Economia e Finanza
Mobilità a Bolzano, gli artigiani chiedono soluzioni
Gli artigiani e le piccole imprese chiedono al Comune di Bolzano interventi a breve, medio e lungo termine per la mobilità affinché si possa “Muovere l’economia, muovendosi in economia”, ovvero senza perdere tempo e denaro per lavorare in serenità.
È quanto emerge dal sondaggio condotto da CNA-SHV tra gli associati da inizio giugno a inizio luglio, subito dopo che il Comune ha illustrato il Piano Urbano della mobilità sostenibile (Pums).
Dalle risposte degli imprenditori emerge che il 55% è favorevole al Pums e agli obiettivi di diminuire il traffico veicolare, migliorare i mezzi pubblici e ridurre l’inquinamento. Il 23% manifesta, però, necessità di approfondire la conoscenza del documento e l’8% ha molte perplessità.
Per quanto concerne l’introduzione del ticket per i pendolari e i turisti, il 51% è favorevole, il 20% contrario, il 14% perplesso il 12% vorrebbe avere più dettagli. In totale, il 46% non è favorevole a questa misura.
Incide, in questo quesito, il voto di artigiani e imprese che hanno sede o abitano fuori città. Su quale sia il mezzo di trasporto ad alta capacità e poco inquinante da realizzare sull’asse centro-Ponte Adige, ma anche sulle altre direttrici principali, le risposte sono molto diversificate: il 39% privilegia il metrobus elettrico, il 21% propone le cabinovie urbane, il 14% ciascuno per il tram e il Minimetro su rotaia, l’8% vorrebbe più linee di tram.
Un anno fa, un analogo sondaggio aveva rivelato che l’87% dei mezzi aziendali era compreso nella gamma tra Euro 2 e Euro 5, destinati al blocco da gennaio 2020 al 2023. L’avvicinarsi del divieto ha convinto le imprese a investire.
Adesso il 45% ha veicoli tra Euro 2 ed Euro 5, a rischio di blocco, mentre gli Euro 6 sono saliti al 24% e i veicoli elettrici o ibridi al 15%.
Infine la riapertura solo ai veicoli aziendali, in determinate fasce orarie, di viale Trento (per il quale il Comune sta mettendo a punto una sperimentazione che dovrebbe partire a settembre) e di ponte Resia in direzione via Resia. Il 62% è favorevole, il 15% è contrario, il 15% è perplesso e il 7% vorrebbe prima conoscere il piano dettagliato.
Secondo Corrarati “In periodi di emergenza sono necessarie soluzioni di emergenza. Tra cantieri pubblici e privati, in programma o già avviati, ci saranno molti disagi.
Da qui la richiesta di aprire in determinati orari le vie inutilizzate come viale Trento e Ponte Resia in direzione via Resia, puntando su strumenti innovativi che utilizzino le telecamere non solo per la sicurezza ma anche per il monitoraggio del traffico, indirizzando i flussi veicolari verso percorsi liberi attraverso sistemi semaforici e segnaletici smart.
Un esempio in tal senso è l’App sviluppata dal Comune su proposta di CNA per verificare le aree di sosta di carico e scarico libere per i veicoli aziendali”.
Il segretario Schwienbacher ha sottolineato come “artigiani e Pmi stiano già dando un contributo in termini di investimento, cambiando gradualmente i veicoli Diesel più vecchi con mezzi Euro 6 o addirittura elettrici o ibridi.
Ma non si può pensare di lasciare nei guai quel 45% che non ha cambiato i veicoli e probabilmente non ha le risorse per farlo. Rilanciamo la proposta di una rottamazione green utilizzando incentivi provinciali e comunali, finanziabili in parte con gli utili di A22, principale fonte di inquinamento della città”.
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