Merano
Merano nel Grand Tour delle Capitali Italiane della Cultura 2020
Merano, fra le dieci finaliste per la candidatura a Capitale italiana della cultura 2020, ha aderito alla piattaforma comune creata per costruire sinergie e collaborazioni con altre città italiane.
“Merano tra le dieci città finaliste per la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2020: a partire da questo lusinghiero risultato ottenuto nel corso del 2017 è nato un percorso interno all’amministrazione e di rete nazionale che sta trovando in questo periodo una delle sue tappe fondamentali e anche prospettive interessanti di sviluppo”, ha spiegato il vicesindaco Andrea Rossi.
Sono fondamentalmente tre i percorsi che sono scaturiti da quella candidatura: il primo di questi è tutto interno al percorso amministrativo di questa giunta.
Il dossier allora presentato, frutto dell’apporto volontario di moltissime personalità della cultura meranese, è diventato un vero e proprio piano strategico per la cultura.
E così, come già immaginato allora, molti sono i progetti che, attraverso diversi assessorati, stanno comunque procedendo nel loro percorso di realizzazione.
Dieci, nello specifico e tra gli altri: un progetto di comunicazione condivisa e complessiva dei maggiori festival musicali della città; il percorso di rinnovo nel design di parte dell’arredo urbano; tutte le iniziative attivate e avviate, sia per i contenuti che per le infrastrutture, sul tema della smart city; gli investimenti dedicati da una parte a dare una casa all’archivio del libro d’artista per bambini OPLA e dall’altra alla realizzazione di un efficiente bike point cittadino.
“Sono due invece gli sviluppi esterni che stanno parallelamente procedendo anche grazie all’apporto e all’adesione della nostra città”, ha proseguito Rossi. “Il primo di questi riguarda la proposta di un emendamento da inserire nella nuova legge di bilancio in esame prossimamente nel parlamento nazionale: unitamente alle altre nove città finaliste, attraverso l’emendamento si chiede di stanziare ulteriori fondi perché si possano finanziare comunque per il 2020 alcuni dei progetti presentati dalle città selezionate e ancorché non vincitrici”.
“Il secondo infine nasce dalla consapevolezza delle città finaliste di non voler perdere quelle spinte ideali, quelle riflessioni e quella mobilitazione sociale e imprenditoriale che stava dietro a ognuno dei dossier presentati. Da questa consapevolezza è nata una rete, chiamata Grand Tour delle Capitali Italiane della Cultura 2020. Una rete, costruita già in tre incontri nazionali a Casale Monferrato, Macerata e Nuoro, che prevede la sottoscrizione di un protocollo d’intesa e la costituzione di un tavolo di coordinamento tra le dieci città. Una piattaforma comune per creare un percorso condiviso di sviluppo culturale, per costruire sinergie e collaborazioni a partire dalle specificità dei singoli territori, per promuovere itinerari naturalistici, culturali, artistici, eno-gastronomici e delle imprese mirati al turismo, per attivare sinergie e scambi culturali”.
Nel corso del 2019, probabilmente in concomitanza con gli eventi della primavera meranese, la nostra città ospiterà una nuova tappa della costruzione di questo percorso condiviso.
“Un percorso all’interno del quale Merano è presente con la sua unicità e specificità di territorio pluriculturale e plurilingue”, ha concluso Rossi.
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