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Bolzano

Precetto pasquale: celebrazione in duomo per i Corpi militari e le forze dell’ordine

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“La missione pasquale di schierarsi sempre dalla parte della luce, della vita, accompagni il vostro servizio di tutela del bene comune“, ha detto Muser.

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Nel duomo di Bolzano il vescovo Ivo Muser ha presieduto oggi (4 aprile) il Precetto pasquale interforze, tradizionale appuntamento liturgico dedicato al personale dei Corpi militari e delle forze dell’ordine che si celebra prima di Pasqua.

Alla celebrazione hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni civili e militari e delle Associazioni combattentistiche e d’arma. Nell’omelia il vescovo ha ricordato che celebrare la Pasqua significa accettare la morte, ma anche che la morte non ha più l’ultima parola.

Aver fede vuol dire fidarsi, anche e soprattutto della promessa di Gesù che dopo la morte c’è vita”. Ai rappresentanti militari e delle forze dell’ordine il vescovo ha augurato “che il vostro lavoro quotidiano e la vostra missione siano animati da questa consapevolezza pasquale: nella lotta tra le tenebre e la luce, la vittoria è della luce”.

Da qui il suo invito a “non arrendersi mai davanti all’esperienza della violenza, della prepotenza, del conflitto e dell’odio, ma a impegnarsi sempre per una cultura della vita. La prospettiva pasquale aiuti la società a rispettare la dignità e il valore di ogni uomo e di ogni donna”. Il vescovo ha ricordato che a militari e forze dell’ordine “è affidato il compito indispensabile di salvaguardare il diritto del singolo e la convivenza pacifica tra le persone”.

È il fondamentale servizio per il bene comune, costituito dall’insieme dei valori umani che distinguono uno Stato degno di questo nome. “Siete chiamati – ha detto Muser – a difendere questo bene spesso insidiato dalle prevaricazioni di chi vuole imporre il proprio interesse privato. Abbiamo bisogno di politici e di cittadini onesti, dediti alla giustizia e al bene comune.

Questa missione, anzi, questa vocazione, impegna tutti noi, ciascuno al proprio posto e nel contesto delle proprie relazioni”. La celebrazione è stata accompagnata dal coro “Laudamus” della parrocchia di San Giacomo.

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