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‘Ndrangheta: 25 fermi, arrestata anche una suora

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Tra i 25 arrestati nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura di Brescia su un presunto gruppo criminale legato alla ‘ndrangheta figura anche suor Anna Donelli. La suora era stata premiata a febbraio a Milano, con una menzione speciale al «Panettone d’Oro», il premio alla virtù civica.

Il premio rende omaggio a cittadini e associazioni di Milano e provincia che, promuovendo progetti culturali, d’inclusione o di lotta alla povertà, sono diventati punti di riferimento per la comunità ed è promosso dal Coordinamento in collaborazione con Comieco e con Assoedilizia, Amici di Milano, Associazione Sao, Csv Milano City Angels e Legambiente.

La religiosa (nella foto) è accusata di aver svolto un ruolo cruciale per il sodalizio, garantendo, secondo l’accusa, il collegamento con i membri del gruppo detenuti in carcere.

Oltre alla suora, tra i coinvolti emergono nomi di rilievo nel panorama politico locale. Giovanni Acri, ex consigliere comunale di Brescia appartenente a Fratelli d’Italia, e Mauro Galeazzi, ex rappresentante della Lega nel Comune di Castel Mella, figurano tra gli arrestati e si trovano attualmente agli arresti domiciliari. Galeazzi, in passato già arrestato per tangenti, era stato poi scarcerato e assolto.

Le accuse mosse agli indagati spaziano da estorsioni, traffico di armi e droga, ricettazione e usura a reati tributari e riciclaggio.

L’inchiesta ha portato all’emissione di due ordinanze di custodia cautelare, con l’obiettivo di smantellare un’organizzazione criminale che, secondo gli investigatori, operava per conto della cosca calabrese Tripodi.

Gli indagati avrebbero agito per ottenere vantaggi patrimoniali illeciti, rafforzando al contempo la capacità operativa e la reputazione del gruppo.

Particolare attenzione è stata rivolta alle connessioni tra politica e criminalità organizzata. Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia hanno rivelato che Stefano Terzo Tripodi, esponente della cosca, si sarebbe rivolto a Galeazzi proponendogli un accordo: procurare voti in occasione delle elezioni comunali di Castel Mella, nell’ottobre 2021, in cambio di appalti pubblici.

L’inchiesta mette in luce un complesso intreccio tra criminalità organizzata, politica e figure insospettabili, delineando uno scenario inquietante di infiltrazioni mafiose nel tessuto sociale e istituzionale della provincia di Brescia.

 

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