Regione TAA
Pensplan Centrum crescita positiva senza paura per il futuro calo demografico
Ottima crescita della previdenza complementare della regione Trentino Alto Adige con un +8,8% nel 2025. Donne e giovani con gap educativi e economici sono i temi progettuali.
Investire oggi in previdenza complementare è un buon affare: si riducono i rischi legati agli investimenti, si costruisce un proprio futuro pensionistico indipendente quale alternativa al tradizionale risparmio. Poi ci sono anche i godono vantaggi fiscali.
E ci si prepara alla vecchiaia. Sicuramente spesso in famiglie unipersonali che sono già oggi circa 147.000 in regione TAA. L’età di vita media italiana supera gli 83 anni, 2° posto dopo il Giappone, un record mondiale e ne siamo felici.
Questo però implica il dover investire con logiche di lunghissimo periodo. Il sistema del TAA vede un mix fra le garanzie pubbliche regionali e la capacità di generare redditività da parte di Fondi privati.
In Pensplan Centrum donne e uomini che hanno investito nel 2025 in fondi complementari numericamente si pareggiano: 49,2% donne e il 50,8% sono gli uomini. Un grande risultato. Versamento complessivo circa 8 miliardi di euro. Peccato però che il valore investito sia molto differente: 30.400 per i maschi e 19.800 per le femmine.
Specchio di un paese che non ha ancora raggiunto una parità economica e, soprattutto, di suddivisione lavoro e famiglia davvero paritetiche. Un differenziale che permane e che produce donne con minore disponibilità, cioè più povere negli anni della vecchiaia. Una inferiore capacità di consumi e spesso, in difficoltà anche nelle prime necessità.
“…siamo riusciti, grazie a campagne informative mirate, a sensibilizzare la popolazione femminile sul tema dell’importanza di un’adeguata copertura pensionistica per la propria vecchiaia…” – ha sottolineato la Presidente di Pensplan Centrum S.p.A., Johanna Vaja, commentando alcuni numeri del Welfare Complementare Regionale.
“Le donne hanno accumulato mediamente il 35% in meno rispetto agli uomini….Vogliamo intervenire su questo aspetto e sensibilizzare già i giovani con diverse iniziative mirate”.
Da dx a sin: Maurizio Roat Consigliere, Assessore regionale alla Previdenza complementare Carlo Daldoss, la Presidente Johanna Vaja e Matteo Migazzi, CEO di di Pensplan Centrum S.p.A
Un’ombra aleggia su tutto questo eccezionale risultato in regione: che impatto avrà il calo demografico ormai conclamato del nostro paese?
“La copertura della popolazione per l’adesione alla previdenza complementare ha margini di crescita ancora del 40% circa. Perché ancora tanto è da fare per conquistare chi ancora non valuta di affrontare il tema – conferma l’Assessore regionale alla Previdenza complementare Carlo Daldoss – è vero, in Italia il gelo demografico è evidente, ma se Pensplan si attiverà non riscontriamo problemi per la nostra realtà. Si aggiunge a questo la capacità di attrarre nei nostri territori ulteriori abitanti grazie alla qualità di vita, per cui in questo specifico caso non vediamo minacce all’orizzonte”.
Matteo Migazzi, CEO di Pensplan Centrum: “Il fatto che molti giovani under 20 inizino già oggi a aderire ai fondi complementari ci dà la speranza di un futuro più attento e consapevole. Sicuramente il nostro sistema di garanzia pubblico da molta affidabilità per cui la competizione gioca a nostro favore e allontana molti timori.”
Cosa emerge nel bilancio 2025 di Pensplan Centrum?
Una raccolta straordinaria +8,8% in più pari a 8 miliardi di euro, circa 375mila posizioni gestite su poco più di 1 milione di abitanti in regione, un incremento significativo degli aderenti under 20 che ha portato l’età media complessiva a scendere da 42 anni nel 2024 a 40 anni nel 2025.
Un sistema capillare di presenze sul territorio con 152 Pensplan infopoint. Progetti educativi nelle scuole, sponsorizzazioni sportive e molte altre iniziative sociali e di vicinanza.
Maurizio Roat, consigliere in Pensplan Centrum sottolinea “Affrontare fin da giovani lo spinoso tema delle pensioni integrative rispetto a quelle obbligatorie è un vantaggio. Questo deve entrare alla pari di altri investimenti finanziari.
Da valutare gli importanti vantaggi fiscali, il basso rischio e una certa flessibilità che rendono disponibili gli accantonamenti per determinati investimenti: cure, acquisto casa….
Tutto questo, sottolineiamolo, grazie alla Regione autonoma che si fa garante del capitale investito nei fondi pensione e ci fornisce una sicurezza di lungo termine, unici in Italia” .
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