghi consiglieri cis-gender, cis-female, cis-male, i colleghi female-to-male, i gender fluid, i colleghi gender-non-conforming, questi li riconosciamo, i gender-questioning, che sono quelli che ancora non hanno deciso quale sia la loro identità, saluto i colleghi consiglieri genderqueer, intersex, male-to-female, saluto i neutrois, i non-binari, gli Other, i pangender, trans, transfemale e transmale. I colleghi consiglieri “brighter”, nessuno.

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Sono quei consiglieri che li vedi andare in giro e non scelgono niente, che sono diversi da quelli che dicono una cosa e ne votano un’altra. Mi fermo qui perché se no non basterebbe il tempo a disposizione.

Questo per dirvi che le fazioni politiche che ci impongono il rispetto dell’identità di genere, sono le stesse che ci fanno la solfa femminista su quote rosa e quote di genere. Beh fatela voi la Commissione Pari Opportunità con 56 generi. Poi venite a presentarcela e vedremo poi di che cosa dobbiamo esattamente parlare.

Non è solo la questione della carta d’identità, questa sera stiamo parlando di qualcosa di più profondo, e cioè del diritto naturale di un bambino a nascere e crescere con il proprio papà e con la propria madre, biologici o adottivi che siano. Non è la Chiesa che ci dice questo, ma è la natura delle cose e il diritto romano da prima che nascesse Gesù Cristo. Quindi finiamola di dire che è una influenza del Vaticano.

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La dizione “padre e madre” chiede solo di rispettare il diritto del bambino affinché questo venga riconosciuto. A Bolzano la situazione è confusa, perché abbiamo le carte d’identità con la sigla PD (qua forse qualcuno ha esagerato) o MD, che sembrano sigle di un supermercato e invece moduli di associazioni collegate con i servizi comunali per l’infanzia che riportano genitore 1 e 2. Evidentemente ci vergogniamo di scrivere madre e padre.

Ho sentito dire prima che ‘torniamo al Medioevo’, però quando una Chiesa medioevale brucia fa scalpore e intasiamo i social con frasi di dispiacere. Allora il Medioevo non è così negativo. “Discriminazione dei gay…”, anche questo ci è stato detto. Noi chiediamo semplicemente di rispettare la biologia.

Lasciamo la dicitura “madre e padre” perché altrimenti non capiamo con chi sta andando in giro questo minore, è nel suo interesse se viene fatto questo. Sento dire ‘vengono discriminati i gay perché così non possono adottare, genitore 1 o genitore 2 possono essere anche il nonno o la nonna’, eh no dico io, perché nell’identità di una persona, nonno e nonna hanno un significato preciso. Viviamo in un momento, lo avete letto anche voi, in cui la nonna ha partorito la nipote (da cui verrà chiamata mamma), grazie al patrimonio genetico della zia (che questa bambina non saprà come chiamare), per essere adottata dal figlio del nipote dello zio. Rendiamoci conto del casino quando dovranno essere portate avanti determinate tradizioni culturali e della confusione che sentirà questa bambina quando crescerà.

Mettiamoci nei loro panni. Quando dite “genitore 1 e genitore 2” possono essere coloro che se ne occupano al posto dei genitori biologici, sbagliate, perché nei documenti ufficiali sta indicato ‘padre, madre o di chi ne fa le veci’. Ho sentito anche dire ‘ma c’è affetto, c’è amore, talvolta anche di più delle famiglie dove ci sono un padre e una madre’, ma scusate, questa non è una discriminazione al contrario?

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Il diritto non va a regolamentare gli affetti, l’amore o i sentimenti, il diritto è una convenzione di regole che vanno a garantire i soggetti più deboli (in questo caso i minori), che hanno il sacrosanto, naturale e biologico diritto di vedere riconosciuta la propria capacità di identificare sé stessi e le propie radici.

E infatti c’è tutta una fetta politica di sinistra ma non solo, che mira a cancellare le identità, nazionali, culturali, personali. Abbiamo visto sindacati, senza capirne il perché, manifestare contro il Congresso Mondiale delle Famiglie (al quale io ho partecipato) in cui si chiedeva semplicemente un maggior sostegno a chi fa figli. In questa battaglia non possiamo stare zitti, e ci alzeremo tutte le volte in cui verrà tentato di negare i diritti delle persone e dei bambini, perché senza le nostre radici e la nostra identità, la nostra civiltà è destinata a scomparire.

Vorrei tanto sapere come la pensano i colleghi dell’SvP, che governano Comune, Provincia e si candidano a governare ancora in Europa, non si può essere ignavi su questo punto, una posizione bisogna prenderla. Tutti hanno il diritto di poter dire chiaramente la loro, ma una posizione deve essere presa su questo. Stavolta parliamo di un concetto molto concreto, non ideologico.

‘Padre e madre’ sulle carte d’identità, vi sta bene oppure no?“.

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